Intervista a Bruce Sterling

Bruce Sterling

Questa è la seconda parte di uno speciale dedicato a Bruce Sterling apparso su Players 02. Nella prima parte, disponibile qui, vi abbiamo ripercorso la vita e le opere del celebre autore americano.

In quanto scrittore cyberpunk, come vedi l’attuale trend di proporre un account web unico per tutto il web? Negli ultimi tempi sia Google sia Facebook sembrano volere spingere i loro utenti ad accedere a una moltitudine di servizi diversi attraverso le loro piattaforme. Da una parte, questo semplifica le cose e evita la dispersione delle identità virtuali, dall’altra questa centralizzazione dei dati utente dà enorme potere e conoscenza a un paio di soggetti unici.

La gente sopravvivrà a Google e Facebook. Il loro “enorme potere e conoscenza” svanirà come è successo al potere enorme e centralizzato di Microsoft. Il “web” di oggi sparirà come è successo alla spina dorsale di Arpanet e alla “Superstrada delle informazioni”. Detto questo, eviterei di affidarmi a un unico ID sul web, perché le imprese che lo supportano potrebbero fallire rapidamente e lasciarti a terra.

In questi ultimi anni essere “verdi” sta diventando un business sempre più interessante. Se tutto questo entusiasmo nel mercato è genuino, come mai per molti anni l’idea stessa di “verde” è stata vista come una cosa da figli dei fiori?

C’è il “verde” che è un business interessante per il sette per cento della popolazione, gli appassionati di “stili di vita salutari e sostenibili”. E poi c’è il verde del grande mercato come l’energia eolica che può pagare royalties ai governi che hanno dato quei soldi all’OPEC (Organizzazione delle nazioni esportatrici di petrolio). Non è un bene quando i grandi business diventano commercialmente interessanti. I beni essenziali devono essere noiosi e affidabili.

Bruce Sterling

Come credi che la fantascienza – scritta, cinematografica o altro – si relazioni con i problemi esistenziali nel mondo di oggi? È ancora (sempre che lo sia mai stata) veramente rilevante?

Quello dipende da chi si occupa di definire cosa sia “rilevante” per la gente. Io credo che la fantascienza debba avere un certo elemento di immaginazione e leggerezza. Altrimenti fai prima a scrivere un trattato di politica, o un saggio filosofico. I generi tendono a incentrarsi intorno a diversi problemi esistenziali. La narrativa criminale racconta che la nostra esistenza è oscura e trasgressiva, i racconti romantici dicono che è romantica e tempestosa, la fantascienza ci dice che la nostra vita è bizzarra e incredibile. La nostra esistenza può sembrarci oscura e trasgressiva, o emotivamente tempestosa, ma tendo a credere sinceramente che l’esistenza sia veramente, indubbiamente bizzarra. Questa bizzarria non è semplicemente una questione di attitudine alla vita, è un fatto reale. La mente umana fa fatica ad afferrare e comprendere i fatti straordinari che ci vengono rivelati dalla scienza.

Come credi che si evolverà il giornalismo nei prossimi anni? I giornali e le riviste di carta hanno ancora un futuro o saranno sostituiti dai siti web e i blog?

I siti web e i blog moriranno più o meno come sta succedendo ora alle riviste e ai giornali cartacei, solo più velocemente. Non abbiamo un’idea di cosa succederà al “giornalismo” dopo tutto questo. Il termine potrebbe cadere in disuso, magari insieme al termine “media”. Potrebbe esserci un po’ di relativa stabilità nel “giornalismo” in lingue diverse dall’inglese. Ma anche in quel caso, il fatto che “i giornalisti” ora portino con loro dispositivi economici che funzionano da macchine da scrivere, fotocamera, videocamera, registratori audio, cellulare e GPS è destabilizzante. Quando i modi di produrre cambiano, i pattern sociali evaporano.

Qual è la tua posizione su copyright e DRM? In Italia la pirateria è particolarmente diffusa, secondo te qual è la soluzione migliore per risolvere questo problema?

Questo problema si sarebbe potuto risolvere venti anni fa, ma l’opportunità è stata persa. Non è più un “problema” da risolvere, ma un fatto della nostra esistenza. È come “risolvere” l’evasione delle tasse in Italia, non succederà mai. Quello che potrebbe risolvere il problema è piuttosto qualche avvenimento apparentemente non collegato alla ricerca di una soluzione. Per esempio, potremmo assistere all’invenzione di un sistema di archiviazione che permette di copiare un milione di film in un minuto – la nuova tecnologia “spintronic” di IBM potrebbe renderlo possibile. A quel punto, la gente perderebbe interesse nel suo “diritto” di “copiare”, perché non sarebbe più interessata a quello che “copia”. Copierebbe semplicemente un enorme database, nella speranza di trovare qualcosa di utile o divertente, e poi smetterebbe.

Cosa ne pensi di Wikileaks?

