<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Players</title>
	<atom:link href="http://www.playersmagazine.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.playersmagazine.it</link>
	<description>Cinema Musica Videogiochi Arte Letteratura Comics Social</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 May 2013 11:18:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>Daft Punk &#8211; Random Access Memories</title>
		<link>http://www.playersmagazine.it/2013/05/17/daft-punk-random-access-memories/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=daft-punk-random-access-memories</link>
		<comments>http://www.playersmagazine.it/2013/05/17/daft-punk-random-access-memories/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 08:51:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emilio Bellu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Daft Punk]]></category>
		<category><![CDATA[Disco]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Funk]]></category>
		<category><![CDATA[Moroder]]></category>
		<category><![CDATA[Nile Rodgers]]></category>
		<category><![CDATA[Pharrell Williams]]></category>
		<category><![CDATA[Questlove]]></category>
		<category><![CDATA[Random Access Memories]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.playersmagazine.it/?p=9421</guid>
		<description><![CDATA[I Daft Punk hanno registrato meno dischi di quanto sembri. In 20 anni hanno pubblicato solo 4 LP, un disco dal vivo e una colonna sonora. Nonostante questo è difficile pensare a band più importanti nella storia della musica recente. Il loro suono ha cambiato la musica house, ispirato artisti dance e hip hop, Kanye ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I Daft Punk hanno registrato meno dischi di quanto sembri. In 20 anni hanno pubblicato solo 4 LP, un disco dal vivo e una colonna sonora. Nonostante questo è difficile pensare a band più importanti nella storia della musica recente. Il loro suono ha cambiato la musica house, ispirato artisti dance e hip hop, Kanye West, Justice, M83, LCD Soundsystem. Come se non bastasse sono diventati icone della moda senza mai mostrare il loro volto. <em>Random Access Memories</em>, il loro nuovo disco, è l&#8217;evento musicale dell&#8217;anno. E nell&#8217;era dei leaks sfrenati, è quasi un miracolo che il duo francese sia riuscito a tenere segreto il disco quasi del tutto fino al momento in cui, tre giorni fa, è diventato disponibile gratuitamente per lo streaming su <a href="http://www.itunes.com/daftpunk" target="_blank">iTunes</a>.<span id="more-9421"></span></p>
<p><em>Random Access Memories</em> è un disco molto diverso dal suo predecessore, <em>Human After All</em>: qui i Daft Punk hanno deciso di utilizzare quasi completamente strumenti e musicisti &#8220;veri&#8221;, alla ricerca di un suono classico e caldo, registrato con attenzione maniacale. Il risultato sono settanta minuti di musica che suonano in maniera straordinaria, ovvero come un disco di Michael Jackson prodotto da Quincy Jones, una delle tante ispirazioni nobili del disco. Sono suoni senza tempo, così come i collaboratori coinvolti nel progetto: Nile Rodgers, il chitarrista dei Chic, uno dei più prolifici autori di canzoni di successo degli ultimi quarant&#8217;anni; Giorgio Moroder, il padre dei sintetizzatori e dell&#8217;ItaloDisco; Paul Williams, cantante di successo negli anni &#8217;70, famoso per il suo stile teatrale; e collaboratori più attuali, come Pharrel Williams, DJ Falcon, Todd Edwards, Julian Casablancas e Panda Bear. È l&#8217;equivalente discografico di un kolossal, il tipo di disco che non esce quasi mai oggi, perché costa un botto di soldi ed è fatto con calma e l&#8217;ambizione di restare.</p>
<p style="text-align: center;"> <a href="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/daft-punk-review-random-access-memories.jpg" rel="shadowbox[sbpost-9421];player=img;"><img class="aligncenter  wp-image-9427" alt="DP" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/daft-punk-review-random-access-memories.jpg" width="553" height="405" /></a></p>
<p>Il risultato è un capolavoro, un disco di grande ambizione che suona moderno e classico allo stesso tempo, molto difficile da incasellare in un solo genere. È più vicino a <em>Discovery</em> che a qualunque altro disco finora realizzato dal duo francese: è altrettanto sperimentale e grandioso, e ancora più riuscito. Descrivere il disco brano per brano non rende giustizia all&#8217;esperienza dell&#8217;ascolto: i Daft Punk hanno prodotto il disco facendo suonare a decine di musicisti ore di musica, dirigendo ognuno di loro per poi mettere assieme i pezzi, spesso lavorando per anni ad ognuno di loro. Il disco suona come un ottimo film, costruito alla perfezione sia dal punto di vista sonoro (le canzoni sono messe in sequenza con grande attenzione agli accordi sulle quali sono basate, e alla loro atmosfera), che dal punto di vista tematico. Nel brano finale del disco c&#8217;è una registrazione di Eugene Cerman, l&#8217;ultimo uomo ad aver lasciato la superficie lunare, simbolo del desiderio umano di trascendere, esplorare, andare oltre. Un desiderio sempre presente, ma che i Daft Punk sembrano vedere più vicino al passato che al presente. <em>Random Access Memories</em> è un&#8217;esplorazione del rapporto tra tecnologia e uomo, in maniera non dissimile da <em>Tron Legacy</em> (il film); e un disco che vuole riportare in auge l&#8217;idea di fare musica dove ogni pezzo ha peso, è lavorato fino ad essere perfetto, e diventa immortale.</p>
<div class="video-shortcode"><iframe title="YouTube video player" width="600" height="350" src="http://www.youtube.com/embed/Rr12u1tk_rM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>La versione più bella di <em>RAM</em> è quella su vinile, come dimostrato dalla pubblicità andata online un paio di giorni fa. Ma i Daft Punk sono figli del CD, e non a caso il disco arriva esattamente a 74 minuti di durata. E quando la fine arriva, il suono di un corto circuito segnala la fine di qualcosa di importante: per quanto qui non ci sia una storia lineare, tutti i brani sono legati tra loro da un&#8217;idea precisa di musica, nata negli anni &#8217;70, quando la disco e il soul dominavano la radio insieme al rock sinfonico e al pop elegante, quasi barocco. Questo album racconta quel tempo e lo trascende, interpretandone lo spirito, e va molto oltre il semplice omaggio. Oltre ad essere un disco che racconta un modo preciso di vedere il mondo, è una celebrazione di un tipo di musica che oggi è impossibile non considerare straordinaria.</p>
<p>Quello che i Daft Punk stanno facendo è molto moderno, e non sono i soli a farlo. La musica che fanno e la musica con cui sono cresciuti è stata per molto tempo considerata intrattenimento inconsistente. L&#8217;odio con cui la disco di Nile Rodgers è stata spazzata via dalla cultura popolare ha messo in secondo piano l&#8217;importanza di uno dei pochi generi musicali davvero capaci di distruggere i confini razziali e sociali del tempo, completamente. Nel mettere al centro della promozione di RAM personaggi come Rodgers, Moroder e Paul Williams i Daft Punk permettono a milioni di giovani e meno giovani di capire l&#8217;importanza della storia della musica recente, e l&#8217;impatto che questi artisti hanno avuto sulla cultura popolare. Anche la scelta di far debuttare il disco su iTunes in streaming gratuito, senza la possibilità di saltare di traccia in traccia, è parte dello stesso piano. <em>RAM</em> è fatto per essere ascoltato tutto in un colpo. Consapevoli della facilità del saltare da un brano all&#8217;altro nel mondo digitale, i robot chiedono di rallentare, prendere il tempo di essere portati con loro in un viaggio.</p>
<div class="video-shortcode"><iframe title="YouTube video player" width="600" height="350" src="http://www.youtube.com/embed/i8X7Re7PbPY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p><em>Random Access Memories</em> e tutto quello che lo circonda (in particolare le interviste realizzate da Vice per <a href="http://www.youtube.com/playlist?list=PL6uqON-thyrbyAiB8LYlhvyyIDSAHpd7s" target="_blank"><em>The Creators Project</em></a>) è un ottimo segno per chi dà importanza alla musica, e alla cultura in senso più ampio. Quando gli artisti decidono di trasmettere l&#8217;importanza di quello che fanno, i risultati possono essere spesso molto più forti di quelli che scaturiscono dagli studi di accademici e appassionati. Amir &#8220;Questlove&#8221; Thompson sta insegnando in scuole superiori la storia della musica popolare afroamericana, ne è archivista e protagonista, così come Martin Scorsese nel cinema americano e, in particolare, italoamericano; Quentin Tarantino organizza regolarmente dei festival per celebrare i suoi eroi cinematografici, e ha detto più volte di volersi dedicare esclusivamente alla storia del cinema una volta finita la sua carriera da regista e scrittore; Marc Maron nel suo podcast <em>WTF</em> sta mettendo a luce la storia della commedia americana facendo innamorare migliaia di nuovi fan. <em>Random Access Memories</em> è un atto d&#8217;amore verso la musica migliore degli ultimi trent&#8217;anni, e un album straordinario, che è già parte di quella tradizione, da ascoltare in continuazione per ritrovare il gusto dell&#8217;ambizione.</p>
