La cover story di Variety è dedicata al caso Harvey Weinstein, il potente produttore hollywoodiano che da 10 giorni a questa parte abbiamo imparato tutti a conoscere per il suo riprovevole e criminoso modus operandi basato su abusi e violenze ai danni di attrici impegnate nelle sue produzioni.

Il comportamento da predatore sessuale di Weinstein è stato possibile anche grazie all’omertà di un sistema che lo ha protetto e fatto prosperare, sistema che in questi giorni tutti i mezzi di informazione stanno esponendo come corrotto e sessista.

Le denunce arrivano da nomi celebri quali Ashley Judd, Rose McGowen, Mira Sorvino, Angelina Jolie, Gwynet Paltrow e Asia Argento, ma tra le donne che finalmente possono parlare senza timore di ritorsioni troviamo anche collaboratrici e impiegate.

L’Academy ha deciso di estromettere Weistein in qualità di membro, a Hollywood e all’interno del Partito Democratico, di cui il produttore era generoso benefattore, si fa a gara a prendere le distanze dall’ex potente. Macron ha revocato la legione d’onore, inchieste sono in corso anche in Inghilterra.

La sensazione, per quanto il caso sia clamoroso ed enorme, è di essere di fronte solo a una minima parte del corruzione di un sistema connivente e fortemente sessista che non ha voluto, prima ancora che saputo, tutelare i diritti delle donne.

Judgment Day: Harvey Weinstein Scandal Could Finally Change Hollywood’s Culture of Secrecy

 



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Mara Ricci

Serie tv, Joss Whedon, Jane Austen, Sherlock Holmes, Carl Sagan, BBC: unite i puntini e avrete la mia bio. Autore e redattore per Serialmente, per tenermi in esercizio ho dedicato un blog a The Good Wife.

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