Far East Film Festival 19

Anche quest’anno Players è orgoglioso di annunciare la web partnership con il Far East Film Festival giunto alla 19° edizione.

Nei prossimi giorni non vi faremo mancare tutti i dettagli e le informazioni sul festival, che si svolgerà a Udine dal 21 al 29 aprile 2017. Nella parte inferiore di questo post vi terremo aggiornati con tutte le ultime novità e i comunicati stampa giunti dall’organizzazione.


FOCUS ASIA 2017

Due progetti cinematografici presentati al mercato del Far East Film Festival, Abracadabra di Faozan Rizal (Indonesia) e The Long Walk di Mattie Do (Laos), hanno già trovato un partner finanziario.

 

UDINE – Due progetti cinematografici presentati a Focus Asia, il nuovo mercato di genere del Far East Film Festival di Udine, hanno già trovato un partner finanziario: Aurora Media (Singapore) ha infatti deciso di sostenere la black comedy indonesiana Abracadabra di Faozan Rizal (prodotta da Ifa Isfansyah della Fourcolours Films, Indonesia, e da Isabelle Glachant della Yisha Production, Francia) e il dramma soprannaturale The Long Walk della regista laotiana Mattie Do (prodotto da Douangmany Soliphanh della Do Lao Art Media, Laos, e da Annick Mahnert della Screen Division, Francia).   

 

Se lo scorso anno, con Focus Asia, il FEFF aveva sperimentato la sua prima esperienza Industry, mettendo a disposizione dei buyer asiatici ed europei la possibilità di confrontarsi sulle produzioni cinematografiche di genere, quest’anno si è passati alla fase successiva: Focus Asia è diventato uno spazio operativo dove realizzare il cinema di genere del futuro e dove anticipare i prossimi trend.

 

Attorno a ognuno dei 13 progetti selezionati (provenienti, ricordiamo, da Spagna, Indonesia, Giappone, Francia, Svezia, Taiwan, Italia, Brasile, Laos, Singapore, Finlandia, Serbia, Malesia, Lituania) hanno ruotato oltre 100 decision maker, possibili finanziatori e sale agent provenienti dai mercati asiatici ed europei: un totale di oltre 250 incontri e un fitto programma che si è sviluppato attraverso incontri one-to-one e una serie di panel e case study su strategie di sviluppo, finanziamento e distribuzione, tra cui le sessioni Fixing A Broken Model: Global Distribution In The Digital Age a cura di Todd Brown (XYZ) e Being John Malkovich – Or Getting Into The Mind Of Investors a cura di Juliane Schulze (Peacefulfish) e il case study del film Mr Long, co-produzione tra Giappone, Taiwan e Germania recentemente presentata in concorso al Festival di Berlino.

 

Focus Asia si conferma, dunque, la piattaforma ideale per cercare partner in Asia e in Europa per lo sviluppo di progetti di genere di alta qualità adatti a entrambi i mercati. 

 

 

Focus Asia è organizzato dal Centro Espressioni Cinematografiche/Far East Film Festival di Udine con la collaborazione del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, di MIA, Mercato Internazionale dell’Audiovisivo di Roma, del Trieste Science+Fiction Film Festival e con il supporto della Direzione Generale per il Cinema – MiBACT, dell’ Istituto Luce, del Ministero dello Sviluppo Economico, dell’ICE-Agenzia per la promozione all’Estero, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e del Comune di Udine.

 


Gelso d’Oro alla Carriera a ERIC TSANG, icona del cinema di Hong Kong!

UDINE – Se c’è un volto che ricordiamo di aver visto sempre, o quasi sempre, nelle infinite produzioni hongkonghesi passate sul grande schermo del FEFF, è sicuramente quello del leggendario Eric Tsang. Un volto inconfondibile, appunto, che nei primi giorni del Festival abbiamo ammirato in Kung Fu Yoga, al fianco di Jackie Chan, in Vampire Cleanup Department, diretto dagli esordienti Yan Pak-wing e Chiu Sin-hang, e che giovedì 27 aprile ammireremo da molto più vicino, quando Mr. Tsang riceverà il Gelso d’Oro alla Carriera (realizzato dall’azienda friulana Idea Prototipi®)!

