L’E3 2017 è stato un E3 tutto matto

  • Microsoft si è presentata sul palco dell’E3 con un mostro di potenza tra le mani. Per dimostrarlo ha sviluppato UN SOLO GIOCO. Il capitolo SETTE di un gioco di corse. Poi ha sfoggiato una valanga di indie – alcuni anche fighissimi, eh, per carità – che non sfruttano per nulla la potenza della macchina e che saranno in ESCLUSIVA temporale. E la bomba finale era stata anticipata da EA il giorno prima. Chissà perchè le urla più convinte hanno seguito l’annuncio della retrocompatibilità della prima Xbox.
  • Guarda caso, di colpo a parte Microsoft nessuno parla più specifiche, risoluzioni, numeri. Tutto d’un tratto, contano solo le esclusive e Microsoft non ne ha. È quello che succede quando ti limiti ad inseguire il tuo avversario sul suo terreno invece di imporre al mercato la tua agenda. Microsoft ha perso per strada la sua identità, ha perso i team interni, ha perso le esclusive terze parti. Ora deve ricostruire tutto il capitale dissipato, ma la strategia comunicativa pare la stessa (fallimentare) giù usata per One.
  • Il prezzo di Xbox One X è giusto: a meno di 499€ è impensabile proporre il mostro di potenza che la gente vuole. Ma la gente non vuole spendere 499€ per una console; non so perchè, visto che ne spende quasi il doppio per un cellulare senza battere ciglio, ma così è. Quindi prima di tutto devi vendergli un concetto, l’idea che quei 499€ possano comprare qualcosa che è impossibile trovare altrove. E così torniamo alla considerazione iniziale.
  • Ah, tra i giochi che beneficeranno dell’upgrade su One X non figura Halo 5. Redmond, abbiamo un problema.

  • Non so se la conferenza Sony sia cambiata in seguito a quella di Microsoft. Di sicuro Sony ha dato l’idea di aver presenziato più per dovere che per piacere. A memoria non ricordo un vero annuncio tra la carrellata di trailer proposti. In compenso, al di là dei due DLC, nessun titolo uscirà prima del 2018 – e non scommetterei un centesimo sul fatto che tutti escano nel 2018. In fondo Sony ha capito cosa vuole la gente e quello le dà. Semplicemente quest’anno non aveva bisogno di far saltare in aria il banco per far sfigurare il nemico e con ogni probabilità si è tenuta i botti più clamorosi per la PlayStation Experience di dicembre, quando sarà il solo attore in scena.
  • La conferenza di Sony è stata la dimostrazione palpabile di cosa succede quando si lascia un singolo attore a divorarsi l’intero settore. Il significato di quell’ora di trailer è: “Tanto vi comprate qualunque cosa, ormai è inutile sforzarsi”.
  • In compenso i giochi sono previsti per il 2018 e non per il AHAHAHAHAHAH come le due bombe con cui hanno ribaltato Los Angeles lo scorso anno.
  • (Comunque quello Spider-man mi tira un sacco, anche se in alcune sequenze sembra quasi un laser disk. Ma un gioco decente di Spidey me lo merito troppo T_T).

  • L’abbandono della conferenza classica anche da parte di Sony dimostra come la formula del Direct di Nintendo stia riscuotendo successo. Certo invitare tutti i giornalisti di settore del mondo a Los Angeles per proiettare 40 minuti di filmati da lontano mentre il mondo se li godeva comodo in poltrona su Youtube non è stato molto carino.
  • In pieno ribaltamento della realtà, la conferenza migliore è stata quella di Ubisoft. Non bastasse, il reveal di Mario + Rabbids ci ha regalato uno di quei momenti che entreranno nella storia del E3: la commozione del Soliani, nintendaro incrollabile e colonna del sottobosco forummistico italico a tema videogiochi, di fronte alla citazione del suo idolo e maestro Shigeru Miyamoto. Il minimo che si possa fare è comprargli tutti una copia del gioco, che tra parentesi pare strabello.

  • A un passo dai confini della realtà, EA ti butta fuori il gioco più estremo, intransigente ed anti-commerciale della fiera. A Way Out si può giocare solo in coop, prevede un solo save e non si potrà cambiare compagno d’avventura in corsa. A rendermelo ancora più simpatico ci ha pensato il suo autore Josef fares con risposte taglienti ad ogni intervista e una reazione sprezzante di fronte a un paragone coi giochi di Cage. Non odiassi l’umanità lo vorrei fortemente.
  • Last, but not least, il discorso di Reggie sul divertimento e la sfida chiude ogni console war sancendo una volta per tutte come Nintendo giochi in un campionato a sé. E se ancora avete dei dubbi, suppongo ci penserà Mario Odyssey a toglierveli una volta per tutti.
  • Non poteva essere un E3 tutto matto però senza la mattata di Nintendo, che con un colpo di Sony molla lì un 4 su schermo blu annunciando un nuovo Metroid. Data di uscita prevista? Pris, understand.



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  • Andrea Marino

    sul secondo punto, mi sembra ingiusto: Microsoft provò a dettare una sua strada con la prima versione di Xbox One, semplicemente sbagliò i tempi (o le previsioni sull’evoluzione dell’intrattenimento elettronico)…sul terzo, vecchio discorso: la Apple fa pagare anche gli scarti di lavorazione cari assatanati, e un cellulare è sempre con te

  • AyameH2

    Quoto tutto su Microsoft, serviva una sorta di anti-Horizon che non si è visto, ma per Phil i single player non fanno vendere. Ok, se lo dice lui (dillo a Zelda e il suo attach rate di 1:1).
    Sony ormai si è capito come stila il suo calendario: lascia che in autunno le varie EA, Activision, Ubisoft etc si scannino tra di loro (e intando vende i bundle con accordi commerciali), e in primavera lancia i suoi titoli di punta. Il che, funziona. La roba fino a fine 2018 comunque c’è e non c’era bisogno di annunciare altro in uscita nel duemilamai, avrei menzionato Monster Hunter che è un brand non da poco, e in Giappone vale come esclusiva praticamente.
    Proprio Nintendo che aveva snobbato gli ultimi E3, ha voluto fare la voce grossa. Però boh, belli i giochi Nintendo e ottimo primo anno di Switch, ma le terze parti continuano a latitare, e non mi riferisco ai colossi occidentali di cui la console non ha bisogno, ma di potenziali partner nipponici come Bandai Namco (oh, figo il nuovo Dragon Ball degli ArcSys), Capcom e compagnia cantante.