Il tredicesimo Dottore è una donna: Ci piace

Non appena rigenerato Eleven si tasta la gola per capire, dalla presenza o meno del pomo d’adamo, se è di nuovo un uomo. Questo è uno dei tanti momenti che vengono soppesati e analizzati alla luce dell’annuncio del 13esimmo Dottore: a succedere a Peter Capaldi sarà Jodie Whittaker, prima donna a vestire i panni del Time Lord.

Viene affermato esplicitamente, in un qualche momento, che il Dottore debba rigenerarsi mantenendo sempre e comunque il genere maschile oppure, valutando episodi, dialoghi e dettagli si è autorizzati a pensare che il gender swap sia legittimo? Dopotutto il Master, altro Time Lord, diventato Missy sembra un’argomentazione piuttosto conclusiva per affermare che anche il Dottore può cambiare sesso in seguito a una rigenerazione. Questi sono solo alcuni tra le decine di input che hanno innescato la discussione tra fan, spettatori occasionali e chiunque altro abbia voluto esprimere disappunto o gioia per la scelta rivoluzionaria di optare per una donna come 13esimo Dottore, sempre che per “rivoluzionario” intendiamo nella fattispecie una donna che viene assunta per un lavoro…

Il fatto che una mole di persone si sia messa a passare al setaccio la mitologia di una serie di fantascienza che va avanti da circa cinquant’anni grazie anche a innumerevoli salti carpiati narrativi, per giustificare o delegittimare la scelta di Whittaker, dimostra quanto fosse necessario non solo per la serie, ma per la società stessa, che il Dottore fosse donna: è talmente radicata la convinzione che esistano territori e ruoli naturalmente maschili, resiste tanto pervicacemente l’idea di trinità maschili intoccabili (Star Wars, Ghostbusters, Doctor Who, per esempio) che il semplice fatto che un’attrice venga assunta per interpretare un ruolo – attori e attrici fanno proprio questo di mestiere, chi l’avrebbe mai detto – diventa motivo di agitazione e stracciavestismo. Abbiamo bisogno di vedere più donne, maggiore, anzi piena rappresentazione di quelle che vengono malamente definite “minoranze” fino al punto di interessarci unicamente alla bravura di interpreti, sceneggiatori, registi.

Personalmente sono più per la scrittura di personaggi originali e apprezzo maggiormente l’introduzione ex novo di protagonisti quali Rey-Finn o Jyn-Cassian, ma se c’è un personaggio che si presta, per le caratteristiche connaturate al ruolo, a poter essere interpretato da chiunque è proprio il Dottore. I cosiddetti fan in lutto per la scelta di una donna, finora, hanno seguito una serie che evidentemente non hanno capito: troppo concentrati sui gadget, la catchphrase e i restyling del Tardis,  si sono distratti ogni volta – praticamente sempre – in cui la serie affrontava le tematiche dell’inclusione, dell’accettazione e della nobilitazione del diverso.

Vero, alcuni sono comunque rammaricati per la scelta di un’attrice caucasica (cerchiamo però di non trasformarla in una “guerra tra poveri”) ma per adesso godiamoci questa novità: il 13esimo Dottore è una donna e a noi di Players piace questo elemento.

Note

  • Lo speciale natalizio di quest’anno segnerà il passaggio di consegne non solo da Capaldi a Whittaker, ma anche da Steven Moffat al nuovo showrunner Chris Chibnall.
  • Chibnall e Whittaker hanno già lavorato insieme in Broadchurch.


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