Los Angeles, fine anni ’70: la città è invasata da spacciatori, degrado e pornografia. Qui operano un inaffidabile detective privato (Holland March/Ryan Gosling) con figlia a carico e un investigatore dai modi spicci (Jackson Healy/Russell Crowe). Le loro vite si intrecciano durante il caso di una giovane attrice scomparsa ma quello che i due non sanno è che questo è solo l’inizio di un’indagine molto, molto più complessa e pericolosa…

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Il trailer prometteva bene, il film va oltre più rosea aspettativa: The Nice Guys è, l’action comedy più esilarante degli ultimi anni. Non capita spesso di non riuscire a trovare nemmeno il più insignificante difetto in un’opera che è un capolavoro di recitazione e scrittura, in cui tutto, ma proprio tutto, funziona alla perfezione.

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Shane Black, che trent’anni fa aveva reinventato il genere buddy movie con Arma Letale, torna alle origini, riuscendo a migliorare sè stesso, un po’ come successo l’anno scorso con George Miller e Mad Max: la sceneggiatura di The Nice Guys, scritta assieme all’esordiente (e se il buongiorno si vede dal mattino, si prevede una carriera luminosa) Anthony Bagarozzi è impeccabile: gag a profusione, ritmo pazzesco, tempi comici perfetti, 1/8 di Inherent Vice, 1/4 di The Big Lebowski e un pizzico di ulteriore follia + nonsense a completare il tutto. The Nice Guys è il trionfo dell’anarchia.

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Il lavoro sui due protagonisti è semplicemente mostruoso, sia da parte degli sceneggiatori, che conferiscono ad entrambi un’identità ben precisa, riconoscibile e perfettamente speculare alla controparte, sia da parte degli attori, che firmano una delle migliori performance della loro lunga carriera. Piace l’oramai mastodontico Crowe, laconico, razionale e compassato, quello il cui pugno va sempre a segno nel momento opportuno, esalta il Dude Gosling, ottuso, pasticcione e alcolizzato, capace però di uscir vivo dalle situazioni più complicate e di fornire il dna giusto alla figlia (Angourie Rice, quindicenne di grande talento) vera (unica?) testa pensante e voce etica in mezzo a questa strana coppia di eroi per caso.

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The Nice Guys riprende la folle ironia di The Last Boy Scout, la mescola con l’azione di Arma Letale, aggiunge un po’ di sano cinismo e disincanto (che paiono più figli del nuovo millennio che degli anni ’70, ma forse è solo l’ennesima conferma della circolarità del tempo) e condisce il tutto con un’ambientazione unica e irripetibile: quella dell’America pre-Reaganiana (e soprattutto post-Nixon) della fine degli anni settanta, epoca di enormi cambiamenti sociali, culturali e tecnologici. Al resto, pensano il mestiere e l’esperienza di Black, stavolta anche regista, l’ottimo casting, che riesce a dare un volto perfetto anche all’ultimo dei comprimari e l’abituale perfezione formale cui anni di intrattenimento hollywoodiano ci hanno oramai abituato.

E’ la migliore commedia dell’anno? Sì, senza dubbio. Il sogno? Che domani cominciasse una serie tv con la coppia Holland March/Jackson Healy alle prese con casi uno più folle dell’altro: per ora accontentiamoci di un film semplicemente fantastico.



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Andrea Chirichelli

Classe '73. Giornalista da tre anni, ha offerto il suo talento a riviste quali Wired, Metro, Capital, Traveller, Jack, Colonne Sonore, Game Republic e a decine di siti che ovviamente lo hanno evitato con anguillesca agilità. Ha in forte antipatia i fancazzisti, i politici, i medici, i giornalisti e soprattutto quelli che gli chiedono foto.

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