In oltre quarant’anni, questo mito assoluto si è costruito una reputazione davvero incrollabile: al cinema, alla tivù e anche nel cuore dello showbiz asiatico. Un talento davvero instancabile che si divide tra recitazione, produzione e regia, con un’attenzione particolare nei confronti dei giovani emergenti. Ha mosso i suoi primi passi con Sammo Hung, negli anni ’70, debuttando poi dietro alla macchina da presa nel 1979 con un film di arti marziali (The Challenger). Dagli anni ‘80 in avanti ha recitato in film di enorme successo, conquistando il pubblico ed entrando perentoriamente nello storia (basterebbe citare anche solo il memorabile ruolo in Infernal Affairs).
Mad World di Wong Chun, che il FEFF 19 presenterà subito dopo la cerimonia di premiazione, arriva a Udine accompagnato dal plauso di cineasti internazionali e di tutta la critica hongkonghese. Il regista, reduce dai cortometraggi della Fresh Wave, firma il ritratto intenso e sincero di Tung, un giovane che soffre di disturbo bipolare, e di suo padre, Eric Tsang, in una delle interpretazioni più straordinarie della sua carriera. Interpretazione per cui Eric non ha preteso alcun compenso, dimostrando ancora una volta il suo impegno nel sostenere i nuovi talenti e nel contribuire al futuro del cinema di Hong Kong.

TEATRO NUOVO

Ore 9.00
One Day
di Banjong Pisanthanakun
(Thailandia, 2016)
Il vero amore esiste o sopravvive soltanto nelle bugie e nel ricordo?

FEFF Talks
Sotto i riflettori, dalle 14.30 alle 15.15, il Giappone (sarà presente anche il divo Matsuda Ryuhei). A seguire, dalle 15.30 alle 16.15, ci si sposta in Corea del Sud. Alle 16.20, infine, Davide Cazzaro e Darcy Paquet presenteranno il magazine Nang.

Ore 11.25
Duckweed
di Han Han
(Cina, 2017)
Personaggi brillanti e divertenti strizzate d’occhio a Ritorno al futuro.

Ore 13.20
Old Days
di Han Sunhee
(Corea del Sud, 2016)
A tredici anni dall’uscita di Old Boy, il cult di Park Chan-wook, Old Days (documentario nato come extra per un’edizione speciale del Blu-ray e diventato un’opera a se stante vista la mole di materiali a disposizione) ne racconta la realizzazione.

Ore 15.25
Siam Square
di Pairach Khumwan
(Thailandia, 2017)
Un horror teso dalla una trama complessa, un montaggio serrato e un’atmosfera inquietante che fra le pieghe della storia fa emergere un ritratto potente e sincero dell’adolescenza e delle sue ombre.

Ore 17.30
Someone To Talk To
di Liu Yulin
(Cina , 2016)
In una società dove siamo tutti connessi è ancora possibile comunicare realmente?

Ore 19.50
Mad World
di Wong Chun
(Hong Kong, 2016)
Tung è afflitto da una sindrome bipolare che lo ha portato al ricovero anche in seguito alla violenza sulla madre che abusava di lui psicologicamente. Ora vive col padre (Eric Tsang) in un minuscolo appartamento. Non accetta i farmaci, tutti gli voltano le spalle e solo il padre gli sta vicino. Il ritorno al nulla è molto vicino.

Ore 21.50
Mon Mon Mon Monsters
di Giddens Ko
(Taiwan, 2017)
Un mix tra dramma sul bullismo, commedia nera e sanguinoso film dell’orrore, pieno di momenti esilaranti ma anche cupezza inquietante.

Ore 00.00
House Of The Disappeared
di Lim Dae-woong
(Corea del Sud, 2017)
Labirintico horror in cui nulla è come sembra.

VISIONARIO

Ore 11.30
Cain And Abel
di Lino Brocka
(Filippine, 1982)
Potente melodramma sociale e morale ambientato nelle Filippine di Marcos.

Ore 13.45
Vanishing Time: A Boy Who Returned
di Um Tae-hwa
(Corea del Sud, 2016)
Fantasy che celebra la fantasia come forza salvifica: il mondo salvato dai ragazzini.

Ore 16.00
Mr. Zhu’s Summer
di Song Haolin
(Cina, 2017)
Cast eccellente e irresistibili piccoli interpreti per un divertentissimo affresco della scuola cinese.

Ore 17.45
The Prison
di Na Hyun
(Corea del Sud, 2017)
Originalissimo thriller che esplora il tema del delitto perfetto.

 


Gelso d’Oro alla carrierab a FENG XIAOGANG, lo “Spielberg cinese”!

Giovedì 27 il premio andrà ad Eric Tsang, icona stessa del cinema hongkonghese!

Tra i numerosi film della quarta giornata, oltre ovviamente allo splendido I Am Not Madame Bovary dello stesso Feng Xiaogang, impossibile non segnalare 52 Hz, I Love You di Wei Te-scheng, l’attesissimo La La Land taiwanese!

 

UDINE – Dopo Joe Hisaishi, Jackie Chan, Sammo Hung, Johnnie To, Kim Dong-ho, fondatore del Festival di Busan, Michael Werner della Fortissimo e la super produttrice Nansun Shi, anche due assoluti giganti del #FEFF19 riceveranno il Gelso d’Oro alla Carriera (realizzato dall’azienda friulana Idea Prototipi®): stiamo parlando del mitico Feng Xiaogang, lo “Spielberg cinese”, che verrà premiato martedì 25 aprile, e di una delle massime icone popolari del cinema hongkonghese, Eric Tsang, che verrà premiato giovedì 27 aprile!

