Disclaimer: allora, la recensione NO SPOILER l’abbiamo pubblicata, adesso ho pensato di preparare un pezzo ad uso esclusivo di quelli che il film l’hanno visto. Salutiamo quindi la saga con un’analisi critica per punti dell’ultimo capitolo, OVVIAMENTE IL PEZZO E’PIENO DI SPOILER, quindi girate alla larga se non avete visto il film.

COSA FUNZIONA 

L’estremo sacrificio di Stark: perfettamente coerente con la struttura circolare del film e della saga. Quel “Io sono Ironman” detto in faccia a Thanos prima di farlo evaporare rappresenta il punto più alto dell’intero MCU e ci sta che colui che ha dato origine alla storia sia anche quello che la concluda. Certo, perdere Robert Downey Jr. fa più male dello “Snap”.

La “fuga” nel passato di Captain America: anche il secondo colpo di scena finale ha senso. Personalmente avrei preferito non vederlo “invecchiato” con trucco e parrucco ma che l’intera saga si chiuda con lui che balla sereno e pacificato con la sua amata è una bella cosa.

-L’idea di puntare più sui sentimenti che sull’azione funziona, anche se lo spettatore forse avrebbe preferito la composta perfezione di Infinity War (che resta un gradino sopra, quanto a qualità generale) e più scontri. A suo modo, è una scelta imprevista e coraggiosa.

La battaglia finale. L’ultima ora, come scritto anche nella recensione NO SPOILER, è eccezionale. Vedere tutti i personaggi schierati assieme, il Cap che dice “Assemble!” e brandisce il Mjolnir, la “staffetta” tra i vari protagonisti per allontanare il guanto da Thanos, l’abbraccio tra Spidey e Stark, Strange che fa segno a Stark che l’unica visione su milioni che li vedeva vincitori prevedeva il suo sacrificio…F-A-N-T-A-S-T-I-C-O. Da rivedere a nastro, non appena uscirà la versione per l’home video.

Professor Hulk è uno spasso. Ottima idea quella di non farci vedere come si sia trasformato il personaggio, anche se uno potrebbe chiedersi perchè Banner non c’abbia pensato prima, ma quella di tagliare il superfluo e concentrarsi solo sugli “highlights” funziona alla grande.

L’incipit con la famiglia di Occhio di Falco che svanisce è perfetta come gancio per unirsi a Infinity War e quel “5 anni dopo” è discretamente raggelante. L’idea degli Avengers “sgangherati” è ottima e anche l’inserimento di Captain Marvel funziona, senza risultare troppo ingombrante. Rocket è sublime.

-E’ una cosa a cui non si dà mai abbastanza credito, ma la soundtrack di Alan Silvestri è meravigliosa, un raggio di luce in un periodo cine-musicale piuttosto piatto. Provate ad ascoltare alcuni brani “sganciati” dalle sequenze e funzionano lo stesso a meraviglia.

-Anche se non ci sono scene post-crediti, questi ultimi, con questa incredibile carrellata di attori e attrici eccezionali, restano impressi nella memoria, in particolare il tributo con tanto di firma autografa agli Avengers “originali”.

-I Russo sono stati di parola: il 90% di quello che si vede nei trailer sta nella prima mezz’ora di film. Sono stati davvero abilissimi a mascherare il tutto e il più a lungo possibile. Di questi tempi, non è cosa facile.

-C’è Valkiria. Faccio un appello pubblico per reclutarla per una serie su Disney +.

Il film, l’abbiamo detto, lo ripetiamo, è la migliore conclusione possibile per la saga. Umanissimo e pieno di amore e devozione per i personaggi dei fumetti. Certo, un po’ come accade con Star Wars, a questo punto ognuno vorrebbe vedere la “propria” versione della storia, ma tutto sommato va bene così. Come si possa continuare il franchise senza tre degli Avengers storici è la domanda a cui Marvel dovrà dare una risposta nel prossimo futuro. La tanto vituperata continuity ha funzionato e permesso a Marvel di trionfare là dove Warner e Universal hanno miseramente fallito. In ogni caso, è stato un viaggio BELLISSIMO.

