Alta Fedeltà, una nuova rubrica di Players dal nome nobile, uno spazio di pura e semplice enumerazione: non un luogo di recensione; ragioniamo piuttosto in termini di importanza, di decine e cinquine, nessuna eccezione, è il nostro comprendere, o perlomeno il voler comprendere la posizione storica di ogni opera e di chi l’ha creata.

Inizio, allora, questa prima puntata con il mio personalissimo omaggio alle 10 canzoni più significative del Brit Rock, periodo 1993-2013. Ma da una prospettiva diversa.

Piccolo excursus storico. Conosciamo la materia in questione, il rock britannico, ne conosciamo la sua epopea, Brit Pop prima, Postpunk poi. Un manifesto musicale creativo e chiassoso, un’epopea tramutasi in un fatto di costume ed ispirazione, una pletora di band seminali. Un’anima in perenne rinnovamento, un arcano equilibrio amalgamatosi, negli anni, in tutti i suoi successi. Musica ma anche costume e poi birra, festival, concerti, droga e stile.

Tante le band responsabili di canzoni ed album splendidi, epocali. Blur, Oasis, Suede, Pulp, Verve, Radiohead (seppur con il loro rinnovarsi), Coldplay, Muse, Gomez, Travis e poi Arctic Monkeys, Kasabian, Libertines, Kula Shaker…

La loro musica da un ventennio riassume pensieri e sentimenti di generazioni, stimola e mette alla prova tutti i sensi, rimarca sempre il suo stile e l’inconfondibile sonorità. Ho perdutamente amato questa musica. Prima la migliore e più grandiosa, poi sconfitta, poi ancora rinata e splendente.
Ecco allora il mio tributo; sarebbe semplice elencare Oasis vs Blur o Disco 2000 dei Pulp; la mia decina loda, invece, quelle “seconde linee” che “standing on the shoulders of the giants”, hanno contribuito al mito.

10) I Seahorses hanno vita breve. Nascono nel 1996 e si sciolgono nel 1999. Spin off musicale di John Squire, post Stone Roses, realizzano un ottimo album d’esordio, Do It Yourself, dalle sonorità tipicamente Brit Pop. Blinded By The Sun ne è un esempio perfetto.

9) Wake Up Boo! è il singolo apripista del quarto album dei The Boo Radleys, formazione del Merseyside , scioltasi nel 1999. Energia pura.

8) La mia canzone dell’estate 2006. Potente e ritmata come un uragano. “It’s civilised, it’s civilised, it’s civil sin”, catchy anthem.

7) Riconoscibile mood Brit Pop chitarristico ed orecchiabile ma non privo di spessore. Questi sono i Cast ed Alright è un inno divenuto classico assoluto di tutto il brit pop.

6) “New Acoustic Movement” venne chiamata la loro musica. Fu la risposta migliore ad un periodo di vacche magre ad inizio del nuovo millennio. Band dalle sonorità raffinate legate al pop e al folk che trasse molto del suo successo esclusivamente dalle voci e sulle acustiche del duo. L’arpeggio delizioso di Sea Change accompagna una melodia bellissima e tutt’altro che invadente.

5) Sconosciuto ai più ma di livello elevato. Alex Cornish è un songwriter scozzese talentuoso e piacevole. Il singolo seguente ne è la prova lampante.

4) Ancora Scozia. Tra la fine degli anni 90 e gli inizi del nuovo millennio è stata in assoluto la patria di un centro creativo di enorme vitalità (Belle & Sebastian, Travis, Mogway, Biffy Clyro, Idlewild). A conferma delle mie parole, la copiosa produzione di Kenny Anderson, noto come King Creosote, cantore di un folk atipico e ballad struggenti come la seguente.

3) Per gli Echobelly vale a grandi linee il discorso fatto in precedenza per i Cast con l’aggiunta, però, di una carriera ventennale alle spalle e la presenza come vocalist di Sonya Madan, di origini indiane, vera forza del gruppo.

2) I Doves provengono da Manchester e sono stati sempre poco considerati. Il loro album d’esordio Lost Souls è uno dei dischi d’esordio più importanti della scena inglese contemporanea, figlio del brit pop ma da esso lontanissimo, originale in molte delle soluzioni adottate in virtù anche dell’attenzione dedicata alle melodie. Tante le canzoni che spiccano, Sea Song è la migliore.

1) Tonight We Fly proviene dal terzo album dei The Divine Comedy, Promenade. Il progetto solista del cantante e multi strumentista nordirlandese Neil Hannon, tra composizioni raffinate, orchestrazioni e melodie di gran classe, è in assoluto uno dei corpus discografici più corposi ed importanti d’Albione: 10 album, una raccolta ed alcuni Ep. Notevole.



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Matteo Giobbi

Una classifica delle cinque descrizioni più memorabili del sottoscritto di tutti i tempi, in ordine sparso: 1) è’n zucchero, 2) è magggico, 3) è gajardo, 4) è Romano ma tifa Milan, 5) fa n’sacco de classifiche. Aggiungo, poi, cinematografaro e musicologo ad “artissimi” livelli. Mi trovate, facile, su Players.

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  • Matteo

    Grande Divine Comedy. Regeneration è un album meraviglioso.