Vi ricordate Casa Vianello e del classico refrain di lei alla fine di ogni puntata “che barba, che noia“? Ecco, il mio atteggiamento nei confronti dei videogiochi negli ultimi tempi è stato molto simile: noia e disinteresse assoluto per un’industria che riesce a stupirmi oramai quasi sempre e solo in senso negativo. Poi, a sorpresa, è arrivato Wargroove e sono immediatamente diventato più ottimista: tra youtubers e microtransazioni, franchise infiniti e rendicontazioni finanziarie, c’è ancora qualcuno in giro che sa programmare un video-GIOCO. Gioco eh, non “film vagamente interattivo spacciato per videogame” alla Red Dead Redemption 2, tanto per citare un titolo che mi sta particolarmente sui coglioni simpatico.

Wargroove è il nuovo Advance Wars. E cos’è Advance Wars? Beh, uno strategico a turni creato da Intelligent System, autori di quel Fire Emblem che ne è evoluzione ed erede. Advance Wars, titolo million seller sulle portati Nintendo, da parecchi anni non riceve un episodio ufficiale (l’ultimo, andando a memoria, è Battalion Wars, che peraltro ben poco c’entrava con i titoli originali) ma, credetemi, Wargroove è tutto quello che avreste potuto chiedere ad Advance War e non avete mai osato chiedere.

Ah, diciamolo subito: qui c’è del gameplay. Ricco gameplay. Sì, c’è una trama portante, ma non ce ne frega niente. Quel che conta, in un titolo del genere è il livello di difficoltà, lo spessore strategico, l’onestà dell’IA e la curva di apprendimento dedicata alla scoperta delle tattiche migliori da mettere in campo e tutti questi parametri sono stati realizzati con molta cura. Chucklefish, lo studio autore di questa meraviglia, ha scelto una narrazione leggera (ma non inconsistente) per fare sì che fin dalle prime missioni il giocatore sia ingaggiato in scontri che necessitano di una certa quantità di fosforo, per essere risolti. Come in Into the Breach, Wargroove richiede un notevole studio del posizionamento degli eserciti e delle unità e altrettanto nella gestione delle risorse, che vengono rilasciate col contagocce. In Wargroove c’è tutto quello che si richiede ad uno strategico moderno e veloce: opzioni come se piovesse, alta customizzazione, spessore ludico, ottimi valori produttivi, meccaniche immediate e tante, tantissime missioni.

Graziato da un comparto grafico di altissimo livello, che richiama i classici Nintendo, pur mantenendo una sua precisa identità, con animazioni spettacolari e tante gag simpatiche disseminate per le tante missioni, Wargroove è il classico titolo da “ancora un’altra e poi smetto”, frase che può sembrare provenire da un’altra era geologica, ma che non fa che confermare che di titoli davvero buoni, oggi in giro non ce ne sono molti. Ecco, Wargroove è uno di questi e non dovreste proprio farvelo scappare, anche se non vi piacciono gli strategici.



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Andrea Chirichelli

Classe '73. Giornalista da tre anni, ha offerto il suo talento a riviste quali Wired, Metro, Capital, Traveller, Jack, Colonne Sonore, Game Republic e a decine di siti che ovviamente lo hanno evitato con anguillesca agilità. Ha in forte antipatia i fancazzisti, i politici, i medici, i giornalisti e soprattutto quelli che gli chiedono foto.

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