Siamo giunti in quel periodo dell’anno in cui le vacanze fanno rima con “recuperi!” e finalmente senza sensi di colpa per il sottrarre tempo a lavoro, famiglia, studio, possiamo finalmente dedicarci alle serie tv, tuffarci nello streaming, ascoltare il logo gracchiante della HBO come fosse il coro degli angeli.

Di seguito troverete alcuni consigli per ottimizzare il vostro agosto con serie partite quest’anno, alcune proprio questa estate, più un paio di dritte su cosa evitare. In ogni caso in cima ai vostri recuperi dovrebbero esserci Killing Eve di cui vi abbiamo parlato qui, Cobra Kai (qui), la divisiva e spagnola Casa di Carta (qui), e la sorprendente The Terror (qui).

Buone vacanze dalla redazione di Players!

Succession – HBO

Pensavamo che la serie dell’estate fosse Sharp Objects, e invece no! È Succession. Ma prima di parlarvi della storia voglio spendere due parole per la meravigliosa composizione musicale dell’opening, che potete ascoltare qui, ad opera di Nicholas Britell che definendo il tema “a classical-sounding piano coupled with a large hip-hop beat, distorted strings, and odd electronics” ha catturato anche lo spirito della serie.

Roy Logan, il magnate con ambizioni da monopolista nel mondo dei media, è prossimo a lasciare il comando delle sue aziende nelle mani del figlio. Ma un uomo che ha creato un impero di fronte al quale tutti si sono piegati potrà mai essere pronto a farsi da parte? Avete già capito che no, neanche per idea, ma i figli – ognuno a proprio modo vittima di un padre castrante – non sono esattamente tutti d’accordo con questa decisione e, più in generale, un po’ lo amano, un po’ lo odiano, a volte lo sfidano, più spesso lo subiscono. L’impostazione classica della dinastia si smarca subito dall’idea del drammone famigliare per regalare qualcosa di più interessante, sottile, e originale rappresentando, nel mentre, il ruolo ambiguo e predominante dei media nella società e nella politica. Ad alzare la posta troviamo la storyline del candidato presidenziale il cui primo punto in agenda è il contrasto al monopolio nell’informazione. La serie è stata rinnovata per una seconda stagione, la prima è composta da dieci episodi.

Sharp Objects  – HBO

La buona notizia è che la protagonista è Amy Adams, la cattiva è che le buone notizie finiscono qui. Sharp Objects è una miniserie tratta dal romanzo di Gillian Flynn, adattata da Marti Noxon e diretta da Jean-Marc Vallée. Amy Adams interpreta una giornalista investigativa che viene mandata dal suo capo nella di lei cittadina natìa turbata dall’omicidio di due ragazze. Il ritorno a casa farà riprendere forza a un trauma mai superato. Thriller, southern gothic, detection, un’aura di mistero soprannaturale, tutti generi affascinanti che in qualche modo la serie riesce ad appiattire e privare del brivido. Per chi vi scrive, poi, c’è il peccato mortale della glamourizzazione dell’alcolismo e dell’autolesionismo fisico. Ma, per le sere d’estate, è comunque una buona scelta per quel tipo di intrattenimento che non vi toglierà il sonno per macinare un’episodio dopo l’altro. Mentre vi scrivo la miniserie è al suo quarto episodio su otto.

Dietland – AMC

Mi limito a segnalarvi questa serie, soprattutto per le tematiche che affronta, senza però consigliarvela. Dietaland è una creatura strana che fatica a trovare una coesione interna per quel suo voler andare in decine di direzioni senza imboccarne convintamente una. Il messaggio è chiaro, la protagonista oversize subisce una vita fatta di insulti, denigrazioni e sensi di colpa indotti da una società che riconosce e impone un unico modello femminile: bello, giovane e magro a qualsiasi costo. Plum dapprima cede alle pressioni optando un rischioso intervento chirurgico, poi inizia a valutare la situazione da un altro punto di vista complice l’incontro con Verena che offre rifugio, consiglio e protezione a donne “rifiutate” dalla società. Parallelamente un’organizzazione di nome “Jennifer” ha preso di mira uomini colpevoli di stupri e violenze: giustizia, vendetta, terrorismo? La serie non riesce bene a mettere a fuoco questi temi cercando di coprire tutti i fronti. Con l’eventuale seconda stagione la serie potrà decollare o restare a terra. Tanto vale aspettare. Anche qui Marti Noxon adatta per la tv: il romanzo omonimo è a firma Sarai Walker.