 

COSA AVREBBE POTUTO FUNZIONARE MEGLIO 

-Non sono un tipo che si scandalizza per queste cose, però i viaggi nel tempo offrono sempre il fianco alla creazione di plot hole più o meno grandi e Endgame non fa eccezione. A rivedere il tutto con occhio analitico si capisce che l’idea non ha molto senso e anche il modo con cui ci si arriva (Stark che si inventa una macchina del tempo in una sera? Ehm…) lascia perplessi. Diciamo che come escamotage va bene, ma a patto di essere disposti ad accettarne le conseguenze.

-Era inevitabile, vista la fine di Infinity War, ma purtroppo Occhio di Falco, Vedova Nera e Ant-Man sono meno efficaci e carismatici di Doctor Strange, Spider-Man e Black Panther. Il non avere questi ultimi tre personaggi a disposizione per quasi tutto il film ne depotenzia parecchio l’efficacia (infatti appena tornano sulla scena si vede eccome, specie i primi due).

La scelta dei viaggi nel tempo presuppone che lo spettatore abbia visto tutti i film precedenti della saga. Anche perdersi capitoli minori, come la bilogia di Ant-Man, per dire, fa si che alcune gag e citazioni risultino meno efficaci. Chi non ha visto Doctor Strange non capirà chi sia l’Antico e chi si è perso i film del Cap non apprezzerà il fatto che lui dica “Heil Hydra” e così via. Era inevitabile, però è una cosa da tenere presente.

-Certi momenti cruciali non sempre sono “raccontati” nel migliore dei modi possibili. Un Whedon a caso avrebbe saputo toccare le corde giuste, la sensazione è che Christopher Markus e Stephen McFeely non siano molto a loro agio con le parole più adatte per esprimere certi sentimenti.

 

COSA NON FUNZIONA 

-Il trattamento riservato a Thor non è dei migliori, per usare un eufemismo. Sicuramente desterà orrore e raccapriccio nei puristi del fumetto, ma anche per il pubblico cinematografico abituato a vederlo come simpatico guascone ma all’occorrenza “Dio” (vedi Infinity War, il film in cui è maggiormente valorizzato ed equilibrato) questa versione “Homer Simpson” desta perplessità. Certo, l’idea finale di vederlo trasformato in Guardiano della Galassia è esaltante, ma visto che difficilmente sarà presente nel terzo capitolo del franchise avrebbe potuto essere gestito meglio. La scena con la madre onestamente è il punto più basso del film.

I Guardiani della Galassia appaiono come mere comparse, fatta eccezione per Rocket, ovviamente, che resta uno dei personaggi più brillanti di Endgame. Tutti gli altri sono piuttosto anonimi e, anche considerando Infinity War, avrebbero potuto essere sfruttati meglio. Metterli è stata cosa ottima, ma sembrano sempre essere dei corpi estranei, fatta eccezione per Nebula, che qui ha una bella presenza.

-Che il Cap alla fine affidi scudo e “missione” a Sam Wilson piuttosto che a Bucky fa inarcare il sopracciglio a livelli ancelottiani. La scelta di Bucky avrebbe avuto peraltro il merito di completare una volta per tutte il suo processo di redenzione, questa è una grossa occasione sprecata. Pessima scelta quindi, anche se in linea con la visione “politically correct” di Disney, che ha portato anche alla sequenza “Girl Power” della battaglia finale, bella a vedersi ma alquanto ruffianella. La diversity, sia essa razziale o sessuale, andrebbe introdotta tramite l’interazione tra i personaggi, non con scene madri o sequenze “ad hoc”.

Ovviamente questi difetti non inficiano il giudizio sul film, che rimane ampiamente positivo, ma che non raggiunge la perfezione assoluta di Infinity War. Quanto al classificone dell’MCU che abbiamo pubblicato tempo fa, ora possiamo completarlo mettendo Endgame nelle prime cinque posizioni, ma non al primo posto. L’abbiamo detto che è stato un viaggio bellissimo?

 



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Andrea Chirichelli

Classe '73. Giornalista da tre anni, ha offerto il suo talento a riviste quali Wired, Metro, Capital, Traveller, Jack, Colonne Sonore, Game Republic e a decine di siti che ovviamente lo hanno evitato con anguillesca agilità. Ha in forte antipatia i fancazzisti, i politici, i medici, i giornalisti e soprattutto quelli che gli chiedono foto.

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