Con questo post ha inizio un nuovo spinoff di The X Playlist, a cura del sottoscritto, che affianchera’ la selezione musicale di Tommaso cercando di soddisfare tutti gli ascoltatori che sono alla ricerca di sonorità diverse, per non dire diametralmente opposte, che pare brutto.
Principalmente ascolterete rock, metal e punk in tutte le derivazioni possibili con un’altissima percentuale di novità visto che questo vuole anche essere anche una scusa per portare alla vostra attenzione tutti i dischi degni che non finiscono recensiti su Players.
Come potete notare sulla cover dell’episodio svetta il bollino Ep.4 ma il mistero é presto svelato: per prendere confidenza con il mezzo sono usciti 3 volumi, reperibili solo su vinile colorato e a tiratura limitata, prima di approdare ufficialmente sul blog di Players. Li trovate qui, qui e qui.
Parlando della tracklist odierna, in mezzo agli ottimi ritorni discografici di Samael, Karma to Burn, Alexander Tucker e Today Is the Day, per non tacere dei Flogging Molly di cui ho parlato ampiamente su Players 07, vorrei evidenziare i The Flying Eyes, un gruppo di ragazzotti di Baltimora che dopo due promettentissimi ep (raccolti nel disco omonimo) sfornano il loro primo vero LP, che farà la felicità degli amanti degli anni 70 e in particolare dei Doors. E se non foste sazi di sonorita’ vintage ci pensano i Gentlemen’s Pistols e gli Uncle Acid and the Deadbeats, i primi con il loro secondo disco e un importante novità in formazione, niente di meno che Mister Bill Steer alla chitarra solista, i secondi alle prese con un sound oscuro e occulo che rimanda tanto alla psichedelia quanto al progressive, non tanto dissimili negli intenti dai Ghost (recensiti da Pietro su Players 02), forse solo meno estroversi.
The Infarto, Scheisse! (ad oggi solo Infarto) tengono alta la bandiera dell’hardcore italiano, seppur non sempre esattamente ortodossi, mentre gli Helms Alee con il loro secondo lavoro su Hydra Head rompono definitivamente tutti gli schemi proponendo un disco all’apparenza folle ma che riesce a infilartisi in testa con una facilita’ disarmante.
Chiudo, oramai una consuetudine, ringraziando Darkalia per la cover e segnalando ai malati di statistiche come me che è possibile scrobblare le playlist di Mixcloud da qua, alla prossima!












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