<div class="video-shortcode"><iframe title="YouTube video player" width="600" height="350" src="http://www.youtube.com/embed/VVmAXWZu_PQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p><em>Se vi interessa una versione gigante dell&#8217;immagine che abbiamo usato per aprire l&#8217;articolo, andate <a href="http://static.giantbomb.com/uploads/scale_super/15/157202/2470614-kxrmwm3.jpg" rel="shadowbox[sbpost-9421];player=img;" target="_blank">qui</a>.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.playersmagazine.it/2013/05/17/daft-punk-random-access-memories/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Grande Gatsby: fra tradizione e innovazione</title>
		<link>http://www.playersmagazine.it/2013/05/16/il-grande-gatsby-fra-tradizione-e-innovazione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-grande-gatsby-fra-tradizione-e-innovazione</link>
		<comments>http://www.playersmagazine.it/2013/05/16/il-grande-gatsby-fra-tradizione-e-innovazione/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 10:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Chirichelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Players]]></category>
		<category><![CDATA[andrea chirichelli]]></category>
		<category><![CDATA[Cannes]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Il Grande Gatsby]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.playersmagazine.it/?p=9403</guid>
		<description><![CDATA[Gli adattamenti cinematografici delle opere letterarie più “classiche” ed importanti sono spesso un campo minato, sul quale innumerevoli registi e sceneggiatori sono saltati per aria. Il Grande Gatsby, probabilmente uno dei dieci romanzi americani più importanti nella storia della letteratura mondiale, vergato dalla penna di Francis Scott Fitzgerald nel 1925, ha subito innumerevoli riduzioni (termine ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gli adattamenti cinematografici delle opere letterarie più “classiche” ed importanti sono spesso un campo minato, sul quale innumerevoli registi e sceneggiatori sono saltati per aria. <em>Il Grande Gatsby</em>, probabilmente uno dei dieci romanzi americani più importanti nella storia della letteratura mondiale, vergato dalla penna di Francis Scott Fitzgerald nel 1925, ha subito innumerevoli riduzioni (termine inevitabile, quando di parla di classici) proiettate su schermi grandi o piccoli ed ogni volta il gap tra l’efficacia ed il fascino della parola scritta e lo spettacolo delle immagini in movimento si è sentito in modo più o meno evidente.<span id="more-9403"></span></p>
<p><img class="aligncenter" alt="" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/101829-the-great-gatsby.jpg" /></p>
<p>Baz Luhrmann, per raccontare l’ascesa e la caduta rovinosa di un arrampicatore sociale, sceglie il suo classico mix di dramma e commedia, iconografia classica e musica pop (che a volte “suona maluccio”), toni sgargianti e colori supersaturi. L’approccio è efficace e convincente, purchè lo spettatore capisca subito che per godersi appieno lo spettacolo bisogna venire a patti con le scelte stilistiche effettuate dal regista, che possono talvolta (e a buon diritto) far storcere il naso ai più integralisti.<br />
La prima parte del film, più grottesca, sardonica e brillante, sembra trasformare l’epopea di Gatsby in una commedia d’avanspettacolo con gag e sequenze quasi dichiaratamente comiche che lasciano inizialmente interdetti.</p>
<p><img class="aligncenter" alt="" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/Great_Gatsby-10133r.jpg" /></p>
<p>Proprio questa scelta finisce per rendere più efficace il cambio di registro che avviene a metà film, che termina con un climax palpitante durante il quale però, le immagini devono cedere il passo alla letteratura, che esce ancora una volta trionfante dal confronto con la settima arte. A destare maggiori perplessità è invece la storia d’amore tra i protagonisti, raccontata in modo eccessivamente schematico e semplicistico, quasi del tutto priva di quel pathos che si percepisce maggiormente quando l’attenzione dello script si sposta su orizzonti più ampi e sul rapporto di “stretta amicizia” tra Gatsby e Nick Carraway. Se lo spirito ed il messaggio del romanzo restano intatti, la forma scelta per raccontarli sarà inevitabilmente oggetto di polemiche e divisioni.</p>
<p><img class="aligncenter" alt="" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/The-Great-Gatsby-29.jpg" /></p>
<p>Ad essere universale dovrebbe essere invece il plauso verso Leonardo di Caprio, che firma l’ennesima, convincente, performance. Degno erede del Robert Redford classe ’74, l’attore propone un Gatsby nervoso, irrequieto, sopra le righe, ma anche capace di sciogliersi in tenerezze quasi infantili; un ibrido tra lo Hughes di <em>The Aviator</em> e il Calvin Candie di <em>Django</em>. Il suo arrivo in scena, contrappuntato dalla musica di George Gershwin è il giusto tributo ad un’icona leggendaria. Anche il resto del cast piace, seppur tra alti e bassi: Maguire è una garanzia quando si tratta di impersonare personaggi (fintamente) secondari, osservatori straniti ed increduli di realtà più grandi di loro (e, diciamolo, la “naturale” faccia da fesso dell’ex <em>Spider-man</em> aiuta molto, in questi casi). Maggiori perplessità ammantano la prova di Daisy/Carey Mulligan, oggettivamente troppo poco affascinante ed incisiva, che soffre terribilmente il confronto con la algida e statuaria Elizabeth Debicki, specie nei pochi momenti in cui le due devono condividere la scena.</p>
<p><img class="aligncenter" alt="" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/The_Great_Gatsby_2013.jpg" /></p>
<p>Detto che per godere appieno dell&#8217;opera servirebbe vederla in lingua originale e che l’inconcepibile 3D brilla per assoluta inutilità (certo che se iniziano a usarlo anche per pellicole di questo genere finisce male..), questo “nuovo” Gatsby conferma l’estro creativo di un regista mai banale, capace di giocare meglio in trasferta che in casa (<em>Australia</em>…), che riesce a confezionare in primis un bel film ed in seconda istanza una efficace trasposizione di un superclassico, senza far rimpiangere le versioni di Clayton e Nugent. Ad ogni generazione il suo Gatsby…</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.playersmagazine.it/2013/05/16/il-grande-gatsby-fra-tradizione-e-innovazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Altre distopie: Blade Runner, un film</title>
		<link>http://www.playersmagazine.it/2013/05/15/altre-distopie-blade-runner-un-film/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=altre-distopie-blade-runner-un-film</link>
		<comments>http://www.playersmagazine.it/2013/05/15/altre-distopie-blade-runner-un-film/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 07:56:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Passarello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[blade runner]]></category>
		<category><![CDATA[Burroughs]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[ridley scott]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.playersmagazine.it/?p=9397</guid>
		<description><![CDATA[Probabilmente sapete tutti che il celeberrimo film Blade Runner è tratto dal romanzo Do Androids Dream of Electric Sheep? di Philip K. Dick (pubblicato in Italia con vari titoli differenti). Non tutti, però, sanno che il titolo del film viene da un romanzo di un autore completamente diverso, il semisconosciuto Alan E. Nourse, che pubblicò ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente sapete tutti che il celeberrimo film <em>Blade Runner</em> è tratto dal romanzo <em>Do Androids Dream of Electric Sheep</em>? di Philip K. Dick (pubblicato in Italia con vari titoli differenti). <span id="more-9397"></span>Non tutti, però, sanno che il titolo del film viene da un romanzo di un autore completamente diverso, il semisconosciuto Alan E. Nourse, che pubblicò il suo <em>The Bladerunner</em> (uscito in Italia come <em>Medicorriere</em>) nel 1974, e che in questo scambio di titoli fu coinvolto anche lo scrittore William S. Burroughs. Questi, infatti, si era messo in testa di portare sullo schermo il romanzo di Nourse, e scrisse un testo intitolato<em> Blade Runner, a Movie</em> (l’edizione italiana lo definisce una sceneggiatura, ma in realtà è piuttosto un “trattamento”, cioè un testo che descrive ciò che si dovrebbe vedere nel film, ma è privo di dialoghi o di una divisione in scene). Nessun film fu mai tratto dalla versione di Burroughs. Tuttavia lo sceneggiatore Hampton Fancher ne venne a conoscenza e, quando si trovò a lavorare sul film tratto dal romanzo di Dick, propose al regista Ridley Scott di prendere “a prestito” il titolo (cosa che Scott fece, ottenendo legalmente i diritti).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/Blade_runner_600.jpg" rel="shadowbox[sbpost-9397];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-9399" alt="Blade_runner_600" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/Blade_runner_600.jpg" width="500" height="750" /></a></p>
