In The Martian, successo prima letterario e poi cinematografico, l’astronauta Mark Watney viene dato per disperso dai suoi compagni su Marte e rimane isolato sul pianeta rosso. Nonostante la situazione sfavorevole e la solitudine estrema, Watney sopravvive per mesi sfruttando le poche risorse naturali e non. In breve riesce anche a mettere in piedi un sistema di comunicazione che gli consente di segnalare la sua situazione alla Terra, iniziando di fatto la colonizzazione marziana in solitaria.

Mars Horizon, graphic novel dei francesi Florence Porcel ed Erwan Surcouf, racconta una vicenda che ha numerosi punti di contatto con quella del sopravvissuto di Weir, eppure allo stesso tempo riesce ad esserne agli antipodi per molteplici aspetti. Sotto la rossa sabbia marziana che avvolge le brillanti soluzioni scientifiche a cui giungono sia Watney che i membri dell’equipaggio della Mars Horizon, posti di fronte a problemi inediti e inimmaginabili fino a poco prima, il senso e lo scopo delle loro avventure non potrebbe essere più lontano.

La Mars Horizon è la prima missione con umani a bordo a raggiungere Marte. Il suo obiettivo è quello di installare una base permanente destinata a diventare il centro della futura e programmata civilizzazione del pianeta. Il velivolo spaziale che porterà i primi uomini e donne su Marte è stato preceduto da alcuni robot, i soli a poter predisporre le prime strutture di cui necessiteranno gli umani. Tuttavia in questa fase preliminare qualcosa è andato storto. Il cargo contenente i cianobatteri, indispensabili all’avvio dell’agricoltura, è atterrato a 520 km dal punto previsto per colpa di un guasto.

Dal momento del primo contatto col pianeta rosso, l’obiettivo primario dei membri della missione (Jeanne, protagonista e voce narrante, insieme a Sam, Tsi-Ku e Nikash al suolo, coordinati dal Josh ed Elena in orbita) diventa dunque l’immediato recupero del modulo, prima che l’esaurimento delle batterie alimentate dal sole comprometta lo stato di integrità dei batteri. Il compito, già di per sé non facile, si rivelerà però ancora più complesso del previsto e quasi mortale a causa di una serie di contrattempi e imprevisti tecnici.

Le complesse operazioni di recupero e salvataggio, accompagnate da riflessioni fisiche e metodologiche influenzate dalla diversa gravità marziana e dalla conformazione del suolo, si alternano a sequenze più statiche in cui le vignette riproducono il video-diario quotidiano di Jeanne. Questi momenti si rivelano spesso l’occasione per esplicitare gli stati d’animo dei protagonisti e snocciolare spiegazioni tecniche, utili per comprendere ciò che succede durante la vita degli astronauti sul pianeta, ma anche per descrivere il programma della missione oltre l’orizzonte temporale coperto dal racconto a fumetti.

Ci sono occasioni in cui Mars Horizon sembra sospendere la sua natura di racconto grafico per trasformasi temporaneamente in un’infografica narrata, giocando a carte scoperte con l’ambizione più didattica del progetto. Questo però è solo uno dei due lati, l’altro è quello più spiccatamente avventuroso, in cui i due autori si prendono il tempo di gicare con i riferimenti nerd, come la basa intitolata ad Elon Musk o le magliette che rimandano a John Carter. Sullo sfondo della missione , destinata a diventare quasi d’improvviso un thriller, si muove poi un’altra impresa spaziale parallela, la ricerca di vita sotto lo strato ghiacciato di Europa, la cui notizia giungerà su Marte quindici minuti prima rispetto alla Terra.

Nonostante l’ambientazione e l’argomento, Mars Horizon non è un vero e proprio fumetto di fantascienza. Il futuro immaginato dalla Porcel è tanto simile al nostro presente, fatto di tweet (ancora limitati a 140 caratteri!) e video-diari, benché la conquista di Marte sia ambientata più di 60 anni nel futuro. Mars Horizon è piuttosto l’espressione della passione e dello studio di Florence Porcel, appassionata di spazio e sognatrice di Marte, sulla cui superficie si è mossa chissà quante volte sia nei desideri sia nelle simulazioni in pieno deserto della Mars Society.

 

La Porcel sa quanti sforzi servirebbero per raggiungere Marte e ce li racconta infilandoli qua e là, più o meno delicatamente, tra le pagine del racconto. Per prima cosa serve un accordo internazionale per sviluppare un programma corale, raggiunto solo quando il riscaldamento globale e la scarsità di risorse hanno iniziato a rappresentare uno stimolo abbastanza concreto per le nazioni coinvolte nel progetto. Poi la preparazione materiale, la costruzione dei moduli, le spedizioni robotizzate e la selezione del personale umano a cui è richiesto non solo un sfiancante allenamento, ma anche un affiatamento che può e deve sfociare nel poli-amore. Non è il fisico quello che verrà sottoposto allo stress maggiore, nonostante il lungo viaggio e il cambio di gravità, ma la mente  tempestata da un susseguirsi di emozioni violente e contrastanti.

L’equipaggio della Mars Horizon è una rappresentazione ideale del meglio che la Terra possa generare, un gruppo di uomini e donne così affiatati tra loro da condividere la fatica e l’amore senza distinzione di ruolo, razza e genere. Mentre L’uomo di Marte celebrava l’individualità, la capacità dell’uomo di farcela da solo affidandosi alla propria voglia di vivere con l’appoggio della scienza, Mars Horizon si muove in direzione opposta, rivelandosi metafora nemmeno troppo velata di ciò a cui l’uomo potrebbe ambire se fosse in grado di superare le divisioni.

Per quanto materialmente sia così simile al nostro presente, il futuro utopico messo in scena da Mars Horizon appare oggi ogni ora più improbabile mentre l’Europa si sfalda sotto il peso dell’accoglienza e i porti si chiudono per rappresaglia politica sulla pelle di chi soffre. Al punto che, purtroppo e forse proprio contro le intenzioni degli autori, al termine della lettura l’elemento più genuinamente fantascientifico che emerge è l’assoluta umanità dei protagonisti accompagnata dalla purissima assenza di pregiudizi su cui poggia l’intero progetto  e che spinge il capitano Jeanne a proclamarsi “cittadina del sistema solare e dell’universo”.



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