C’è tanta neve e c’è tanto ghiaccio nella Oslo raccontata da Tomas Alfredson in L’Uomo di Neve (The Snowman), così tanta che neanche il regista scandinavo (è nato in Svezia, a Lidingo, nel 1965) è riuscito ad attraversarla senza scivoloni mentre, con la sua cinepresa in spalla, inseguiva strenuamente le atmosfere dei moderni thriller fincheriani.

Forse che nei sei anni trascorsi dal suo ultimo lavoro (il magistrale La Talpa, scritto da Bridget O’Connor e Peter Straughan e interpretato da un cast d’eccezione che comprendeva Colin Firth, Gary Oldman, Mark Strong, Benedict Cumberbatch e Tom Hardy) il talentuoso Alfredson abbia perso un po’ dello smalto dimostrato fin dall’esordio con l’horror romantico Lasciami Entrare? Proprio in virtù di ciò che ci aveva mostrato nella sua striminzita (eppure invidiabile) filmografia c’era da aspettarsi molto di più dal suo ritorno: invece, purtroppo, L’Uomo di Neve è un notevole passo indietro che, rifacendosi ai migliori thriller-noir degli ultimi anni (scandinavi e americani, perché questo film vuole mescolare entrambe le correnti ed entrambi gli stili) non riesce a far altro che imitarli, spesso goffamente, senza trovare un proprio timbro personale.

Il detective Harry Hole (Michael Fassbender, la cui interpretazione è uno dei pochi punti di forza del film) è il miglior investigatore della polizia di Oslo, forse addirittura il miglior investigatore di Norvegia. Le sue capacità nel risolvere casi però fanno da contraltare ad un pessimo stile di vita, fatta di sigarette e alcool e storie d’amore finite male.
La scusa per cercare di rimettersi in sesto gli arriva quando in città iniziano a verificarsi macabri omicidi di donne, donne che lo sfuggente serial killer, stimolato dalle nevicate, si diverte a smembrare e ad utilizzare per costruire inquietanti pupazzi di neve. Unendo le forze con la giovane e inesperta ma volenterosa collega Katrine Bratt (Rebecca Ferguson), Harry Hole dovrà risalire alla vera identità del killer e impedirgli di uccidere ancora, mettendo fine ad una serie di brutali crimini che potrebbe essere iniziata tantissimi anni prima.

Il film di Alfredson si dimostra claudicante fin dai primissimi minuti e, nonostante di tanto in tanto abbia i suoi momenti, nel corso delle due sue ore si muove a ritmi blandi, quasi sonnolenti, che poco si adattano alle atmosfere cupe evocate dalla fotografia di Dion Beebe (tutta bianchi e grigi freddissimi) e che non restituiscono la tensione emotiva che ci si aspetterebbe di trovare in questi prodotti: lo sguardo attento, quasi contemplativo, che Alfredson ha sempre dimostrato per i dettagli e la composizione delle immagini, e che era uno dei tanti punti di forza in Lasciami Entrare e La Talpa, ne L’Uomo di Neve diventa invece una zavorra che rallenta ulteriormente una sceneggiatura già di per se poco ispirata.

Tratto dall’omonimo romanzo bestseller del norvegese Jo Nesbo, lo script a sei mani di Hossein Amini, Peter Straughan e Søren Sveistrup mescola i tanti elementi del soggetto originale senza però porre particolare attenzione al dosaggio, finendo spesso e volentieri col dilungarsi su passaggi completamente inutili ai fini dello sviluppo della trama principale. Così come viene riposta poca attenzione allo sviluppo dei personaggi, abbozzato solo superficialmente dagli elementi narrativi e lasciato in gran parte al lavoro degli attori: in questo senso lodevole la già nominata performance di Michael Fassbender, che nonostante tutto riesce ad infondere una grande profondità al suo Harry Hole (difficilmente però tornerà a vestirne i panni).

Universal e Working Title speravano di poter replicare il successo dell’altro, famosissimo noir scandinavo degli ultimi anni, quella trilogia Millennium (sia letteraria che cinematografica) che nel 2011 David Fincher aveva addirittura portato fino all’Academy col suo remake di The Girl With the Dragon Tatoo. Quella Scandinavia ricreata in Canada funzionava molto meglio.



Players è un progetto gratuito.

Se ti piace quello che facciamo, puoi supportarci (o offrirci una birra) comprando musica, giochi, libri e film tramite i link Amazon che trovi negli articoli, senza nessun costo aggiuntivo.

Grazie!
, , , , ,
Similar Posts
Latest Posts from Players