<p>Il testo di Nourse/Burroughs non ha nulla in comune col romanzo di Dick e col film di Scott, se non per il fatto di essere ambientato in un futuro distopico. Nell’universo di <em>The Bladerunner</em> non ci sono replicanti in fuga, ma una società che obbliga le persone ad accettare la sterilizzazione, pena la rinuncia a qualunque forma di assistenza medica. I bladerunner del titolo sono corrieri clandestini che forniscono ai pazienti prestazioni mediche da mercato nero.</p>
<p>Nel reinterpretare il romanzo di Nourse, Burroughs ci aggiunge le sue ossessioni personali (per esempio l’omosessualità), e lo rende ancora più “nero”, trasformando l’epidemia di meningite dell’originale in un cancro accelerato che, oltre a deformare e distruggere il corpo della vittima, provoca anche attacchi di frenesia sessuale; il tutto è calato in un contesto politico in cui il sistema sanitario è visto come una forma di controllo volta a eliminare tutti i “diversi” dal punto di vista etnico, sessuale, politico o economico.</p>
<p><em>Blade Runner, a Movie</em> si può senz’altro considerare un’opera minore di Burroughs, che riprende temi e atmosfere presenti in modo più compiuto in altri romanzi, e che sembra un po’ soffrire della propria natura “ibrida”, allontanandosi spesso da ciò che potrebbe effettivamente essere realizzabile in un film, ma nel contempo senza raggiungere l’assoluta libertà formale espressa nei cut-up di opere come <em>Il pasto nudo</em>.</p>
<p>Il testo è comunque molto interessante, anche per i suoi aspetti profetici. Burroughs descrive, con alcuni anni di anticipo sull’apparizione dell’AIDS, un’epidemia collegata alla sessualità e che colpisce in prevalenza le categorie sociali “indesiderate”, ricostruisce in modo esasperato ma calzante i meccanismi dell’odio sociale e propone una visione paranoica del sistema sanitario, visto come un meccanismo di controllo dominato dal governo e dalle case farmaceutiche, che, letta oggi, appare straordinariamente attuale (anche nei suoi aspetti deleteri, come l’esaltazione di pseudoscienze quali la dianetica o l’orgonica di Wilhelm Reich), mentre c’è gente che manifesta contro le vaccinazioni e le “scie chimiche”.</p>
<p>L’edizione italiana, tradotta e curata da Riccardo Gramantieri, aggiunge al testo una ricca introduzione e note a piè di pagina che forniscono al lettore tutto l’inquadramento storico necessario. Peccato solo che, come purtroppo quasi sempre accade in Italia, la traduzione, per molti versi corretta e attenta alle sfumature di linguaggio, inciampi su banali termini tecnici, per cui una parola comune come “chlorine” viene tradotta con un errato “clorina” invece che con il corretto “cloro”, ed è solo un esempio.</p>
<p dir="ltr"><em>Titolo libro: Blade Runner, un film<br />
Autore: William S. Burroughs<br />
Editore: Mimesis<br />
Anno: 1979 (ITA: 2012)<br />
Prezzo di copertina: €8,00<br />
Pagine: 80<br />
Edizione recensita: ITA</em></p>
<p dir="ltr">&#8212;</p>
<p dir="ltr">Questo pezzo è tratto da <strong>Players 21</strong>, che potete scaricare gratuitamente dal nostro <a href="http://www.playersmagazine.it/archivio-pdf/" target="_blank">Archivio</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.playersmagazine.it/2013/05/15/altre-distopie-blade-runner-un-film/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>The X Playlist Vol.24: The May 2013 Playlist</title>
		<link>http://www.playersmagazine.it/2013/05/13/the-x-playlist-vol-24-the-may-2013-playlist/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=the-x-playlist-vol-24-the-may-2013-playlist</link>
		<comments>http://www.playersmagazine.it/2013/05/13/the-x-playlist-vol-24-the-may-2013-playlist/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 May 2013 17:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso De Benetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[the x playlist]]></category>
		<category><![CDATA[covers]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[playlist]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.playersmagazine.it/?p=9391</guid>
		<description><![CDATA[Torniamo con una selezioni di pezzi che ci (mi) hanno colpito di recente, con alcuni grandi ritorni di artisti già apparsi su Players (magazine) o in questa rubrica. Come sempre le mie playlist tendono ad essere più adatte ad un viaggio notturno in macchina più che alla riviera romagnola. Per rimediare, nelle prossime settimane cercherò ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Torniamo con una selezioni di pezzi che ci (mi) hanno colpito di recente, con alcuni grandi ritorni di artisti già apparsi su <strong>Players</strong> (magazine) o in questa rubrica. Come sempre le mie playlist tendono ad essere più adatte ad un viaggio notturno in macchina più che alla riviera romagnola. Per rimediare, nelle prossime settimane cercherò di uscire un attimo dal loop tradizionale di The X Playlist per presentarvi almeno un paio di raccolte a tema. Buon ascolto!<span id="more-9391"></span></p>
<p>Il link alla <a href="http://www.youtube.com/watch?v=RtaOxwOHLxk&amp;list=PLtbn4YUjpXO86B6C-eVrDAbgRto6R9Jby" target="_blank">playlist su YouTube è questo</a>. Trovate il link Spotify qui sotto, cliccando sul player la playlist vi si aprirà direttamente nel client.</p>
<p><iframe src="https://embed.spotify.com/?uri=spotify:user:tommasodb:playlist:3L8kpq8n5dRfHc7ArTm0Nv" height="380" width="300" frameborder="0"></iframe></p>
<p>1) Symptoms &#8211; Atlas Genius</p>
<p><object width="100%" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/RtaOxwOHLxk?hl=it_IT&amp;version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="100%" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/RtaOxwOHLxk?hl=it_IT&amp;version=3" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p>2) <a href="http://www.youtube.com/watch?v=LWSmBRwwpYE">Conquest of Spaces &#8211; Woodkid</a></p>
<p>3) <a href="http://www.youtube.com/watch?v=uthXPbvZJok" target="_blank">Pretty Face &#8211; Soley</a></p>
<p>4) <a href="http://www.youtube.com/watch?v=uHIHxUuHhdE" target="_blank">Amsterdam &#8211; Daughter</a></p>
<p>5) <a href="http://www.youtube.com/watch?v=PLNFObUiEr0" target="_blank">Beekeeper &#8211; Keaton Henson</a></p>
<p>6) Retrograde &#8211; James Blake</p>
<p><object width="100%" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/6p6PcFFUm5I?hl=it_IT&amp;version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="100%" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/6p6PcFFUm5I?hl=it_IT&amp;version=3" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p>7) <a href="http://www.youtube.com/watch?v=rPtna3Thvzc" target="_blank">Slave &#8211; Yeah Yeah Yeahs</a></p>
<p>8) Something good &#8211; Alt-J</p>
<p><object width="100%" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/aNYjOVo5IEw?hl=it_IT&amp;version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="100%" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/aNYjOVo5IEw?hl=it_IT&amp;version=3" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p>9) <a href="http://www.youtube.com/watch?v=DE5DXUfX0cc" target="_blank">Fantasy &#8211; MS MR</a></p>
<p>10) <a href="https://soundcloud.com/sinnbus/the-das-have-no-fear-edit" target="_blank">Have No fear &#8211; The/Das (SoundCloud)</a></p>
<p>11) Earthquake &#8211; Ssion</p>
<p><object width="100%" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/eTjF5JZ_v7M?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="100%" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/eTjF5JZ_v7M?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p>12) <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ADP65wbBUpc" target="_blank">Keep Your Head Up &#8211; Ben Howard</a></p>
<p>13) <a href="http://www.youtube.com/watch?v=uV1gRybR9TE" target="_blank">Heart of Nowhere &#8211; Noah and the Whale</a></p>
<p>14) <a href="http://www.youtube.com/watch?v=V-Mo8GWVS4c" target="_blank">Paragraph Nights &#8211; DRGN KING</a></p>
<p style="text-align: center;"> <a href="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/2013-05-13-07.49.48-pm.jpg" rel="shadowbox[sbpost-9391];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-9393" alt="2013-05-13 07.49.48 pm" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/2013-05-13-07.49.48-pm.jpg" width="600" height="330" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.playersmagazine.it/2013/05/13/the-x-playlist-vol-24-the-may-2013-playlist/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Possono i videogiochi stressare i bambini e condizionarne la crescita?</title>
		<link>http://www.playersmagazine.it/2013/05/10/possono-i-videogiochi-stressare-i-bambini-e-condizionarne-la-crescita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=possono-i-videogiochi-stressare-i-bambini-e-condizionarne-la-crescita</link>
		<comments>http://www.playersmagazine.it/2013/05/10/possono-i-videogiochi-stressare-i-bambini-e-condizionarne-la-crescita/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 May 2013 08:33:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ospite</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Videogiochi]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[mmo]]></category>
		<category><![CDATA[mmo.it]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>
		<category><![CDATA[videogiochi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.playersmagazine.it/?p=9368</guid>
