the order 1886

Viviamo in un’epoca ludica di grandi paradossi: le “vere” console next-gen vendono come il pane, ma da un anno e mezzo i loro utenti attendono messianicamente un gioco che dimostri la necessità della loro esistenza. Dall’altra parte dell’universo invece, c’è Nintendo, che ha già tirato fuori una mezza dozzina di capolavori che pure presi singolarmente varrebbero l’acquisto della console (pensa tutti assieme), ma viaggia su cifre più che dimezzate rispetto alla concorrenza e viene dichiarata morta un giorno sì e quello dopo pure.
Misteri.

the order 1886

Tra le tante esclusive in arrivo per la console Sony, The Order 1886 era certamente una delle più attese, per molte ragioni, tutte comprensibili: nuova Ip, una rarità di questi tempi; Ready at Dawn garanzia di qualità, visto l’ottimo lavoro svolto su Psp; setting e genere ludico di assoluto interesse.
E quindi? E’ andato storto qualcosa?

Apparentemente no, visto che il titolo è fantastico da vedere e ascoltare ma ancora una volta il demone della “narrazione vs giocabilità” e del “cinema vs videogioco” è comparso facendo danni irreparabili. In estrema sintesi: The Order 1886 dura davvero poco, ha zero replay value, specie se non si è completisti di natura ed è infarcito di cutscene non skippabili.

Ora, solo un ignorante assoluto della storia dei videogiochi può valutare un titolo in base alla sua durata: basti pensare all’epoca degli 8 e 16 bit, quando anche i titoli più blasonati, quelli che noi retrogamer ricordiamo sospirando mentre ci sistemiamo la coperta sulle ginocchia e beviamo la nostra tisana digestiva, duravano al massimo un’ora (andatevi a vedere un qualsiasi longplay su Youtube) o a indie recenti. Un film di tre ore non vale più di un cortometraggio “perchè dura di più”. Però.

the order 1886

Il problema di The Order 1886 è il suo essere un coitus interruptus ludico dal primo all’ultimo momento: cutscene-gioco-Qte-cutscene-gioco etc.etc. Ora, vista la maggior potenza computazionale a propria disposizione io capisco che i game designer provino una naturale pulsione verso la narrazione cinematografica (basti pensare a Kojima), ma, come scrissi mesi fa, non sarebbe il caso di pensare PRIMA alla ciccia ludica e POI a tutto quello che c’è intorno?

Andrea Pessino non va fatto incazzare, (anche perchè l’unica persona che conosco che ha le braccia più grosse delle sue è il mio personal trainer che incidentalmente è arrivato sesto ai campionati mondiali di bodybuilding natural), ma credo che The Order sia davvero troppo video e troppo poco gioco. E’ un film interattivo, una demo tecnica e, se esistesse il noleggio nel mondo dei videogiochi, sarebbe da consigliare per passare una piacevole serata. Una però, non di più. All’alba dei tempi, le pagelle delle riviste di videogiochi utilizzavano, tra gli altri, il parametro “qualità/prezzo”. Beh, nel caso di The Order 1886 questo voto sarebbe gravemente insufficiente e di questi tempi è un parametro che personalmente considero importante. Non il più importante, ma insomma…

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…e, guarda, potrebbero anche andarmi bene solo 2/3 ore di ciccia ludica (perchè di questo stiamo parlando, metà gioco “si guarda” e basta), pure a 70 euro, se non avessi il fondato sospetto che tra qualche settimana verranno annunciati DLC per rimpolpare le manchevolezze. Non vorrei passare per fan boy Nintendo, ma c’è un sacco di gente nell’industry che dovrebbe tornare a scuola da Miyamoto &Co. L’alternativa? Hollywood, che pure avrebbe tanto bisogno di nuove idee.



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Andrea Chirichelli

Classe '73. Giornalista da tre anni, ha offerto il suo talento a riviste quali Wired, Metro, Capital, Traveller, Jack, Colonne Sonore, Game Republic e a decine di siti che ovviamente lo hanno evitato con anguillesca agilità. Ha in forte antipatia i fancazzisti, i politici, i medici, i giornalisti e soprattutto quelli che gli chiedono foto.

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17 Comments

  1. Certo che parlare anche della ciccia ludica (come tu la chiami) non avrebbe fatto male… demolirlo e considerarlo praticamente un film da noleggiare per una sera stronca quella che (per quello che sto giocando) va valutata come una vera e propria nuova esperienza, sicuramente con dei difetti, ma che rappresenta un bel punto di partenza per un qualcosa di decisamente entusiasmante.

    1. E’ un editoriale, non una recensione. In un altro sito ho letto “…Per cui compratelo subito e rivendetelo non appena l’avrete finito. O aspettate qualche giorno e compratelo usato. O ancora, se non avete problemi di portafogli, compratelo e tenetelo nella vostra collezione personale.” Scusa, ma se siamo arrivati al punto di consigliare l’acquisto a seconda della propria disponibilità economica, non lo vedo proprio come buon punto di partenza. Un bel punto di partenza per un qualcosa di decisamente entusiasmante è arrivare dopo 35 ore densissime a quello che credi essere l’ultimo mondo di SuperMario 3D World e scoprire che hai almeno altre 10 ore aggratis di puro divertimento.