Super star del Far East Film da tempo immemorabile, Feng Xiaogang ha regalato al Festival tantissime emozioni: basti pensare a Be There Or Be Square (1999), A World Without Thieves (2004), The Banquet (2006), Assembly (2007), If You Are the One (2008), Aftershock (2010), Personal Tailor (2013), tutti presentati a Udine e tutti amatissimi dalla tribù fareastiana. Oltre a essere un regista abile nel destreggiarsi tra cinema commerciale e cinema d’autore, Feng (non va dimenticato) è anche un attore talentuoso, uno sceneggiatore e produttore molto prolifico. I suoi film, in patria, segnano puntualmente il record d’incassi, come la commedia romantica If You Are the One nel 2008 o come la sua ultima (splendida!) fatica, I Am Not Madame Bovary, che vedremo sul grande schermo del Teatro Nuovo il 25 sera. Un toccante ritratto di donna che lotta per la sua dignità fino alla fine, interpretata dalla splendida super diva Fan Bingbing!

Uno sguardo alla trama? Li Xuelian e suo marito fingono di divorziare per ottenere un appartamento in città. Una volta ottenuta la casa il marito la abbandona. Li Xuelian prima cerca una soluzione pacifica, poi medita un crimine ma entrambe le vie non porta a nulla. Comincia allora un’inesauribile lotta contro il colosso burocratico cinese. Riuscirà a sconfiggerlo? Film satirico, elegante e visivamente audace, I Am Not Madame Bovary non rappresenta solo un nuovo vertice nella storia di Feng Xiaogang, ma un nuovo vertice nella storia del cinema orientale!
Cinema che, ovviamente, anche il programma della quarta giornata esplora con passione e curiosità, spaziando dalla Corea del Sud al Giappone, dalle Filippine a Hong Kong, fino a un titolo che è impossibile non segnalare: 52 Hz, I Love You di Wei Te-scheng, l’attesissimo La La Land taiwanese!

TEATRO NUOVO

Ore 9.00
Canola
di Chang
(Corea del Sud, 2016)
Sublime performance di due grandi attrici per un commovente compendio del melodramma.

FEFF Talks
Sotto i riflettori, dalle 10.00 alle 10.30, il nuovo cinema giapponese. A seguire, dalle 10.40 alle 11.40, ci si sposta in Thailandia, Malesia e Laos (con l’incredibile Mattie Do)!

Ore 11.05
Love And Other Cults
di Uchida Eiji
(Giappone, 2017)
Una storia di formazione anticonvenzionale, una commedia ruvida e un tuffo nelle pieghe oscure della società giapponese, il tutto permeato da una cupa ironia.

Ore 12.50
52 Hz, I Love You
di Wei Te-scheng
(Taiwan, 2017)
Ambientato a Taipei nel giorno di S. Valentino, una raccolta di storie d’amore che esplodono in un misto tra commedia sentimentale e musical, con una serie di personaggi innamorati più o meno felicemente. Con un ritmo alla La La Land, 52Hz I Love You trionfa grazie al sentimento, che esprime in modo ardente attraverso un gran numero di canzoni che definiscono l’atmosfera, sviluppano i personaggi, forniscono delle spiegazioni e celebrano l’amore!

Ore 15.00
The Last Princess
di Hur Jin-ho
(Corea del Sud, 2016)
Una sensazionale performance attoriale che impreziosisce un dramma dove, oltre alla storia, anche la passione è autentica.

Ore 17.20
My Uncle
di Yamashita Nobuhiro
(Giappone, 2016)
Yamashita sfodera la sua comicità stralunata con un protagonista fannullone e dedito ai piaceri senza complicazioni. E come dargli torto!

Ore 19.30
I Am Not Madame Bovary
di Feng Xiaogang
(Cina, 2016)
Li Xuelian e suo marito fingono di divorziare per ottenere un appartamento in città. Una volta ottenuta la casa il marito la abbandona. Li Xuelian prima cerca una soluzione pacifica, poi medita un crimine ma entrambe le vie non porta a nulla. Comincia allora un’inesauribile lotta contro il colosso burocratico cinese. Riuscirà a sconfiggerlo? Capolavoro di Feng Xiaogang, un film satirico, elegante e visivamente audace. Un nuovo vertice del cinema cinese.

Ore 22.00
Seclusion
di Erik Matti
(Filippine, 2016)
Horror a sfondo teologico e incursione nell’inconscio della fede; ambiguo e disturbante come la sua impressionante protagonista. Colpo grosso di Matti!