		<description><![CDATA[I videogiochi vengono spesso considerati causa di ogni sorta di problema sociale, in particolar modo quando si parla di bambini. La violenza, l&#8217;obesità e la pigrizia sono solo la punta dell&#8217;iceberg. Un recente articolo scritto da Amanda Enayati (in lingua inglese) aggiunge a questa lunga lista un nuovo potenziale problema: lo stress. Sarà vero che ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I videogiochi vengono spesso considerati causa di ogni sorta di problema sociale, in particolar modo quando si parla di bambini. La violenza, l&#8217;obesità e la pigrizia sono solo la punta dell&#8217;iceberg. <a href="http://www.pbs.org/mediashift/2013/03/do-videogames-cause-stress-in-kids-its-complicated074" target="_blank">Un recente articolo scritto da Amanda Enayati</a> (in lingua inglese) aggiunge a questa lunga lista un nuovo potenziale problema: lo stress.<span id="more-9368"></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/children-video-game.jpg" rel="shadowbox[sbpost-9368];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-9384" alt="children-video-game" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/children-video-game.jpg" width="468" height="354" /></a></p>
<p>Sarà vero che i videogiochi possono rendere più difficile per un ragazzo sentirsi felice e rilassato? Enayati, giornalista della CNN e corrispondente presso PBS MediaShift, afferma che esistono studi a supporto sia di ipotesi pro che contro. Cerchiamo quindi di esaminare il tema per cercare di capire in che modo i videogiochi potrebbero rivelarsi stressanti o nocivi per i bambini.</p>
<p>Nella prefazione del suo articolo, Amanda dice di aver sentito parlare di stress e videogiochi ad una conferenza dove, ironia della sorte, era stata invitata per parlare di come i videogames aiutano gli atleti e i soldati a controllare meglio l&#8217;ansia e lo stress post-traumatico. Qualcuno ha sollevato una domanda importante, ovvero se e come una lunga sessione di gioco potesse influenzare lo stato d&#8217;animo di un bambino durante la giornata. Vari studi hanno dimostrato come lo stress in generale possa avere effetti negativi sulla salute, causando ad esempio pressione alta, malattie cardiache e persino depressione. Che pure lo stress relativo al gioco possa portare a complicazioni di salute simili?</p>
<p><strong>Lo stress può essere positivo</strong></p>
<p>Chris Ferguson, presidente del dipartimento di psicologia e comunicazione presso la Texas A&amp;M International University, sostiene che la questione è inconcludente e che probabilmente il gioco non ha un ruolo importante nel causare problemi di salute dovuti allo stress, facendo notare che c&#8217;è un divario notevole tra i dati raccolti e il modo in cui vengono interpretati, e che i ricercatori spesso finiscono per rispondere influenzati da pressioni sociali e politiche. Ferguson sostiene persino lo stress da gioco sì esiste, ma che si tratta di uno stress positivo, simile a quello che si potrebbe provare partecipando ad uno sport o leggendo un libro accattivante. Infine, sottolinea come l&#8217;utilizzo di videogioco possa avere influenze sia positive che negative, a seconda dell&#8217;utilizzo effettivo e dello stato d&#8217;animo che si ha nel momento in cui si decide di giocare.</p>
<p><strong>Il gioco è un rischio per la salute</strong></p>
<p>Brad Bushman, professore di psicologia e comunicazione presso la Ohio State University, si trova in forte disaccordo con quanto sostiene Ferguson. Bushman afferma come gli studi indichino conclusivamente che i videogiochi causano aggressività, aumentando la rabbia e diminuendo l&#8217;empatia. Bushman cita un&#8217;analisi di 136 documenti che hanno preso in esame più di 130.000 giocatori in tutto il mondo, sia uomini che donne, giovani e anziani. Quest&#8217;analisi condotta nel 2010 ha trovato una forte correlazione tra il gioco e i più elevati livelli di stress, tra cui l&#8217;ipertensione e l&#8217;aumento della frequenza cardiaca.</p>
<p><strong>La sindorme Locked-in</strong></p>
<p>Una terza testimonianza viene dal Dr. Rajita Sinha, direttore dello Yale Stress Center e professore di psichiatria, neurobiologo e studioso di soggetti in età infantile alla Yale University School di Medicina. Sinha crede che i dati siano ancora inconcludenti, ma raccomanda cautela quando si tratta di bambini e gioco. Afferma che quando ci si concentra su un&#8217;attività per lunghe sessioni, si comincia ad avvertire una strana forma di “stress in corso”. Se il gioco comincia ad essere un&#8217;attività molto impegnativa e che mina la nostra attenzione, può avere un effetto negativo sui nostri lobi frontali, i quali sono responsabili del processo decisionale e dell&#8217;attenzione. Questa sindrome viene definita &#8220;Locked-in&#8221; e può avere lo stesso effetto di una dipendenza. Per i bambini, questo può rivelarsi particolarmente problematico perchè le parti del cervello sono ancora in fase di sviluppo, in particolar modo quelle responsabili del buon senso e della capacità di concentrarsi.</p>
<p><strong>In conclusione</strong></p>
<p>Abbiamo esposto tre pareri importanti prevenienti da fonti decisamente diverse, il che ci permette di avere una panoramica della questione sufficientemente attendibile. Potremo quindi concludere dicendo che, indipendentemente dall&#8217;età, l&#8217;equilibrio e la moderazione sono importanti al fine di non subire effetti negativi dovuti a lunghe sessioni di gioco. Allo stesso tempo non è facile stabilire se un gioco sia meglio o peggio di un altro, dato che una stessa esperienza potrebbe essere gratificante per alcuni e stressante per altri.</p>
<p>Sappiamo anche che un MMO o un qualsiasi videogioco in generale può rappresentare un elemento positivo nella vita di un bambino in crescita. Nei casi migliori, i videogiochi possono insegnare e promuovere la creatività. Allo stesso tempo però, è anche vero che le capacità intellettive dei bambini sono ancora in fase di sviluppo e potrebbero essere ostacolate dal punto di vista dell&#8217;attenzione e del giudizio. E&#8217; bene ribadire che ogni bambino è diverso da un altro, e che ciò che per un soggetto può risultare stressante per un altro potrebbe semplicemente rappresentare una fonte di divertimento senza effetti collaterali.</p>
<p>Detto questo, i genitori sono forse i più attrezzati per valutare le esperienze dei propri figli in rapporto al gioco, e pertanto sono anche tenuti a determinare ciò che per i loro bambini può rivelarsi inadatto e talvolta nocivo. Mentre le discussioni sul fattore stress collegato al gioco sono ancora in corso, i genitori possono già fin da subito stabilire in quale misura sia giusto far giocare i propri figli ai videogiochi.</p>
<p><em>Questo articolo è stato fornito dalla redazione di<a href=" http://www.giochi-mmo.it" target="_blank"> giochi-mmo.it,</a> un sito italiano dedicato interamente al mondo dei giochi MMO free to play e consigliato a tutti gli appassionati di videogiochi online.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.playersmagazine.it/2013/05/10/possono-i-videogiochi-stressare-i-bambini-e-condizionarne-la-crescita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>audioPLAYER(S) Vol. 16</title>
		<link>http://www.playersmagazine.it/2013/05/10/audioplayers-vol-16/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=audioplayers-vol-16</link>
		<comments>http://www.playersmagazine.it/2013/05/10/audioplayers-vol-16/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 May 2013 07:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Del Bo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Players]]></category>
		<category><![CDATA[the x playlist]]></category>
		<category><![CDATA[8tracks]]></category>
		<category><![CDATA[cult of luna]]></category>
		<category><![CDATA[david bowie]]></category>
		<category><![CDATA[depeche mode]]></category>
		<category><![CDATA[elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[kvelertak]]></category>
		<category><![CDATA[mixcloud]]></category>
		<category><![CDATA[music]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[players 21]]></category>
		<category><![CDATA[playlist]]></category>
		<category><![CDATA[rock]]></category>
		<category><![CDATA[Spotify]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.playersmagazine.it/?p=9372</guid>
		<description><![CDATA[Prese le misure con la nuova uscita bimestrale rieccoci puntuali (puntuali mica troppo, maledetto lavoro) con la colonna sonora del nuovo numero di Players. Al Duca Bianco e ai Depeche Mode l&#8217;onore di aprire il nuovo audioPLAYER(S), due nomi che, giusto per i più distratti, segnano il ritorno di due pesi massimi nella storia della ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Prese le misure con la nuova uscita bimestrale rieccoci puntuali (puntuali mica troppo, maledetto lavoro) con la colonna sonora del nuovo numero di <strong>Players</strong>. Al Duca Bianco e ai Depeche Mode l&#8217;onore di aprire il nuovo<strong> audioPLAYER(S)</strong>, due nomi che, giusto per i più distratti, segnano il ritorno di due pesi massimi nella storia della musica contemporanea accompagnati da due band forse un pochino più di genere e di nicchia come i Cult of Luna, il cui ritorno era comunque atteso spasmodicamente dai fan di quel rock duro ed eclettico che tanto ci piace, e i Kvelertak che con la loro miscela esplosiva di rock scandinavo e metal estremo sono pronti a infiammare le casse dello stereo della vostra auto mentre girate con i finestrini rigorosamente abbassati e il gomito appoggiato fuori.<br />
