Il 2017 ha accentuato la polarizzazione tra i grandi blockbuster, che tranne un paio di fortunate eccezioni si assomigliano tutti, e la produzione autoriale, che garantisce opere interessanti ma la cui reperibilità, specie in Italia, sta diventando sempre più difficoltosa a causa della continua chiusura di sale e moltiplicarsi di multiplex che, oltre a essere ubicati “a casa di Dio”, hanno quasi sempre una programmazione banale e ridondante.

Purtroppo, a differenza dell’anno scorso [a proposito, questi li avete visti? NdR], il cinema italiano non è pervenuto, nuovamente affossato da filmetti fatti per portarsi a casa i fondi statali, commedie di terz’ordine, gli inutili contributi degli youtubers e l’assenza delle poche grandi firme che di solito non deludono. Insomma un disastro su larga scala. Molti titoli della lista non sono stati (colpevolmente) ancora distribuiti nel nostro Paese, ma si possono acquistare su Amazon o vedere all’estero/festival/rassegne.
Quali sono, quindi, i migliori film del 2017? Vediamo un po’…

The Square: Mai fregare portafogli e smartphone al direttore di un museo d’arte moderna, le conseguenze potrebbero essere tragicomiche. Un capolavoro di non sense e tanti tristi verità inerenti il mondo degli “intellettuali”. Nuovo centro per Ruben Östlund, Palma d’oro al Festival di Cannes, dopo lo splendido Forza Maggiore.

A Ghost Story: Lei e lui si amano, lui muore in un incidente, “rinasce” come fantasma e inizia ad aspettare. Una delle più raffinate, coinvolgenti ed efficaci rappresentazioni della morte, dei difficili modi per elaborarla e dello scorrere del tempo. In una parola, bellissimo.

Logan Lucky: Due fratelli sfigati per tradizione familiare tentano il colpo della vita. E’ proprio Ocean’s 14, solo che al posto del gruppo iper glamour e super fico c’è un branco di redneck sfigati. Bella atmosfera, finalmente vediamo Craig in panni non bondiani e c’è una gag su George R. R. Martin spettacolare. Delizioso.

Good Time: Una rapina finita male, la fuga da un ospedale, una notte folle. Almeno due sequenze da cineteca e un ritmo forsennato per un noir/pulp che ammicca ai classici del passato ma riesce egualmente a risultare fresco e originale. Pattison bravissimo e colonna sonora di Oneohtrix Point Never, tra le migliori degli ultimi anni, specie per chi ama l’elettronica.

Get Out: Indovina chi viene a cena? Una sceneggiatura perfetta, che dosa al meglio thriller, horror e commedia, è la base della più grande sorpresa (anche commerciale, perchè ha incassato tantissimo) del 2017.

Super Dark Times: Tre amici e una katana, un litigio e… . E’ ambientato negli anni ’90, ci sono le biciclette, le citazioni nerd e i teenager ma scordatevi qualsiasi opera “citazionista-nostalgica” recente. Qui ci si fa male (nel film) e fa male (agli spettatori). Attori sconosciuti e incredibili e un esordio alla regia potentissimo.

Logan – The Wolverine: 2029. I mutanti sono quasi estinti e Logan/Wolverine vive in Messico assieme ad un mutante albino di nome Calibano lavorando come autista per raggranellare il denaro necessario a comprare uno yacht per scappare assieme ad un anziano e oramai instabile Charles Xavier, ma la catastrofe è imminente… Il miglior comic-movie di tutti i tempi, poco altro da aggiungere.

It Comes at Night: A24 non sbaglia un colpo, confermandosi la migliore casa di produzione distribuzione oggi in circolazione. It Comes at Night è l’ennesima conferma: ottimo e deprimente thriller/horror d’attesa, tutto atmosfera e regia. Grandioso, come al solito, Joel Edgerton.

IT: Dopo 30 anni, giustizia è fatta. Ottima trasposizione, ragazzini incredibili, Bev perfetta, grandi idee di regia, spirito dell’originale intatto. Si attende il sequel con l’altra metà del racconto.

Loveless: Due coniugi si odiano e stanno per divorziare, quando improvvisamente il loro figlio scompare: a chi spetta andarlo a cercare? Ma soprattutto, a qualcuno interessa? L’istituzione familiare viene presa a picconate e polverizzata da Andrey Zvyagintsev che, oramai si può dire, gira SOLO capolavori.