VISIONARIO

Ore 15.00
Kung Fu Hustle
di Yamashita Nobuhiro
(Giappone, 2004)
Il film che ha portato ufficialmente Stephen Chow alla ribalta internazionale è una straordinaria ed esplosiva miscela delle sue ispirazioni, da Bruce Lee agli anime giapponesi, dagli Shaw Brothers ai cartoni animati Looney Tunes.

Ore 17.10
The Grandmaster
di Johnnie To
(Hong Kong, 2013)
Il racconto della vita del maestro di arti marziali Ip Man secondo Wong Kar-wai è una grandiosa epica sulle filosofie, le tradizioni e le leggende che costituiscono il mondo delle arti marziali.


 MADE IN HONG KONG

 Il Far East Film Festival di Udine ha restaurato il cult di Fruit Chan:

non sarà più un capolavoro invisibile!

 Il film sarà presentato in anteprima internazionale e farà parte della retrospettiva Creative Visions: 10 grandi classici del cinema hongkonghese degli ultimi 20 anni.

 

UDINE – Hong Kong, per il Far East Film Festival, non è soltanto un’inesauribile fonte di meraviglie cinematografiche: è il detonatore stesso della sua nascita. La prima scintilla. Il “C’era una volta…” da cui, nel 1998, ha preso vita tutta la storia. S’intitolava semplicemente Hong Kong Film, quello che oggi possiamo appunto considerare il numero zero del FEFF, e sarà proprio uno dei titoli presentati allora, un titolo poi diventato oggetto di culto, il simbolo della grande retrospettiva in programma quest’anno: stiamo parlando del leggendario Made in Hong Kong di Fruit Chan, che (ri)vedremo a Udine in anteprima internazionale nel nuovissimo restauro prodotto dal FEFF e diretto dal laboratorio bolognese L’Immagine ritrovata!   

 

Grande retrospettiva, dicevamo, e Creative Visions: Hong Kong cinema 1997-2017 grande lo è davvero: a 20 anni di distanza dall’handover che ha riconsegnato Hong Kong alla Cina, il Far East Film Festival 19 mostrerà 10 film che restituiscono pienamente il fervore artistico e il clima sociale di una città e di una comunità. Un periodo di rottura e di opportunità per il cinema dell’ex colonia britannica che, dopo i fasti di Bruce Lee e l’onda lunga di John Woo e Wong Kar-wai, ha dovuto necessariamente cercare una rinascita e avviare un dialogo con lo scomodo “parente” cinese, guidandolo nella sua sfida a Hollywood. Il progetto Creative Visions, che nasce grazie al supporto del Governo di Hong Kong, è realizzato in collaborazione con Create Hong Kong e l’Hong Kong Economic and Trade Office di Bruxelles ed è stato discusso con l’Hong Kong International Film Festival Society.

 

Dal memorabile The Mission di Johnnie To all’altrettanto memorabile gioiello di Alan Mak e Andrew Lau, il magnifico Infernal Affairs tanto caro a Scorsese, dall’esilarante Kung Fu Hustle di Stephen Chow all’amatissimo Ip Man di Wilson Hip, la selezione di Creative Visions emozionerà i veterani del e riempirà di cinema (un cinema davvero straordinario!) gli occhi dei “nuovi arrivi”. A cominciare dal capolavoro indipendente di Fruit Chan, ovviamente, che accompagnerà il suo Made in Hong Kong sul palco udinese. «Fruit è un ottimo amico del nostro Festival – commenta Sabrina Baracetti, Presidente del FEFF – e noi siamo veramente orgogliosi di potergli rendere omaggio, così come siamo orgogliosi di aver prodotto il restauro di Made in Hong Kong: uno dei primissimi film che abbiamo portato a Udine, uno dei titoli che ci ha ispirati di più, ormai introvabile sia su pellicola, sia su altri supporti».

 

Il Far East Film Festival 19, ricordiamo, andrà in scena dal 21 al 29 aprile e gli oltre 70 titoli del programma attingeranno, come sempre, alle migliori produzioni dell’ultima stagione: blockbuster, cult movie, outsider su cui scommettere, ma anche “oasi d’autore” da tutta l’Asia.

 

 

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Creative Visions: Hong Kong cinema 1997-2017

 

Made in Hong Kong (Fruit Chan, 1997)

A Simple Life (Ann Hui, 2011)

Love in a Puff (Pang Ho-cheung, 2010)

Infernal Affairs (Andrew Lau/Alan Mak, 2002)

Kung Fu Hustle (Stephen Chow, 2004)

The Grandmaster (Wong Kar-wai, 2013)

The Mission (Johnnie To, 1999)

After This Our Exile (Patrick Tam, 2006)

Ip Man (Wilson Yip, 2008)

Accident (Soi Cheang, 2009)



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