E adesso via, scegliete il servizio che più preferite fra <a href="http://www.mixcloud.com/PlayersMagazine/audioplayers-16/" title="audioPLAYER(S) su Mixcloud" target="_blank">Mixcloud</a>, <a href="http://8tracks.com/matteo-zel/audioplayer-s-vol-16/" title="audioPLAYER(S) su 8Tracks" target="_blank">8tracks </a>e <a href="http://open.spotify.com/user/matteo_zel/playlist/73rczu8Ye7KzEcUmLphsZ8" title="audioPLAYER(S) su Spotify" target="_blank">Spotify </a>e dateci dentro con gli ascolti!</p>
<p><iframe width="300" height="300" src="//www.mixcloud.com/widget/iframe/?feed=http%3A%2F%2Fwww.mixcloud.com%2FPlayersMagazine%2Faudioplayers-16%2F&#038;embed_uuid=7df20316-9442-4d69-8dc2-83db6aad91ae&#038;stylecolor=&#038;embed_type=widget_standard" frameborder="0"></iframe></p>
<div style="clear:both; height:3px; width:292px;"></div>
<p style="display:block; font-size:12px; font-family:Helvetica, Arial, sans-serif; margin:0; padding: 3px 4px; color:#02a0c7; width:292px;"><a href="http://www.mixcloud.com/PlayersMagazine/audioplayers-16/?utm_source=widget&amp;utm_medium=web&amp;utm_campaign=base_links&amp;utm_term=resource_link" target="_blank" style="color:#02a0c7; font-weight:bold;">AudioPLAYER(S) #16</a><span> by </span><a href="http://www.mixcloud.com/PlayersMagazine/?utm_source=widget&amp;utm_medium=web&amp;utm_campaign=base_links&amp;utm_term=profile_link" target="_blank" style="color:#02a0c7; font-weight:bold;">Players Magazine</a><span> on </span><a href="http://www.mixcloud.com/?utm_source=widget&#038;utm_medium=web&#038;utm_campaign=base_links&#038;utm_term=homepage_link" target="_blank" style="color:#02a0c7; font-weight:bold;"> Mixcloud</a></p>
<div style="clear:both; height:3px;"></div>
<p><span id="more-9372"></span></p>
<p>In questo numero:</p>
<p>Depeche Mode, <em>Delta Machine</em>:<br />
&#8221;  Ma veniamo a bomba: Delta Machine trasuda di quella classe tipica del trio, con partiture eccellenti e un pop tecnologico ai limiti dell’avanguardia, appunto, caratteristica tipica della band dagli esordi.&#8221;</p>
<p>David Bowie, <em>the Next Day</em>:<br />
&#8220;David Bowie è il paradigma dell’essenza delle filosofie pirandelliane, una maschera, una tela nera su cui “la gente scrive i propri sogni”, come diranno di lui Fred Firth e Howard Howe in Art Intro Pop.&#8221;</p>
<p>Kvelertak, <em>Meir</em>:<br />
&#8220;&#8230; i Kvelertak, muscolosa creatura rock’n’roll che si alimenta con il calore della nera fiamma e sforna, nel giro di tre anni, due dischi che fanno impazzire pubblico, critica e pure John Baizley (Baroness, ma non serviva specificarlo vero?)&#8221;</p>
<p>Cult of Luna, <em>Vertikal</em>:<br />
&#8220;Cinque lunghi, lunghissimi anni sono stati il tempo che i Cult of Luna si sono presi per trasformare in musica il capolavoro della fantascienza d’annata Metropolis&#8221;</p>
<p>Vi ricordo che potete seguirci su Mixcloud dal nostro profilo <a title="Players@Mixcloud" href="http://www.mixcloud.com/PlayersMagazine/" target="_blank">http://www.mixcloud.com/PlayersMagazine/</a> per rimanere sempre aggiornati sulle uscite di <strong>audioPLAYER(S)</strong> e che la cover è sempre ad opera di <a title="Darkalia~deviantart" href="http://darkalia.deviantart.com/" target="_blank">Sara D&#8217;Onofrio</a>.<a href="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/players.jpg" rel="shadowbox[sbpost-9372];player=img;"></p>
<p><img src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/players-300x300.jpg" alt="audioPLAYER(S) Cover" width="300" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-9379" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.playersmagazine.it/2013/05/10/audioplayers-vol-16/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Players 21 // Sommario</title>
		<link>http://www.playersmagazine.it/2013/05/08/players-21-sommario/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=players-21-sommario</link>
		<comments>http://www.playersmagazine.it/2013/05/08/players-21-sommario/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 May 2013 06:34:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Players]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[comics]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[players 21]]></category>
		<category><![CDATA[social]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
		<category><![CDATA[videogiochi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.playersmagazine.it/?p=9351</guid>
		<description><![CDATA[A due mesi dall&#8217;uscita precedente, torna Players con un numero ricchissimo d&#8217;immagini, tanto che abbiamo deciso di remixare le rubriche e distribuirle diversamente all&#8217;interno dalla rivista: fateci sapere se la scelta vi piace! Il numero prosegue con una sezione cinema che unisce autori sacri (William Friedkin, Terrence Malick, John Cassavetes, Paul Thomas Anderson) e profani (Guillelmo Del ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A due mesi dall&#8217;uscita precedente, torna <strong>Players</strong> con un numero ricchissimo d&#8217;immagini, tanto che abbiamo deciso di remixare le rubriche e distribuirle diversamente all&#8217;interno dalla rivista: fateci sapere se la scelta vi piace! Il numero prosegue con una sezione cinema che unisce autori sacri (William Friedkin, Terrence Malick, John Cassavetes, Paul Thomas Anderson) e profani (Guillelmo Del Toro e i folli registi trattati da Players Grindhouse), un Gramophone che fra le altre cose discute i nuovi lavori di due giganti della musica (Bowie e Depeche Mode), e una sezione letteratura trova il tempo di esplorarsi la sceneggiatura originale di <em>Blade Runner</em>. Buona lettura!</p>
<p>Il sommario di <strong>Players 21 </strong>è disponibile dopo le immagini, il PDF invece è scaricabile dal nostro <a href="http://www.playersmagazine.it/archivio-pdf/">Archivio</a>.</p>
<p><span id="more-9351"></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://read.uberflip.com/i/128928" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-9352" alt="cover_600" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/cover_600.jpg" width="600" height="774" /></a></p>
<h3>Qualche screen dall&#8217;interno del numero:</h3>
<p><a href="http://read.uberflip.com/i/128928" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-9353" alt="1" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/1.jpg" width="400" height="256" /></a></p>
<p><a href="http://read.uberflip.com/i/128928" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-9354" alt="5" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/5.jpg" width="400" height="256" /></a></p>
<p><a href="http://read.uberflip.com/i/128928" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-9355" alt="4" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/4.jpg" width="400" height="257" /></a></p>
<p><a href="http://read.uberflip.com/i/128928" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-9357" alt="2" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/2.jpg" width="400" height="256" /></a></p>
<p><a href="http://read.uberflip.com/i/128928" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-9356" alt="3" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/3.jpg" width="400" height="257" /></a></p>
<h3>Nel numero 21 di Players:</h3>
<p><strong>Arte:</strong> Thomas Burns / di Andrea Chirichelli<br />
<strong>Still:</strong> Carola Ducoli / di Andrea Chirichelli<br />
<strong>Cinema:</strong> Speciale William Friedkin / di Sara Sagrati<br />
<strong>Cinema:</strong> Speciale Guillelmo Del Toro / di Nicola Cupperi<br />
<strong>Cinema:</strong> Speciale Terrence Malick / di Fiaba Di Martino<br />
<strong>Cinema:</strong> Speciale John Cassavetes / di Lorenzo Pedrazzi<br />
<strong>Cinema:</strong> Speciale Paul Thomas Andreson / di Marco Valerio<br />
<strong>Cinema:</strong> Players Grindhouse 15: Spaghetti Stellari – Parte 2 / di Piero Ciccioli<br />
<strong>The Gramophone:</strong> Recensione di The Next Day di David Bowie / di Ilaria Rebecchi<br />
<strong>The Gramophone:</strong> Recensione di Mier dei Kvelertak / di Matteo del Bo<br />
<strong>The Gramophone:</strong> Recensione di Delta Machine dei Depeche Mode / di Ilaria Rebecchi<br />
<strong>The Gramophone:</strong> Recensione di Vertikal dei Cult of Luna / di Matteo del Bo<br />
<strong>Arte:</strong> Riccardo Guasco / di Andrea Chirichelli<br />
<strong>Still:</strong> Hernan Corera / di Andrea Chirichelli<br />
<strong>Letteratura: </strong>Scatola Nera  – Jennifer Egan / di Marco Passarello<br />
<strong>Letteratura: </strong>Blade Runner, un film – William S. Burroughs / di Marco Passarello<br />
<strong>Letteratura:</strong> Gioco Mortale – Neal Stephenson / di Marco Passarello<br />
<strong>Comics:</strong> Sailor Twain o la Sirena dell&#8217;Hudson &#8211; Mark Twain / di Dario Oropallo<br />
<strong>Videogiochi:</strong> Figli di una console minore / di Andrea Chirichelli<br />
<strong>Videogiochi:</strong> La doppia faccia dell&#8217;emulazione / di Andrea Chirichelli<br />
