Tutto si può dire di Netflix, tranne che non sappia creare un’atmosfera di aspettativa attorno alle sue release, quale che sia il loro calibro. Prendete il FeST –  Festival delle serie TV di Milano. La grande N dello streaming non ha aveva in programma le anteprime più succose (quella palma la darei ad Amazon Studios con The Romanoffs) ma ha saputo rendere ogni suo evento una faccenda esclusiva e condivisa come nessun altro.

Così metti una sera in Santeria a Milano e una tote bag nera con il logo di Le terrificanti avventure di Sabrina su ogni sedia. All’interno c’è ben più di un semplice gadget: c’è quello che nella città meneghina chiunque definirebbe il lavoro di un team di creativi (si spera fuori dallo stereotipo dello stagista sottopagato). Dentro si trova una scatoletta di cibo per gatti posseduti, con etichetta dalla grafica ritoccata per elencare tra gli ingredienti sogliola assatanata e alito del Demonio. Il pezzo forte però è una parrucca bionda completa di fascia nera, con tanto di effetto shatush, perché sia mai che la protagonista di una serie teen abbia i capelli di un solo colore dalle radici alle punte. In un attimo tutta la sala è bionda e tutti sono sui social e il gioco è fatto.

Quando si passa dall’hype ai fatti bisogna riconoscere che la festa di Halloween di Sabrina si preannuncia da brividi, stretta tra le recensioni stellari che sta raccogliendo L’incubo di Hill House (l’altra proposta orrifica di fine ottobre su Netflix) e lo scomodo paragone con il successo di Riverdale. La creatura CW dal successo inaspettato è imparentato con la serie Netflix non solo perché i masters of puppets dei due titoli sono gli stessi (Greg Belanti e lo sceneggiatore Roberto Aguirre-Sacasa), ma perché Riverdale doveva essere la costola mediocre della strega adolescente.
Travolta dal successo del tutto inaspettato di Riverdale, CW ha dismesso il progetto di Sabrina in preda a bizzarri ripensamenti o veri e propri attacchi di panico, con alle sue spalle Netflix pronta ad approfittarne.

Sabrina può aspirare al medesimo livello di popolarità e successo? Netflix sembra crederci, dato che ha già ordinato la seconda stagione dopo aver prodotto i 10 episodi della prima. Le terrificanti avventure di Sabrina deve gestire aspettative di matrice diversa. 
Chi nel suo passato adolescenziale nasconde qualche annetto di pomeriggi TV su Italia1 scoprirà una Sabrina radicalmente differente dalla pasticciona Melissa Joan Hart e dal salace gatto nero parlate Salem. Il remake Netflix si rifà fedelmente (ma non troppo, assicurano dai piani alti) al fumetto di Archie Comics a firma Roberto Aguirre-Sacasa, che inserisce la strega adolescente nell’universo di Archie Andrews & co. I toni sono teen ma volutamente oscuri, con qualche jump scare già piazzato nel primo episodio.

L’altra aspettativa è quella di quanti conoscono e amano Riverdale e si aspettano una copia carbone. È probabile che questa fascia di spettatori ne esca molto soddisfatta. La promessa è quella di seguire fedelmente l’incipit della versione del reboot a fumetti di Archie Comics, allontanandosene via via per stupire anche i lettori dello stesso con colpi di mano inaspettati. 
La Sabrina Spellman anno 2018  è una strega mezzosangue che attende il giorno del suo sedicesimo compleanno per scrivere il suo nome nel libro del Signore Oscuro e abbandonare definitivamente il mondo degli umani
Pur amando sbaciucchiarsi con Harvey Kinkle e aiutare le sue amiche del liceo a vedersela coi bulli, non disdegna di lanciare incantesimi a mezzanotte e dintorni con il necromante sassy gay che vive agli arresti domiciliari nella casa delle sue zie.

C’è di mezzo un rituale di sangue, un terribile essere dall’aspetto caprino e demoniaco, mele stregate, streghe adolescenti posh che bullizzano Sabrina, maledizioni succhiasangue e un’atmosfera molto sospesa, misteriosa.

Più che far venire i brividi infatti il pilota fa nascere una continua curiosità di fronte alla quantità di frangenti su cui glissa apertamente, lasciando allo spettatore la distinta impressione che i segreti da scoprire siano parecchi.

Innanzitutto: in che epoca è ambientato esattamente il telefilm? Il taglio è volutamente ambiguo, perché da una parte abbiamo una serie di elementi (i film al cinema, l’assenza di cellulari, un certo modo di parlare, pensare e vestire dei protagonisti) che fanno pensare almeno a mezzo secolo fa, ma dall’altra fanno capolino strumenti tecnologici come un portatile.
L’altro grande mistero, probabilmente collegato alla timeline misteriosa del telefilm, è perché smarmelli a più riprese i bordi dell’inquadratura, finendo spesso fuori fuoco, senza apparente motivo (ma in quelli che sembrano punti ben specifici del pilota).

Quello che purtroppo è chiarissimo e non lascia scampo è il femminismo esasperato e teen di cui si ammanta la serie. Sabrina si erge a protettrice delle amiche e fondatrice di un club scolastico a protezione delle ragazze dell’istituto, come se buttar lì questi elementi senza contestualizzarli desse un senso all’agire coraggioso fino all’avventatezza di Sabrina.
Kiernan Shipka (la piccola figlia di Don Draper in Mad Men) rimane spesso intrappolata in quello che è un personaggio costretto a far faccette sorprese senza che nulla venga mai davvero rivelato; una strega immolata sull’altare del cliffhanger.

Sicuramente c’è del potenziale in Le terrificanti avventure di Sabrina, ma anche una cerca tracotanza nel dare per scontato che lo spettatore prosegua la visione non tanto sulla base della qualità dei contenuti del primo episodio, ma sull’anticipazione dei tanti colpi di scena che verranno. La puntata di partenza è ricca di mistero sì, ma anche di svolte stereotipate (le visioni profetiche di Sabrina, la morte non troppo chiara dei genitori e via discorrendo) che attingono a piene mani da predecessori come Buffy e Supernatural, senza dimenticare Riverdale.

Dal suo pilot insomma Le terrificanti avventure di Sabrina ne esce ancora come un promettente adolescente bisognoso di attenzioni, ma senza una personalità propria ancora ben definita. Cosa di cui curiosamente non mancava sin dal principio a una serie mediocre e incoerente come quella degli anni ’90, con il suo gatto di pezza e il suo tono da comedy di risulta.

Le terrificanti avventure di Sabrina sarà disponibile su Netflix a partire dal 26 ottobre 2018 



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