Al cine col Fulge vol. 29 – Speciale Natale

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Ultimo appuntamento dell’anno con la rubrica di cinema settimanale meno letta della storia di internet. Dal momento che nessuno ci fila di striscio possiamo provare a fare qualcosa di nuovo, ovvero anticipare qui, con una veloce panoramica, tutti i film “minori” in arrivo da oggi alla Befana e rimandare a review più approfondite i pochi titoli “big” previsti per le festività Natalizie e per l’inizio di gennaio.

Questa settimana nelle sale c’è la classica quiete prima della tempesta. Arriva finalmente Enter the Void, che avevamo recensito nel numero 04 di Players. Il film, a mio modesto parere, merita comunque un’occhiata, visto che è originale e affascinante sotto molti aspetti. Arriva anche Mosse Vincenti, aka Win Win, di cui si è parlato (entusiasticamente) su Players 08.

Detto che Cambio vita è una commedia piuttosto mediocre, rimandiamo al prossimo numero di Players per una review di The Artist. Ma come? Prima ci sfracelli i cabbasisi col fatto che le recensioni vanno sempre anticipate il prima possibile e adesso ci tieni in sospeso per un mese? Il motivo è presto detto: il film è un fottuto capolavoro e ce lo ritroveremo sicuramente anche agli Oscar, quindi andatelo a vedere sulla fiducia e se volete sapere perchè, leggeteci il mese prossimo (oh, i tempi di lavorazione di Players sono quelli che sono).

Il 16 dicembre è il Doomsday natalizio: escono contemporaneamente tutti e cinque i film che presumibilmente incasseranno di più durante le vacanze: Finalmente la felicità, Il Gatto con gli stivali, Le Idi di Marzo, Sherlock Holmes – Gioco di Ombre e Vacanze di Natale a Cortina. Ovviamente Pieraccioni e il cinepanettone di DeLa li saltiamo a piè pari e facendo pure un salto mortale carpiato, mentre per quanto riguarda Il Gatto con gli stivali che dire? La trama è un non sense continuo, visto che si mescolano personaggi fuori di testa (l’uovo parlante), l’”infanzia” del gatto e rivisitazioni di fiabe classiche (nella fattispecie Jack e il fagiolo magico di Jacobs).

L’insieme è interessante ma discontinuo (vi supplico basta con le scene di ballo nei film, sono sempre sempre sempre insopportabili, anche se questa è vagamente contestualizzata) e la versione italiana fa troppo leva sul doppiaggio “originale” di Banderas che parla (beh, si sforza di farlo) in italiano. Tecnicamente ottimo, con molte sequenze spettacolari e, incredibile a dirsi, un 3D notevolissimo (la scena di “caduta” dal fagiolo magico si beve pure il top di Avatar, peccato duri poco). Leggermente sopra la media, ma Dragon Trainer resta dieci spanne sopra (idem Rango, Winnie the Pooh o Toy Story 3, giusto per citare i recentissimi).

Attenzione a Il figlio di Babbo Natale: miglior film di animazione dell’anno assieme a Rango. Arthur (Christmas) è uno dei due figli di Babbo Natale che, come noto, riesce a consegnare tutti i regali in tempo grazie ad un esercito di elfi bene addestrati ed una astronave-slitta gigantesca che si muove alla velocità della luce. Quando un singolo bimbo viene “saltato” dalla consegna Amazon-ica dei pacchi spetta proprio al giovane imbecille (e a suo nonno, ex babbo natale in pensione) risolvere il dramma e portare in tempo il dono tanto atteso… . Aardman da anni è sinonimo di qualità e umorismo “british” (vedi la saga di Wallace & Gromit) e anche stavolta il film centra il bersaglio: tecnico, grazie ad una animazione 3D sopraffina (clamorosi i primi dieci minuti e le sequenze sulla “vecchia” slitta), emotivo grazie a gag ben riuscite, contenutistico, in virtù di una riflessione non banale sulla esasperazione della “commerciabilità” delle feste, della perdita del loro vero significato e della frenesia che accompagna il periodo pre-25. Fantastico il quartetto di doppiatori originali (James McAvoy, Hugh Laurie, Jim Broadbent, Bill Nighy), meno brillante la versione italiana.Qualche melensaggine di troppo, ovviamente, ma, ehi, è un film sul Natale.

Proprio due giorni prima di Natale, il 23, arrivano anche le potenziali sorprese ovvero Arthur 3 – La guerra dei due mondi, film di Luc Besson (vi ricordate l’intervista rilasciataci dal regista sul numero 05?), che è sostanzialmente identico agli altri, Capodanno a New York, una sorta di melenso e palloso cinepanettone con star americane, Emotivi anonimi, una gradevole commedia franco-belga e Il principe del deserto, film d’avventura diretto dal redivivo Jean-Jacques Annaud.



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Classe '73. Giornalista da tre anni, ha offerto il suo talento a riviste quali Wired, Metro, Capital, Traveller, Jack, Colonne Sonore, Game Republic e a decine di siti che ovviamente lo hanno evitato con anguillesca agilità. Ha in forte antipatia i fancazzisti, i politici, i medici, i giornalisti e soprattutto quelli che gli chiedono foto.

  • littlexaus

    curiosità per The Artist e Le Idi di Marzo ^^

    • littlexaus

      ho scoperto ora, con somma tristezza, che The Artist esce con la blockbusteriana cifra di ben 5 copie in tutt’italia = non lo vedrò mai al cinema qui. uff.

      • Andrea Chirichelli

        Quando si beccherà un paio di Oscar i distributori cambieranno idea. Tra l’altro riflettevo che dubito esista un film più facilmente piratabile…

        • littlexaus

          alla fine sono riuscito a vederlo facendomi un bel pò di km, ma direi che ne è valsa la pena. veramente un filmone, dura anche il giusto perchè oltre credo sarebbe diventato un pò “pesante”. molto molto bello.

  • Renato Laus

    Incredibile che Enter The Void esca adesso, qui in Finlandia lo vidi al cinema nel settembre 2010.

    Per citare Fantozzi “una ca*ata pazzesca”. Non orripilante come Irreversible ma pur sempre ignobile. Hai voglia a parlare di movimenti camera e fotografia senza eguali quando l’80% del film è una menata vuota e senza senso, dove già a metà si cerca freneticamente una lametta con cui tagliarsi le vene.  Dovrebbe esistere un restraining order per Gaspar Noè, con l’ordine di sparare a vista se si avvicina a meno di 100m da una cinepresa. Uno così può al massimo dedicarsi alla videoarte, il cinema lo lasci a gente che ha qualcosa da dire.

    • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

      A me – tecnicamente – è piaciuto. Un film lo puoi guardare su più livelli.
      Che poi sia inutilmente disturbante e anche noioso ci sta, ma è delle ottime idee piagate da una ripetizione ossessiva, sfiancante. I titoli di testa sono imho geniali, e sicuramente hanno seccato qualche epilettico sul posto.