<strong>Videogiochi:</strong> Action game made in Japan: il cigno sta cantando? / di Enzo D&#8217;Armenio<br />
<strong>Videogiochi:</strong> Riot: sommossa digitale / di Claudio Magistrelli<br />
<strong>Arte:</strong> Claudia Palmarucci / di Andrea Chirichelli<br />
<strong>Still:</strong> Anita Filipponi / di Andrea Chirichelli</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.playersmagazine.it/2013/05/08/players-21-sommario/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>15 serie meglio di Lost &#8211; Epilogo (Italia)</title>
		<link>http://www.playersmagazine.it/2013/05/06/15-serie-meglio-di-lost-epilogo-italia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=15-serie-meglio-di-lost-epilogo-italia</link>
		<comments>http://www.playersmagazine.it/2013/05/06/15-serie-meglio-di-lost-epilogo-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 May 2013 08:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emilio Bellu</dc:creator>
				<category><![CDATA[speciale]]></category>
		<category><![CDATA[TV]]></category>
		<category><![CDATA[15 Serie Meglio di Lost]]></category>
		<category><![CDATA[Epilogo]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[serie tv]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.playersmagazine.it/?p=9291</guid>
		<description><![CDATA[Dopo quasi due anni e mezzo, 15 serie meglio di Lost è arrivata alla fine, nonostante la ricchezza dell&#8217;argomento permetterebbe di parlare di molte altre serie: Seinifeld, The Shield, Six Feet Under, Un medico tra gli orsi, Angel… e tante altre come I Love Lucy, Monthy Pithon Flying Circus, Black Books, Ai confini della realtà, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo quasi due anni e mezzo, <em>15 serie meglio di Lost</em> è arrivata alla fine, nonostante la ricchezza dell&#8217;argomento permetterebbe di parlare di molte altre serie: <em>Seinifeld</em>, <em>The Shield</em>, <em>Six Feet Under</em>, <em>Un medico tra gli orsi</em>, <em>Angel</em>… e tante altre come<em> I Love Lucy</em>, <em>Monthy Pithon Flying Circus</em>, <em>Black Books,</em> <em>Ai confini della realtà</em>, e altre produzioni del passato meno recente. Ma credo che la selezione fatta nella nostra panoramica possa permettere di conoscere alcune delle pietre miliari della televisione, e di scoprire qualche capolavoro meno conosciuto, quanto meno in Italia. Tutte e quindici le serie di cui abbiamo parlato sono lavori straordinari, che dimostrano la vitalità della narrativa televisiva, che In questi due anniè, se possibile, ancora aumentata.</p>
<p>Serie come <em>Breaking Bad</em> stanno per arrivare alla fine, e saranno un caposaldo di liste come queste per molto tempo, così come <em>Mad Men</em>, il cui impatto ha ridefinito la cultura popolare e il senso dello stile negli ultimi anni, e ha ispirato <em>The Hours</em>, uno straordinario sguardo all&#8217;Inghilterra della seconda metà del secolo scorso. <em>Game of Thrones</em> ha catturato l&#8217;attenzione dei fan come pochissimi lavori negli ultimi anni, sdoganando il fantasy quanto e più della trilogia cinematografica de <em>Il Signore degli anelli</em>. <em>Homeland</em> è discussa da fan e giornalisti sia per la sua qualità che per quello che dice sul rapporto degli USA con il mondo; e il successo di <em>House of Cards</em> ha dimostrato che c&#8217;è spazio per creare contenuti originali su piattaforme online: molte compagnie stanno lavorando con un certo livello di successo su youtube per creare narrative seriali molto compresse, con episodi di cinque minuti circa.</p>
<p>E anche al di fuori del mondo anglofono la situazione sta maturando. In Scandinavia, in particolare, la produzione di serie thriller sta attirando l&#8217;attenzione di tutto il mondo. <em>The Following</em> è stata adattata anche negli USA, mentre <em>Wallander</em> è stata portata sugli schermi britannici Serie come <em>Borgias</em> e l&#8217;imminente <em>Crossing the Line</em> cercano di trovare un modo per coniugare sensibilità Hollywoodiana e Europea. Ma la mancanza di un linguaggio comune rende complessa la creazione di serie con un respiro che vada oltre il loro paese d&#8217;origine.</p>
<p><a href="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/breaking-bad.jpg" rel="shadowbox[sbpost-9291];player=img;"><img class="aligncenter size-full wp-image-9295" alt="breaking-bad" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/breaking-bad.jpg" width="640" height="360" /></a></p>
<p>Ma quello che non è molto cambiato è la situazione italiana. Dispiace non aver potuto inserire alcuna serie televisiva nostrana nella nostra retrospettiva, ma non avrebbe avuto senso. Il nostro paese ha creato e crea serie vedibili, ma ben poco di memorabile. Al di là di <em>Boris</em>, quasi nessuna serie ha realmente convinto e coinvolto gli spettatori.</p>
<p>La situazione degli anni recenti è piuttosto magra anche nel caso dei film, ma credo che il nostro paese abbia bisogno enorme di buoni serial, ancora più di quanto ne abbia di buoni film. Nella scelta delle 15 serie ho dato molta importanza al modo in cui le storie raccontate in televisione hanno interpretato il reale. Serie come <em>The West Wing</em>, <em>Friday Night Lights</em>, <em>The Wire</em>, <em>I Soprano</em> e <em>24</em> hanno contribuito in modi molto diversi, spesso controversi, ad un dialogo su argomenti molto scottanti durante gli anni in cui sono state prodotte e messe in onda. Hanno permesso agli spettatori di riunirsi dopo ogni episodio e discutere delle interpretazioni date dagli show, trovare le loro, avere una nuova prospettiva.</p>
<p>Le serie televisive, in questo senso, sono importanti quanto i notiziari e i programmi di approfondimento, esattamente come un romanzo di finzione può illuminare quanto e più di un saggio. Se le priorità di chi racconta le notizie sono la precisione, la trasparenza è la lucidità, chi racconta storie deve in primo luogo coinvolgere e sfidare la realtà, liberando i concetti dal giogo dei fatti per poter presentare visioni del mondo che possono terrorizzare, divertire, illuminare, ispirare. Sono un modo per dare respiro alla vita, creare aspirazioni o anche solo dare la possibilità di guardare al mondo con più lucidità e leggerezza.</p>
<p><a href="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/thumb.jpg" rel="shadowbox[sbpost-9291];player=img;"><img class="aligncenter size-full wp-image-9296" alt="The Wire Streets" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/thumb.jpg" width="600" height="396" /></a></p>
<p>Da un certo punto di vista viene il sospetto che il nostro paese non senta il bisogno di grande narrativa perché ha difficoltà a distinguere la verità dalla finzione. Alcuni speciali di <em>Servizio Pubblico</em> hanno uno stile più cinematografico delle fiction nostrane, che d&#8217;altronde hanno grandissime difficoltà ad essere prodotte, come dimostra il recente caso di <a href="http://www.playersmagazine.it/2013/01/09/gomorra-in-tv-la-politica-che-uccide-le-storie/"><em>Gomorra</em></a>. E il modo in cui i giornalisti sono abituati a spettacolarizzare cronaca e, soprattutto, politica, ha dato modo al paese di trasformarsi in un perenne reality show in cui tutto è molto confuso, e la mancanza di etica riguardo alla precisione dei fatti raccontati (le insinuazioni sono più frequenti dei racconti dei fatti, le errate corrige sono un miracolo) fa sì che gli spettatori restino affascinati da un racconto tanto mediocre quanto economico da produrre, a cui tantissimi vogliono partecipare, sempre.</p>
<p>La narrativa, invece, si prende la responsabilità di prendere una posizione con più dignità di molto giornalismo nostrano. La narrativa non pretende di essere verità: ma permette a chi ne fa esperienza di decidere quali elementi della stessa portare nel loro quotidiano. In un paese fondamentalmente analfabeta e confuso come il nostro, produrre grande narrativa e comunicare è fondamentale. La salute della narrativa di un paese può essere uno dei migliori segnali della maturità dello stesso. Anche per questo ho scritto questa serie, per sottolineare come la migliore narrativa sia collegata a doppio filo con il mondo che racconta. Lo arricchisce e se ne nutre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_9297" class="wp-caption aligncenter" style="width: 630px"><a href="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/rsz_60188-buffy-the-vampire-slayer-buffy-the-vampire-slayer.jpg" rel="shadowbox[sbpost-9291];player=img;"><img class="size-full wp-image-9297" alt="Due anni dopo: ancora imbattuti. " src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/rsz_60188-buffy-the-vampire-slayer-buffy-the-vampire-slayer.jpg" width="620" height="350" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Due anni dopo: ancora imbattuti.