Gli anni ’80 sono tornati di moda.
Dopo essere stato irriso e vituperato da tutti, s’è scoperto che in fondo quel decennio non era stato affatto male e che oggi, sotto molti aspetti, stiamo molto peggio di quanto non stessimo allora. Non c’erano fashion blogger e youtuber, per dirne una.
Il mondo dell’intrattenimento, ed in particolare quello delle serie tv, da oltre un anno sta attingendo a piene mani dall’immaginario e dall’estetica degli anni ’80: San Junipero, il più celebrato tra tutti gli episodi di Black Mirror, è ancora nei nostri cuori, il cinema recupera pietre miliari di quell’epoca o dà nuova linfa a vecchie storie, ma tra tutti i prodotti “’80 wannabe” il più sfacciato è chiaramente Stranger Things, che tra poche ore sarà “bingewatchabile” con la sua seconda e attesissima stagione, ambientata nell’anno più “ottanta” degli anni ’80: il 1984. Che combinavamo a quei tempi?

Al cinema

In sala i due fenomeni dell’anno sono Ghostbusters e Beverly Hills Cop, che raccolgono nei soli Stati Uniti oltre 600 milioni di dollari a testa. La bontà degli originali verrà confermata dai pessimi sequel di entrambi i franchise. E’ anche l’anno di Indiana Jones e il Tempio Maledetto, a detta di molti il peggior capitolo della serie, o che almeno se la gioca alla pari con Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo (che però a qualcuno è piaciuto). Nel 1984 escono anche Gremlins, Footloose, Scuola di Polizia, Sixteen Candles – Un compleanno da ricordare, Fenomeni paranormali incontrollabili, Karate Kid, C’era una volta in America, Giochi stellari, La Storia Infinita, Terminator, Starman e Dune. Insomma, un anno notevole.

Musicalmente

Oddio, da dove cominciare? Nel 1984 escono una tale quantità di album e singoli che, a loro modo, hanno fatto la storia di quel decennio (e in certi della musica tout court) che non saprei chi lasciar fuori. Ne pesco dieci dal mazzo, chiedendomi come si possa affermare che negli anni ’80 si faceva cattiva musica.

Purple Rain – Prince And The Revolution

The Smiths – The Smiths

Ride The Lightning – Metallica

Born In The U.S.A. – Bruce Springsteen

Treasure – Cocteau Twins

The Unforgettable Fire – U2

1984 – Van Halen

Diamond Life – Sade

Some Great Reward – Depeche Mode

+

Crêuza De Mä di Fabrizio De André (ehi, siamo esterofili, ma non fino al punto di dimenticarci di uno degli migliori album italiani di sempre…)

E in sala giochi e/o a casa?

Tanta roba. Siamo nel boom dei computer a 8-bit e praticamente ogni azienda vuole una fetta della torta, sperando di spuntarla sui concorrenti. Il risultato? Una dozzina di macchine immesse sul mercato quasi contemporaneamente che si cannibalizzano tra di loro e lasciano molti incauti acquirenti col cerino in mano (e un pezzo di ferraglia senza programmi, vedi alla voce Sharp Mz 700, Ti99/4A, Acorn Electron, etc.etc.). Alla fine vinceranno Commodore e, in misura minore, Sinclair, con il C64 e lo Spectrum, che erano usciti nel 1982. In sala giochi arrivano i primi giochi di Capcom (1942), gli ultimi di Nintendo (Punch Out) e il NES (meglio, Famicom) si prepara ad invadere il mondo e rendere la crisi dell’anno precedente un brutto ricordo. Atari si squaglia ed esce in sordina un gioco che cambierà la storia del videogioco: Tetris.

Il vero evento dell’anno, ovviamente in chiave nerd, è però la presentazione del Macintosh e relativo spot, anch’esso entrato nella mitologia della comunicazione pubblicitaria. Il computer non venderà tantissimo, almeno della sua prima incarnazione, ma se ce lo ricordiamo a distanza di tanto tempo significa che aveva davvero qualcosa in più.



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Andrea Chirichelli

Classe '73. Giornalista da tre anni, ha offerto il suo talento a riviste quali Wired, Metro, Capital, Traveller, Jack, Colonne Sonore, Game Republic e a decine di siti che ovviamente lo hanno evitato con anguillesca agilità. Ha in forte antipatia i fancazzisti, i politici, i medici, i giornalisti e soprattutto quelli che gli chiedono foto.

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