Patrick Melrose – BBC First

Se proprio non avete tempo, voglia, è troppo caldo, avete intenzione di rimandare a settembre, guardate almeno la prima puntata: un incredibile one man show di Benedict Cumberbatch che merita l’imbarco prioritario sulla vostra lista recuperi.

Patrick Melrose è il problematico, cocainomane, figlio di un padre ricchissimo e tirannico e di una madre debole, pronta ad aiutare il prossimo e qualsiasi sconosciuto in difficoltà, ma volutamente cieca nei confronti del malesssere del figlio. La morte del padre scoperchierà il vaso di Pandora. Ben gestita la narrazione su più piani temporali, ottime interpretazioni, ma si fallisce il momento clou che risulta totalmente anticlimatico. Fuori luogo e pericolosa una frase detta in un particolare momento… ma guardate e giudicate da voi.

Vida – Starz

Ambientata a Los Angeles, Emma e Lyn sono due sorelle di origine ispanica: la prima è una donna d’affari impegnatissima e di successo, la seconda una tipa bohémien senza ancora una direzione precisa nella vita. Il grande classico delle due sorelle (o fratelli) diversissime tra loro, che si ritrovano per la morte di un genitore che scoprono di non avr mai conosciuto realmente, viene qui declinato magistralmente. Le rivelazioni a proposito della madre scomparsa, i temi dell’omosessualità, il riprendere contatto con i luoghi e le persone dell’infanzia, sono elementi che qui vengono riletti alla luce del fenomeno della gentrificazione mostrando cosa comporta per i quartieri che la subiscono: tradizioni, famiglie ed eredità culturali spinte sempre più ai margini fin quasi alla cancellazione. Emma e Lyn dovranno infatti decidere se vendere locale e casa, un pezzetto di storia del loro quartiere, o in qualche modo preservare il lascito famigliare e culturale. La serie è stata già rinnovata per una seconda stagione, la prima è composta da sei episodi.

Barry – HBO

Humor nero per questa dramedy con un qualcosa che rimanda a Dexter. Barry è un killer che esegue gli ordini pensando di far del bene finché, per una serie di circostanze, non si ritrova a prendere lezioni di recitazione insieme a un gruppo di attori e aspiranti tali. Per Barry è quasi una rivelazione e cercherà di destreggiarsi tra le sue due vite che purtroppo tendono inesorabilmente a compenetrarsi. La prima stagione, già ufficiale il rinnovo per la seconda, è composta da otto episodi.

File under: Da evitare:

Reverie – NBC 

Una premessa intrigante: Reverie è una realtà virtuale all’interno della quale divertirsi, realizzare un sogno, o addirittura risolvere un conflitto emotivo e superare un trauma. Spesso, però, le persone ne abusano fino a restarvi intrappolate dentro, a quel punto è compito di Mara, la protagonista, entrare e tirar fuori i clienti della Onira Tech, la multinazionale proprietaria di Reverie. Dicevo, premessa intrigante se non fosse per il fatto che la serie non ha nessuna intenzione di approfondire, ma neanche sfruttare il potenziale alla base della storia. Ricordate quelle serie anni ’90 con protagonisti gli angeli e affini? Ecco, Reverie è lo stesso identico concept, con le stesse storie anche un po’ lacrimose, solo con l’aggiornamento da angelo/spirito guida a realtà virtuale.

 Take Two – ABC

Dal produttore e dall’autore di Castle… quindi perché piuttosto non guardare di nuovo Castle, se proprio si deve? O, ancora meglio, rivedete Insieme Per Forza, il film del 1991 con Michael J. Fox nei panni di una star del cinema che affianca il burbero detective interpretato da James Woods per prepararsi al suo prossimo ruolo: la trama, infatti,  è proprio questa, solo meno divertente. Una star della tv affianca un detective per prepararsi al suo prossimo film, sono due tipi agli antipodi, lui è diffidente, lei super zelante, ecc. sapete già il resto da voi.

 



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Mara Ricci

Serie tv, Joss Whedon, Jane Austen, Sherlock Holmes, Carl Sagan, BBC: unite i puntini e avrete la mia bio. Autore e redattore per Serialmente, per tenermi in esercizio ho dedicato un blog a The Good Wife.

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