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>15 SERIE MEGLIO DI LOST:</strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.playersmagazine.it/2011/11/14/quindici-serie-meglio-di-lost-introduzione/">Introduzione &#8211; Lost</a></strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.playersmagazine.it/2011/11/30/quindici-serie-meglio-di-lost-1-buffy-lammazzavampiri/">1 &#8211; Buffy L&#8217;ammazzavampiri</a>   </strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.playersmagazine.it/2011/12/12/quindici-serie-meglio-di-lost-2-twin-peaks/">2 - Twin Peaks </a></strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.playersmagazine.it/2011/12/18/quindici-serie-meglio-di-lost-3-friday-night-lights/">3 - Friday Night Lights</a></strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.playersmagazine.it/2012/01/17/quindici-serie-meglio-di-lost-4-the-office/">4 &#8211; The Office</a></strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.playersmagazine.it/2012/02/08/quindici-serie-meglio-di-lost-5-the-west-wing/">5 &#8211; The West Wing</a></strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.playersmagazine.it/2012/02/28/quindici-serie-meglio-di-lost-6-freaks-and-geeks/">6 &#8211; Freaks and Geeks</a></strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.playersmagazine.it/2012/03/19/quindici-serie-meglio-di-lost-7-24/">7 - 24</a></strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.playersmagazine.it/2012/04/02/quindici-serie-meglio-di-lost-8-spaced/">8 - Spaced</a></strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.playersmagazine.it/2012/04/23/quindici-serie-meglio-di-lost-9-battlestar-galactica-2004/">9 &#8211; Battlestar Galactica (2004)</a></strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.playersmagazine.it/2012/05/28/quindici-serie-meglio-di-lost-10-the-x-files/">10 &#8211; The X-Files</a></strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.playersmagazine.it/2012/09/27/quindici-serie-meglio-di-lost-12-the-wire/" target="_blank">12 &#8211; The Wire</a></strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.playersmagazine.it/2012/06/20/quindici-serie-meglio-di-lost-11-arrested-development/">11 &#8211; Arrested Development</a></strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.playersmagazine.it/2012/12/18/15-serie-meglio-di-lost-13-avatar-la-leggenda-di-aang/">13 &#8211; Avatar: La leggenda di Aang</a></strong></em></p>
<p><a href="http://www.playersmagazine.it/2013/02/05/15-serie-meglio-di-lost-14-jackass/"><em><strong>14 &#8211; Jackass</strong></em></a></p>
<p><a href="http://www.playersmagazine.it/2013/04/02/15-serie-meglio-di-lost-15-i-soprano/" target="_blank"><strong>15 &#8211; I Soprano</strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.playersmagazine.it/2013/05/06/15-serie-meglio-di-lost-epilogo-italia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Al Cine con Players Vol.67</title>
		<link>http://www.playersmagazine.it/2013/05/03/al-cine-con-players-vol-67/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=al-cine-con-players-vol-67</link>
		<comments>http://www.playersmagazine.it/2013/05/03/al-cine-con-players-vol-67/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 May 2013 06:06:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Chirichelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Al cine con Players]]></category>
		<category><![CDATA[andrea chirichelli]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Confessions]]></category>
		<category><![CDATA[Effetti Collaterali]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Hansel & Gretel]]></category>
		<category><![CDATA[L'uomo coi pugni di ferro]]></category>
		<category><![CDATA[La Casa]]></category>
		<category><![CDATA[Nella Casa]]></category>
		<category><![CDATA[No]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.playersmagazine.it/?p=9314</guid>
		<description><![CDATA[Tre gemme e altri film decisamente più dimenticabili in questa tornata filmica a cavallo tra ponti e pioggia. Nella Casa: Avevamo lasciato Fabrice Luchini al sesto piano di un’elegante palazzina parigina per ritrovarlo Nella casa di François Ozon nei panni di un professore alle prese con il romanzo a puntate di Claude, un talentuoso allievo ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tre gemme e altri film decisamente più dimenticabili in questa tornata filmica a cavallo tra ponti e pioggia. <span id="more-9314"></span></p>
<p><img class="aligncenter" alt="" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/25674.jpg" /></p>
<p><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=PtKySdKqzV4" target="_blank">Nella Casa</a></em>: Avevamo lasciato Fabrice Luchini al sesto piano di un’elegante palazzina parigina per ritrovarlo Nella casa di François Ozon nei panni di un professore alle prese con il romanzo a puntate di Claude, un talentuoso allievo a cui piace spiare e raccontare della famiglia borghese del compagno di classe Rapha, che vive in una villetta american style, con una madre “desperate housewife” vestita di fiori che desta turbamenti adolescenziali e un padre ambizioso ma tutt’altro che brillante. Dal fascino indiscreto per la borghesia e i suoi vizi (<em>American Beauty</em>) nasce una commedia noir alleniana (<em>Match Point</em>) che mescola letteratura e realtà in un gioco di specchi sottolineato anche dalle inquadrature. L’educazione sentimentale del giovane scrittore e l’apprendimento del processo creativo passano attraverso l’irrefrenabile impulso umano che spinge ad osservare dalla finestra sul cortile le vite degli altri. (di Giulia Iselle)</p>
<p><img class="aligncenter" alt="" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/side-effects-rooney-mara-channing-tatum-1-copy.jpg" /></p>
<p><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=my4U94IdfbE" target="_blank">Effetti Collaterali</a></em>: Caro Soderbergh, <em>Contagion</em> deve esserti stato letale. Che film hai fatto? Poteva essere un thriller giudiziario alla Grisham: lo psichiatra, per dimostrare l’incolpevolezza della presunta assassina, accusa la casa farmaceutica produttrice della pillola dai pericolisi effetti collaterali. Ma sarebbe stato un ritorno ad <em>Erin Brockovich</em>. Una riflessione etica sull’attribuzione o meno di responsabilità, diretta, di chi compie un’azione in stato di incoscienza (l’azione presuppone l’intenzione che necessita una coscienza attiva), o indiretta di chi prescrive psicofarmaci. Poteva essere un “thriller con omicidio perfetto”, vendetta + colpo finanziario + raggiro + amore saffico che fa tanto Lynch. Ma si comincia con una giovane coppia in crisi per la depressione di lei (Rooney Mara) e il protagonista diventa lo psichiatra (Jude Law) che deve difendere la reputazione, la carriera e la famiglia. Alla fine, nel bugiardino come nella sceneggiatura, c’è qualcosa che non quadra, e la domanda ricorrente è: “Perché?”   (di Giulia Iselle)</p>
<p><img class="aligncenter" alt="" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/confessions-2.jpg" /></p>
<p><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Vnws8ZymxME" target="_blank">Confessions</a></em>: <em>Confessions</em> è uno dei film più belli usciti in questi primi mesi del 2013. Il regista Tetsuya Nakashima, basandosi sull&#8217;omonimo romanzo di successo di Kanae Minato, attraverso una narrazione molto complessa eppure essenziale nel suo essere lugubre e angosciosa, fatta di melodramma e flashback, riflette sul delitto e sul castigo: sulla disperazione, sulla colpa e sul sadismo della punizione. Nakashima si serve della tensione tipica del genere thriller, ma tratta lo spettatore come se fosse seduto in un teatro per raccontare storie di bullismo, collegandole al concetto di protezione dei genitori verso figli e a quello della responsabilità degli insegnanti nei confronti degli allievi. C&#8217;è una bambina trovata morta. C&#8217;è una persona con il virus dell&#8217;HIV. Ci sono insegnati austeri e insegnanti innocenti. Ci sono adolescenti perduti.(di Ilaria Falcone)</p>
<p><img class="aligncenter" alt="" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/Evil-Dead-2013-Pictures-Wallpaper.jpg" /></p>
<p><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=9iWnRupexf8" target="_blank">La casa</a></em> : A costo di scivolare nella banalità, meglio sgombrare il campo da ogni dubbio: il confronto con l’originale di Sam Raimi non si pone, questo remake non è nemmeno lontanamente così innovativo. E comunque i paragoni non hanno senso, poiché il film dell’esordiente Fede Alvarez è tutt’altra cosa. È un horror puro, anzitutto: non ci sono concessioni allo splatterstick o all’ironia, la storia è cupa, il contesto è drammatico, e l’atmosfera che si respira è alquanto pesante. La costruzione psicologica dei personaggi fa cascare le braccia (beh, è così in molti horror), e serve solo a preparare il terreno per il cruento grand guignol che, attraverso le forze oscure evocate dal Libro dei Morti, riversa sullo schermo litri e litri di sangue, oltre a una notevole quantità di arti recisi. In effetti, La casa raggiunge livelli di splatter che si vedono molto raramente in una produzione mainstream, e in tal senso funziona: la tensione regge in modo accettabile, mentre la carneficina di corpi “posseduti” suscita un notevole disgusto fisiologico. In fin dei conti è come fare un giro sulla giostra degli orrori, dove la trama è poca cosa, ma i sussulti non mancano. Occhio al simpatico easter egg dopo i titoli di coda. (di Lorenzo Pedrazzi)</p>
<p><img class="aligncenter" alt="" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/Hansel-Gretel-Witch-Hunters-2.jpg" /></p>