Credo che Wikileaks sia un segnale importante del prossimo scontro tra la situazione “globale” e l’ordine “internazionale”. Ci siamo abituati a pensare che sia simile essere globali e internazionali, ma gli hacker sono globali, mentre i diplomatici sono solamente internazionali. Visto che ci sono molti soldi e molto potere in gioco in questa transizione, sarà probabilmente un brutto spettacolo. Ma potremmo essere fortunati: magari sarà sorprendentemente pacifico e bello. Wikileaks in sé è solo un gruppo di una dozzina di coraggiosi e spericolati hacker predicatori. Hanno fatto qualcosa di impressionante e spaventoso, e soffriranno per questo. Se leggi le loro biografie, però, si capisce che sono il tipo di persone che aspira a quel tipo di difficoltà. Se la meritano. La vita di un dissidente è dura ed emozionante.

Vivendo in Italia, quale è stata la tua impressione del rapporto tra gli italiani e le nuove tecnologie?

Il nord ci si sta buttando a pesce, mentre il sud sta bevendo un limoncello sotto a un ulivo da qualche parte. Se gli italiani fossero realmente interessati a dare spazio a nuove tecnologie, farebbero tutto il possibile per convincere i giovani più istruiti a stare nel paese e creare nuovi business tecnologici italiani. Questo non sta accadendo.

Come diresti che lo scenario tecnologico si è evoluto in confronto a quello che avevi previsto nei tuoi romanzi trent’anni fa, all’inizio della tua carriera?

Lo scenario cambia sempre, ma il linguaggio dello scenario, a sua volta, cambia. Tecnologie un tempo affascinanti diventano consuete e banali. La gente smette di parlare delle tecnologie quando diventano una routine quotidiana; smettono di ammirarle. Oggi è impossibile riprodurre a parole l’emozione di abbandonare la macchina da scrivere per passare a un word processor. Era un cambio terrificante nello scenario della letteratura e dei media in generale, ma è diventato effettivamente difficile “confrontarlo” con qualcosa. Ho scritto di cambi climatici per circa trent’anni. Il clima continua a peggiorare. È stato molto prevedibile. Sono molto consapevole del fatto che nei prossimi trent’anni continuerà a peggiorare. È semplice, come prevedere attacchi di tosse in un fumatore incallito. Sono stato anche consapevole per molto tempo del fatto che la società sarebbe diventata generalmente più anziana. Non mi preoccupa molto diventare vecchio, ma invecchiare in una società di vecchi è inquietante in certi aspetti. L’invecchiamento demografico è una certezza matematica, e sempre più semplice da prevedere. Ma è allarmante essere in una situazione vibrante e interessante quando sei la persona più vecchia nella stanza.

Qual’è l’invenzione più importante che deve essere ancora… inventata?

Qualunque cosa che fermi il cambiamento climatico, o meglio, qualunque buon metodo per riparare il clima già danneggiato.

Le storie di fantascienza raccontano spesso di disastri futuri, nubi radioattive, un pianeta morente ucciso dagli esseri umani e la loro mancanza di responsabilità. Eppure, in una “strana” opera spaziale come The Wild Blue Yonder di Werner Hezog, affrontiamo l’infinito potere della natura, che alla fine riuscirà a distruggerci e ristabilire la salute e la bellezza della terra. Fidarsi della visione di Herzog è una buona maniera per non perdere fiducia nel futuro. In quanto scrittore di fantascienza, e come essere umano, cosa ne pensi?

La gente parla della fiducia nel futuro ma credo che sia importante non perdere fiducia nel passato. Czeslaw Milosz ha detto che non dobbiamo mai disperarci della nostra storia, a prescindere da quanto possa sembrare triste, perché il passato assume un significato diverso a seconda di quello che facciamo oggi. È fatalmente facile scrivere di disastri futuri, perché è melodrammatico. È facile romanticizzare la natura, perché la natura trascende i limiti umani. Ma se ci affidiamo ad attitudini mentali così semplici e povere, diventiamo arroganti. La natura non è stata messa qui a nostro beneficio. Abbiamo bisogno di un’attitudine più umile verso il nostro porci domande. Quando penso alla mia esperienza vissuta come essere umano, posso vedere che le cose che mi hanno dato maggiore soddisfazione sono state profondamente inaspettate. Sono state sorprese che non ho potuto prevedere in nessun modo. Di conseguenza non ho una vuota fiducia nel fatto che le cose andranno bene. Sono convinto che il mondo sia più interessante di qualunque essere umano.



Players è un progetto gratuito. Se ti piace quello che facciamo, puoi supportarci (o offrirci una birra) comprando musica, giochi, libri e film tramite i link Amazon che trovi negli articoli, senza nessun costo aggiuntivo, oppure facendo una donazione libera con PayPal dalla colonna di destra. Grazie!
Latest Posts By
  • Federico Rosa

    complimenti