      1. L’avevo capito che non era una recensione… ma oltre naturalmente a rispettare le idee e i punti di vista, non capisco perchè esaltare solo i punti bui e magicamente dimenticare quelli validi. Non sono stati calcolati neanche di striscio. Trovo la parte finale della recensione di Stefano invece un modo azzeccato per andare oltre al voto numerico, ;)

        1. Scusa ma se scrivo “il titolo è fantastico da vedere e ascoltare” significa che ovviamente aspetto tecnico/narrativo (diciamo così) sono promossi. Il punto è che, secondo me, se sei fissato con quelli, tanto vale che tu, game designer, faccia direttamente un film in CG senza nemmeno sforzarti di costruirci un gioco attorno (senza nemmeno sbattersi troppo, visto che il pacchetto ludico è poverissimo di opzioni e features). Abbi pazienza, ma uno nato e cresciuto a pane e arcade e che smanetta dalla fine degli anni ’70, fa un po’ fatica a comprendere la ragione sottesa a vedersi proposto un intero capitolo sotto forma di cut-scene. Per me il videogioco è PRINCIPALMENTE sfida e interattività, non contemplazione nè esegesi. Non sono ovviamente portatore del Verbo, ma la mia idea di videogioco è l’opposto rispetto a quanto proposto da RAD.

          1. Sono nato anch’io a pane e arcade e onestamente sarei anche stanco di vedere le solite formule trite e ritrite… Se mi sento nostalgico carico un emulatore, ma se provo a cercare qualcosa di nuovo o che provi qualche strada diversa, quantomeno il mio approccio è speranzoso. Demolire a prescindere un titolo cosi ben confezionato (da tutti i punti di vista, grafica, sonoro, sceneggiatura, storia, etc.) e che prova strade diverse di integrazione di meccaniche di gioco, provando (e secondo me riuscendo quasi sempre) ad immedesimare il giocatore all’interno di un contesto storico/fantasioso non lo ritengo affatto giusto, anzi… È magari sintomo che ormai ci si accontenta della solita minestra riscaldata propinata dai soliti colossi o dai remaster che tanto vanno di moda. A questo punto allora non lamentiamoci dell’ennesimo buggatissimo e inutile Unity (tanto per citarne uno).

          2. Ci sono innumerevoli esempi di giochi recenti che “immedesimano il giocatore all’interno di un contesto storico/fantasioso”, penso a Bioshock o Dishonored, che imho surclassano The Order sotto ogni punto di vista, visto che oltre allo spessore narrativo e una direzione artistica fuori parametro (compatibilmente con l’hardware a disposizione, ovviamente) offrono anche una sfida lunga e appassionante. A dirla tutta mi pare che editoriale e reply siano piuttosto esaustive, mi sembra invece che sia tu a “difendere a prescindere” un gioco che dura poco, costa tanto e, grafica a parte, non offre nulla di innovativo o rivoluzionario.

          3. Come ho già detto, rispetto quanto scritto e si evince perfettamente la tua idea. Personalmente ho solo espresso la mia, con l’osservazione di un modo di valutare a volte secondo me un po’ troppo approssimativo. Sarò curioso di leggere una vera recensione magari, con un’analisi davvero completa e obiettiva. Sperando di poter rispondere con libertà e senza dover accettare di buon grado solo quanto viene scritto qui! Peace ;)

          4. E cosa ti dice che puntare all’eliminazione dai videogiochi di inutili fronzoli che non appartengono manco al medium giusto, significhi usare formule trite e ritrite?
            In realtà, se si dirottassero le risorse usate per fare filmatini fighi per, invece, dare spazio alla sperimentazione, si potrebbe far evolvere qualsiasi formula e renderla molto più complessa.
            Ma questo lo si può fare solo dando spazio non a presunti game designer che fanno videogiochi pensando a come invece si fa un film, ma a quelli veri, che hanno in mente meccaniche e gameplay e cercano soluzioni tecniche per ottenere queste due cose.

          5. Andrea, mi sfugge perché quella frase ti abbia colpito così tanto. Il gioco li vale 70 euro? Non essendo un gioco perfetto, per alcuni la risposta sarà sì, per altri no.

            Il mio consiglio è di provarlo, perché è appunto un’esperienza da provare. Ma siccome è un’esperienza breve, e c’è chi fa il solito ragionamento da un tanto al chilo (“ma come, 70 euro per 8 ore di gioco?”), non ci si privi a priori della possibilità di giocarlo ma piuttosto lo prenda usato. Tutto qui.

          6. Olà Stef! Quella frase mi ha colpito perchè di solito nelle recensioni ufficiali, quelle dei siti professionali che campano coi videogiochi (e non congregazioni di cani sciolti come il nostro :-D) il tema del “costo in denaro” del gioco non viene quasi mai preso in considerazione o citato esplicitamente. Cioè, si dà per scontato che un titolo costi X e che quindi stia all’acquirente decidere se vale la pena prenderlo oppure no, tutto qui.

  2. Cazzo nooo… E io che lo aspettavo per convincermi finalmente a comprare PS4… Ma dimmi Fulge, tu lo hai giocato Gears of War 3 per Xbox 360? Questo The Order gli è inferiore? Ha un comparto online decente?

    1. Per rispondere a questa domanda dovrei ricordarmi com’era GOW3 :-D
      Cmq l’online di The Order non c’è, nel senso che non sono previste modalità multiplayer.

  3. Diamine, sì, articolo fantastico.
    Non avevo mai letto di qualcun’altro che avesse questa stessa precisa e forte concezione del media videoludico, amore per il redattore.
    Ho appena conosciuto il sito, avete appena guadagnato un lettore, ciao.

  4. Di sicuro, i vecchi game, li finivi in 1h…. ma solo dopo averci giocato per lungo tempo…. e per quel che mi ricordo, (sono cresciuto con il C64), non li pagavi l’equivalente di 70€

  5. Signor Chirichelli, le stringerei molto volentieri la mano.

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