Dragon Age 2: un passo avanti e due indietro

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Qualcosa è andato storto. Forse è uscito troppo presto, forse il progetto alla base non era chiarissimo, indeciso se seguire la strada intrapresa dal predecessore o cercare di aprirne una nuova, forse l’attesa ha superato l’evento: Dragon Age II è una mezza delusione.

Dragon age 2

Non in tutto, certamente, e resta pur sempre un titolo divertente da giocare, ma la sensazione è che la montagna abbia partorito il topolino. Come spesso capita, l’incipit è interessante: l’idea di fare raccontare la trama a un personaggio non protagonista, il mantenere viva la eco delle gesta narrate nel primo capitolo, il buttare il giocatore subito nel mezzo dell’azione, sono tutte belle idee, in gran parte però vanificate dalla brevità del gioco e dalla sua scarsa varietà. Difetti che, assieme ad altri non di poco conto, affiorano subito, non appena si arriva a Kirkwall, dove si svolgerà quasi tutta l’avventura.

Le complesse e intriganti interazioni tra i membri del party sembrano meno convincenti rispetto al primo capitolo e anche la scelta tra diversi tipi di risposte pare più forzata rispetto a Mass Effect 2. Quello che era impreventivabile è che i programmatori riducessero a tal punto le locazioni visitabili da costringere il giocatore a vagare per l’80% del tempo all’interno della stessa città, fatte salve un paio di escursioni fuori porta.

Più marcato è invece miglioramento per quanto concerne il reparto grafico: l’occhio è appagato da colori più vivaci e animazioni più convincenti, anche se il fatto che le immense e maestose architetture presenti nel mondo di Oblivion, classe 2005, superino di gran lunga quelle di un titolo del 2011, la dice lunga sulla capacità di Bioware di sfruttare l’hardware che si trova tra le mani. Eccellenti si rivelano invece le missioni, varie e ben “sceneggiate”. Troppo frequenti invece i caricamenti. Siamo quindi più dalle parti del more of the same che della tanto sbandierata e promessa “rivoluzione” del genere. In attesa di Skyrim

Questa recensione è tratta da Players 04, che potete scaricare gratuitamente dal nostro Archivio.



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Classe '73. Giornalista da tre anni, ha offerto il suo talento a riviste quali Wired, Metro, Capital, Traveller, Jack, Colonne Sonore, Game Republic e a decine di siti che ovviamente lo hanno evitato con anguillesca agilità. Ha in forte antipatia i fancazzisti, i politici, i medici, i giornalisti e soprattutto quelli che gli chiedono foto.