Far East Film Festival 19

Anche quest’anno Players è orgoglioso di annunciare la web partnership con il Far East Film Festival giunto alla 19° edizione.

Nei prossimi giorni non vi faremo mancare tutti i dettagli e le informazioni sul festival, che si svolgerà a Udine dal 21 al 29 aprile 2017. Nella parte inferiore di questo post vi terremo aggiornati con tutte le ultime novità e i comunicati stampa giunti dall’organizzazione.


Gelso d’Oro alla carrierab a FENG XIAOGANG, lo “Spielberg cinese”!

Giovedì 27 il premio andrà ad Eric Tsang, icona stessa del cinema hongkonghese!

Tra i numerosi film della quarta giornata, oltre ovviamente allo splendido I Am Not Madame Bovary dello stesso Feng Xiaogang, impossibile non segnalare 52 Hz, I Love You di Wei Te-scheng, l’attesissimo La La Land taiwanese!

 

UDINE – Dopo Joe Hisaishi, Jackie Chan, Sammo Hung, Johnnie To, Kim Dong-ho, fondatore del Festival di Busan, Michael Werner della Fortissimo e la super produttrice Nansun Shi, anche due assoluti giganti del #FEFF19 riceveranno il Gelso d’Oro alla Carriera (realizzato dall’azienda friulana Idea Prototipi®): stiamo parlando del mitico Feng Xiaogang, lo “Spielberg cinese”, che verrà premiato martedì 25 aprile, e di una delle massime icone popolari del cinema hongkonghese, Eric Tsang, che verrà premiato giovedì 27 aprile!

Super star del Far East Film da tempo immemorabile, Feng Xiaogang ha regalato al Festival tantissime emozioni: basti pensare a Be There Or Be Square (1999), A World Without Thieves (2004), The Banquet (2006), Assembly (2007), If You Are the One (2008), Aftershock (2010), Personal Tailor (2013), tutti presentati a Udine e tutti amatissimi dalla tribù fareastiana. Oltre a essere un regista abile nel destreggiarsi tra cinema commerciale e cinema d’autore, Feng (non va dimenticato) è anche un attore talentuoso, uno sceneggiatore e produttore molto prolifico. I suoi film, in patria, segnano puntualmente il record d’incassi, come la commedia romantica If You Are the One nel 2008 o come la sua ultima (splendida!) fatica, I Am Not Madame Bovary, che vedremo sul grande schermo del Teatro Nuovo il 25 sera. Un toccante ritratto di donna che lotta per la sua dignità fino alla fine, interpretata dalla splendida super diva Fan Bingbing!

Uno sguardo alla trama? Li Xuelian e suo marito fingono di divorziare per ottenere un appartamento in città. Una volta ottenuta la casa il marito la abbandona. Li Xuelian prima cerca una soluzione pacifica, poi medita un crimine ma entrambe le vie non porta a nulla. Comincia allora un’inesauribile lotta contro il colosso burocratico cinese. Riuscirà a sconfiggerlo? Film satirico, elegante e visivamente audace, I Am Not Madame Bovary non rappresenta solo un nuovo vertice nella storia di Feng Xiaogang, ma un nuovo vertice nella storia del cinema orientale!
Cinema che, ovviamente, anche il programma della quarta giornata esplora con passione e curiosità, spaziando dalla Corea del Sud al Giappone, dalle Filippine a Hong Kong, fino a un titolo che è impossibile non segnalare: 52 Hz, I Love You di Wei Te-scheng, l’attesissimo La La Land taiwanese!

TEATRO NUOVO

Ore 9.00
Canola
di Chang
(Corea del Sud, 2016)
Sublime performance di due grandi attrici per un commovente compendio del melodramma.

FEFF Talks
Sotto i riflettori, dalle 10.00 alle 10.30, il nuovo cinema giapponese. A seguire, dalle 10.40 alle 11.40, ci si sposta in Thailandia, Malesia e Laos (con l’incredibile Mattie Do)!

Ore 11.05
Love And Other Cults
di Uchida Eiji
(Giappone, 2017)
Una storia di formazione anticonvenzionale, una commedia ruvida e un tuffo nelle pieghe oscure della società giapponese, il tutto permeato da una cupa ironia.

Ore 12.50
52 Hz, I Love You
di Wei Te-scheng
(Taiwan, 2017)
Ambientato a Taipei nel giorno di S. Valentino, una raccolta di storie d’amore che esplodono in un misto tra commedia sentimentale e musical, con una serie di personaggi innamorati più o meno felicemente. Con un ritmo alla La La Land, 52Hz I Love You trionfa grazie al sentimento, che esprime in modo ardente attraverso un gran numero di canzoni che definiscono l’atmosfera, sviluppano i personaggi, forniscono delle spiegazioni e celebrano l’amore!

Ore 15.00
The Last Princess
di Hur Jin-ho
(Corea del Sud, 2016)
Una sensazionale performance attoriale che impreziosisce un dramma dove, oltre alla storia, anche la passione è autentica.

Ore 17.20
My Uncle
di Yamashita Nobuhiro
(Giappone, 2016)
Yamashita sfodera la sua comicità stralunata con un protagonista fannullone e dedito ai piaceri senza complicazioni. E come dargli torto!