<p><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=tgM8IxSsrc4" target="_blank">Hansel &amp; Gretel</a></em> : Anche Hansel e Gretel restano imbrigliati nella rete di Hollywood: Tommy Wirkola, che qualcuno ricorderà per Dead Snow, rilegge la fiaba dei fratelli Grimm con un gusto che oscilla tra l’horror e il fumettone parossistico, trasformando i due fratelli, ormai cresciuti, in una coppia di cacciatori di streghe. Le concessioni allo splatter sono abbastanza insolite in una produzione del genere, ma sono coerenti con lo spirito scanzonato del film, che ha sicuramente il pregio di non prendersi troppo sul serio; peccato però che la storia sia esile come un fuscello, e che alcune svolte narrative siano così forzate da risultare stranianti. C’è da dire però che le poche idee di sceneggiatura – alcune un po’ ridicole – vengono parzialmente controbilanciate dalla buona confezione tecnica (anche il 3D è molto valido), e da qualche simpatica sfumatura steampunk: non è molto, ma in quel di Hollywood pare che sia sufficiente per dar luogo a un franchise, e un sequel è già in lavorazione. (di Lorenzo Pedrazzi)</p>
<p><img class="aligncenter" alt="" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/Man-with-the-iron-Fists-Russell-Crowe-as-Jackk1.jpg" /></p>
<p><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=lOWr72SluHA" target="_blank">L&#8217;uomo coi pugni di ferro</a></em> : La domanda da porsi per tutto il film è: quanti debiti avrà accumulato Russell Crowe per andarsi ad infognare in una fesseria come questa? Mica farà la fine di Nicholas Cage, vero? Per il resto, c&#8217;è poco da dire: una caotica accozzaglia di luoghi comuni legati all&#8217;immaginario dei film wuxia e di matrice orientale (combattimenti, coreografie, il tema della vendetta/riscatto), mal gestita da uno (RZA) che a furia di stare con un piede nel cinema e l&#8217;altro nella musica finisce per non fare bene né una cosa, né l&#8217;altra. Tante belle figliole orientali da ammirare ma, per carità, spenderci dei soldi manco morti, visto che sembra un videogioco. Fatto male. (di Andrea Chirichelli)</p>
<p><img class="aligncenter" alt="" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/25709.jpg" /></p>
<p><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=6l9QksdCfV0" target="_blank">NO &#8211; I giorni dell&#8217;arcobaleno</a></em>: Dopo due film claustrofobici e disturbanti come <em>Tony Manero</em> e <em>Post Mortem</em> (ma dovremmo aggiungerci l’opera prima, <em>Fuga</em>, inedita in Italia) inaspettatamente Pablo Larrain chiude il suo trittico sulla dittatura cilena spalancando gioiosamente una catarsi sgargiante. Per raccontare il referendum che sancisce il declino di Pinochet stavolta non si concentra sull&#8217;azione distruttrice dell’oppressione nei confronti della coscienza individuale e i rapporti interpersonali, bensì sulla reazione, sulle forze agenti e creative di chi lotta contro, sull’arcobaleno esplosivo del ‘No’. E allo stesso tempo Larrain costruisce una riflessione sulla forza dell&#8217;audiovisivo, sull&#8217;utilizzo intelligente dei media, sull&#8217;effetto sorpresa dei perdenti annunciati. Allestisce, in linea con il mood dei protagonisti, un mosaico formale (filmati d&#8217;archivio + docufiction) imprevisto e trascinante: un gioiello imperdibile. (di Fiaba di Martino)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.playersmagazine.it/2013/05/03/al-cine-con-players-vol-67/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Distopica Democrazia &#8211; A piede libero su Altrimondi</title>
		<link>http://www.playersmagazine.it/2013/05/02/distopica-democrazia-a-piede-libero-su-altrimondi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=distopica-democrazia-a-piede-libero-su-altrimondi</link>
		<comments>http://www.playersmagazine.it/2013/05/02/distopica-democrazia-a-piede-libero-su-altrimondi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 May 2013 06:57:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex Pennati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[altieri]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[distopia]]></category>
		<category><![CDATA[epidemia]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[juggernaut]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[utopia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.playersmagazine.it/?p=9275</guid>
		<description><![CDATA[Visioni borderlines e profetiche, quelle  raccontate da Sergio “Alan” Altieri in occasione del seminario Altrimondi (Torino, 13 aprile 2013). L’incontro con lo scrittore è stato più di un semplice workshop: una seduta collettiva di psicanalisi della società ritengo che sia la definizione più vicina a ciò che ho vissuto, guardato, assimilato. Le parole del magister ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Visioni borderlines e profetiche, quelle  raccontate da Sergio “Alan” Altieri in occasione del seminario Altrimondi (Torino, 13 aprile 2013). L’incontro con lo scrittore è stato più di un semplice workshop: una seduta collettiva di psicanalisi della società ritengo che sia la definizione più vicina a ciò che ho vissuto, guardato, assimilato. Le parole del magister si sono rivelate roventi,  come zampilli vulcanici che scavano  nelle menti. Le penne di Francesco Mattina hanno accompagnato il <em>Corridore delle Tenebre</em> nella sua ricerca di luce, disegnandone il cammino e avvolgendone i pensieri.  Mostrandoci infine uno squarcio,  specchio e sudario di Noi.<span id="more-9275"></span></p>
<p><img class="size-medium wp-image-9277 aligncenter" alt="Altieri" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/Altieri-225x300.jpg" width="225" height="300" /></p>
<p>Il principio di tutto fu il buio: Juggernaut, una forza inarrestabile in grado di abbattere qualsiasi ostacolo. Gli immensi tsunami ne sono l’esempio più lampante, vivide manifestazioni delle furia di Madre Terra. Pandemie e guerre; stesse strade lastricate di cadaveri, spesso intrecciate in una sola e fatiscente ecatombe, lasciata a concimare la Storia fino al prossimo <i>step</i> dell’apocalisse. Morte Nera, Influenza Spagnola, AIDS: tanti nomi, un solo male. Ridondante e invalicabile.</p>
<p>Hell awaits.</p>
<p style="text-align: center"><img class="size-medium wp-image-9278 aligncenter" alt="FrancescoMattina" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/FrancescoMattina-300x225.jpg" width="300" height="225" /></p>
<p>Ma il vero <i>juggernaut</i>, come ci insegna Altieri, è l’entropia, lo stato di disordine dei sistemi complessi. Questo non può che avanzare implacabile e vorace, alimentandosi col progredire del tempo.Cataclismi, epidemie, economia, guerre, politica, nient’altro che molecole di follia di un mondo in attesa della disgregazione. Ciclica oscurità di puro caos eruttivo, liquido e sottocutaneo. Un fiume di napalm che scorre tra le fronde della civiltà e  la cecità delle coscienze.</p>
<p>Nell&#8217; estratto preso dal suo prossimo libro <em>Juggernaut,</em> in uscita entro fine maggio, Altieri delinea chirurgicamente una società climax della decadenza, cocktail micidiale di distrofia geopolitica, ceneri ambientali e viscere di ciò che resta dell’umanità. Una razza ormai erosa dalla implosione delle sue fondamenta, avvilita e avvizzita. Estinta, per quanto si sforzi di esistere. Noi,  n<i>ecros</i>,  popolo di morti nel sommo suicidio universale.</p>
<p>Se William Gibson affermava che la fantascienza parla sempre del presente, del momento in cui è stata scritta, lo scrittore meneghino ci<i> </i>mostra<i> </i>un futuro proiettato con le tenebre di oggi. La prosa di Altieri è il bisturi per l’autopsia del tempo; procede preciso, attento, sonda ogni lembo, muscolo, organo, fino all’inevitabile. Ora del decesso: ventunesimo secolo.</p>
<p>Del resto la realtà non è forse la distopia di autori che nelle loro opere ci mostrano i frammenti di una terra inospitale, corrotta nelle sue interazioni e avvinghiata tra le spire di un potere genocida? Se i totalitarismi hanno scatenato lo strappo dell’utopia, con la rottura della speranza che permeava la narrativa nella prima metà del secolo, ora la democrazia si ritrova ad essere un altro meccanismo inceppato del sistema, “una barzelletta” sulla bocca di tutti. Forse un semplice specchietto per le allodole, la patina che copre il ventre infetto della Bestia. Dove la crisi economica gioca a ping-pong con i testicoli della “non politica del nulla”. Dove la democrazia ci riversa addosso tutto e il contrario di tutto<i>. </i>Ma quando questo ideale diventa un tramonto di smog, sospeso e intangibile, la fiction esige una tabula rasa<i>,</i> come se una coscienza collettiva ribollente trovasse voce in parole provenienti  da Altrimondi. Escapismo e componente liberatoria<strong>,</strong> le ultime preghiere di redenzione.</p>
<p>Oggi più che mai necessarie, all&#8217;avvento del fatidico<em> </em>Game Over<em>. </em></p>
<p style="text-align: center"><img class=" wp-image-9276 aligncenter" alt="distopia" src="http://www.playersmagazine.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/distopia-225x300.jpg" width="300" height="400" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.playersmagazine.it/2013/05/02/distopica-democrazia-a-piede-libero-su-altrimondi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