Contratiempo: Uomo d’affari viene accusato di un omicidio e ingaggia un super avvocato per difendersi, perchè è stato chiaramente incastrato. O no? Uno dei migliori thriller degli ultimi 10 anni:sceneggiatura al bacio, bravi interpretati e colpo di scena finale davvero inaspettato.

The Childhood of a Leader: Tre scatti d’ira che segnano una vita. Storia fuori di testa, messa in scena pazzesca, colonna sonora “espressionista” di Scott Walker clamorosa. Non siamo ai livelli celestiali di Haneke e del suo Il Nastro Bianco, ma davvero un lavoro notevolissimo.

Tre manifesti a Ebbing, Missouri: La guerra privata di una donna contro la polizia, accusata di non essersi impegnata nella ricerca dell’assassino della figlia. Martin McDonagh torna ai fasti di In Bruges e anzi li supera grazie a un cast mostruoso: Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, John Hawkes e Peter Dinklage. La prima ha già l’Oscar in tasca.

The Rider: Dopo un grave infortunio, un cowboy da rodeo deve ripensare la sua vita. Capita che il miglior western (a prenderla larga, la definizione è largamente riduttiva) degli ultimi anni lo diriga una ragazza cinese e con un cast di attori non professionisti.

Raw: Una ragazza vegetariana è costretta a mangiare la carne per la prima volta durante un rito di iniziazione scolastico. Pessima idea. Tanto sangue e tantissima qualità per uno dei migliori “horror” dell’anno.

Dunkirk: Capolavoro annunciato che si smarca dal genere bellico classico per inaugurare una nicchia tutta sua, confermando la capacità di Nolan di trovare chiavi di lettura nuove ed originali per raccontare la banalità del male e la forza della speranza.

La cura dal benessere: Manager rampante viene spedito in una clinica svizzera per ricchissimi alla ricerca di un potente AD che deve firmare dei documenti necessari per chiudere una fusione. Patinato, smodato e forse un tantino pretenzioso ma anche elegante e affascinante. Verbinski sa come dividere l’audience, ma da queste parti è piaciuto parecchio.

La fratellanza: Uomo d’affari e padre di famiglia finisce in carcere ma ne esce completamente cambiato (in peggio). Clamorosamente ben fatto, un B movie che gira a mille come un blockbuster d’autore. Nikolaj Coster-Waldau è strepitoso ma proprio ogni comparto del film funziona alla perfezione (con buona pace del carcere come strumento di riabilitazione).

Lady Macbeth: Una giovane donna sposa per interesse il rampollo di una ricca famiglia che la segrega in casa, lei cerca la libertà e la trova. Vedi che bastano 90 minuti a raccontare una storia? In tempi di sbrodolamenti vari, sarebbe il caso di ricordarsene. Essenziale e bellissimo. Florence Pugh eccezionale, a star stretti.

I dont’ feel at home in this world anymore: Trama non riassumibile. La migliore commedia+dramma+thriller+giallo dell’anno. I primi 10 minuti sono cosa più tragicamente esilarante vista negli ultimi tempi. Completamente fuori di testa, loro (Melanie Lynskey e Elijah Wood) amabili e Macon Blair, regista + sceneggiatore, da tenere d’occhio per il futuro.

Previously, on Players

I migliori film del 2012
I migliori film del 2013
I migliori film del 2014
I migliori film del 2015
I migliori film del 2016



Players è un progetto gratuito.

Se ti piace quello che facciamo, puoi supportarci (o offrirci una birra) comprando musica, giochi, libri e film tramite i link Amazon che trovi negli articoli, senza nessun costo aggiuntivo.

Grazie!
, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Andrea Chirichelli

Classe '73. Giornalista da tre anni, ha offerto il suo talento a riviste quali Wired, Metro, Capital, Traveller, Jack, Colonne Sonore, Game Republic e a decine di siti che ovviamente lo hanno evitato con anguillesca agilità. Ha in forte antipatia i fancazzisti, i politici, i medici, i giornalisti e soprattutto quelli che gli chiedono foto.

Similar Posts
Latest Posts from Players