Ore 19.30
I Am Not Madame Bovary
di Feng Xiaogang
(Cina, 2016)
Li Xuelian e suo marito fingono di divorziare per ottenere un appartamento in città. Una volta ottenuta la casa il marito la abbandona. Li Xuelian prima cerca una soluzione pacifica, poi medita un crimine ma entrambe le vie non porta a nulla. Comincia allora un’inesauribile lotta contro il colosso burocratico cinese. Riuscirà a sconfiggerlo? Capolavoro di Feng Xiaogang, un film satirico, elegante e visivamente audace. Un nuovo vertice del cinema cinese.

Ore 22.00
Seclusion
di Erik Matti
(Filippine, 2016)
Horror a sfondo teologico e incursione nell’inconscio della fede; ambiguo e disturbante come la sua impressionante protagonista. Colpo grosso di Matti!

VISIONARIO

Ore 15.00
Kung Fu Hustle
di Yamashita Nobuhiro
(Giappone, 2004)
Il film che ha portato ufficialmente Stephen Chow alla ribalta internazionale è una straordinaria ed esplosiva miscela delle sue ispirazioni, da Bruce Lee agli anime giapponesi, dagli Shaw Brothers ai cartoni animati Looney Tunes.

Ore 17.10
The Grandmaster
di Johnnie To
(Hong Kong, 2013)
Il racconto della vita del maestro di arti marziali Ip Man secondo Wong Kar-wai è una grandiosa epica sulle filosofie, le tradizioni e le leggende che costituiscono il mondo delle arti marziali.


 MADE IN HONG KONG

 Il Far East Film Festival di Udine ha restaurato il cult di Fruit Chan:

non sarà più un capolavoro invisibile!

 Il film sarà presentato in anteprima internazionale e farà parte della retrospettiva Creative Visions: 10 grandi classici del cinema hongkonghese degli ultimi 20 anni.

 

UDINE – Hong Kong, per il Far East Film Festival, non è soltanto un’inesauribile fonte di meraviglie cinematografiche: è il detonatore stesso della sua nascita. La prima scintilla. Il “C’era una volta…” da cui, nel 1998, ha preso vita tutta la storia. S’intitolava semplicemente Hong Kong Film, quello che oggi possiamo appunto considerare il numero zero del FEFF, e sarà proprio uno dei titoli presentati allora, un titolo poi diventato oggetto di culto, il simbolo della grande retrospettiva in programma quest’anno: stiamo parlando del leggendario Made in Hong Kong di Fruit Chan, che (ri)vedremo a Udine in anteprima internazionale nel nuovissimo restauro prodotto dal FEFF e diretto dal laboratorio bolognese L’Immagine ritrovata!   

 

Grande retrospettiva, dicevamo, e Creative Visions: Hong Kong cinema 1997-2017 grande lo è davvero: a 20 anni di distanza dall’handover che ha riconsegnato Hong Kong alla Cina, il Far East Film Festival 19 mostrerà 10 film che restituiscono pienamente il fervore artistico e il clima sociale di una città e di una comunità. Un periodo di rottura e di opportunità per il cinema dell’ex colonia britannica che, dopo i fasti di Bruce Lee e l’onda lunga di John Woo e Wong Kar-wai, ha dovuto necessariamente cercare una rinascita e avviare un dialogo con lo scomodo “parente” cinese, guidandolo nella sua sfida a Hollywood. Il progetto Creative Visions, che nasce grazie al supporto del Governo di Hong Kong, è realizzato in collaborazione con Create Hong Kong e l’Hong Kong Economic and Trade Office di Bruxelles ed è stato discusso con l’Hong Kong International Film Festival Society.

 

Dal memorabile The Mission di Johnnie To all’altrettanto memorabile gioiello di Alan Mak e Andrew Lau, il magnifico Infernal Affairs tanto caro a Scorsese, dall’esilarante Kung Fu Hustle di Stephen Chow all’amatissimo Ip Man di Wilson Hip, la selezione di Creative Visions emozionerà i veterani del e riempirà di cinema (un cinema davvero straordinario!) gli occhi dei “nuovi arrivi”. A cominciare dal capolavoro indipendente di Fruit Chan, ovviamente, che accompagnerà il suo Made in Hong Kong sul palco udinese. «Fruit è un ottimo amico del nostro Festival – commenta Sabrina Baracetti, Presidente del FEFF – e noi siamo veramente orgogliosi di potergli rendere omaggio, così come siamo orgogliosi di aver prodotto il restauro di Made in Hong Kong: uno dei primissimi film che abbiamo portato a Udine, uno dei titoli che ci ha ispirati di più, ormai introvabile sia su pellicola, sia su altri supporti».

 

Il Far East Film Festival 19, ricordiamo, andrà in scena dal 21 al 29 aprile e gli oltre 70 titoli del programma attingeranno, come sempre, alle migliori produzioni dell’ultima stagione: blockbuster, cult movie, outsider su cui scommettere, ma anche “oasi d’autore” da tutta l’Asia.

 

 

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Creative Visions: Hong Kong cinema 1997-2017

 

Made in Hong Kong (Fruit Chan, 1997)

A Simple Life (Ann Hui, 2011)

Love in a Puff (Pang Ho-cheung, 2010)

Infernal Affairs (Andrew Lau/Alan Mak, 2002)

Kung Fu Hustle (Stephen Chow, 2004)

The Grandmaster (Wong Kar-wai, 2013)

The Mission (Johnnie To, 1999)

After This Our Exile (Patrick Tam, 2006)

Ip Man (Wilson Yip, 2008)

Accident (Soi Cheang, 2009)



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