C’è un’altra novità che si porta dietro Players 06, dopo il nuovo sito e il cambio di distribuzione della rivista, ed è il primo allegato virtuale alla rivista. Quando l’edicola era un posto migliore e tutti i mesi usciva Psycho! ci trovavamo, oltre alla rivista, anche un luccicante cd zeppo di canzoni tratte dalle recensioni pubblicate, ebbene, audioPLAYER(S) vorrebbe umilmente seguire le orme dello Psychosonic! e, in quest’epoca dove tutto è digitale e in streaming, vuole portare all’ attenzione delle vostre orecchie la musica di The Gramophone.

Distribuito tramite Mixcloud il primo volume di audioPLAYER(S) contiene 11 pezzi tratte dai dischi di Joycut, Vince, No Surrender e Pulling Teeth di cui trovare le recensioni nel numero 06 di Players.

Cos’è Mixcloud? Senza farla troppo lunga pensatelo come la versione web 2.0 delle cassettine che vi scambiavate negli anni 80, un portale dove è possibile trovare di tutto, da talk show radiofonici a mix di famosi dj passando per semplici playlist create da un infinità di utenti, e tutto questo è ascoltabile direttamente da questo post, basta cliccare sul tasto Play nel riquadro qua sopra, dal sito http://i.mixcloud.com/C57oX oppure tramite l’applicazione per iOS. Potete ovviamente anche seguire il nostro profilo http://www.mixcloud.com/PlayersMagazine/, in modo da essere sempre aggiornati sulle nuove uscite di audioPLAYER(S).

In questo volume:

Joycut, Ghost Trees Where To Disappear
“…È una storia narrata attraverso un rock trasversale, coperto di elettronica, che gioca a rimescolare le carte di un ventaglio di influenze palesi, quali Joy Division e The Cure..”

Vince, Invisibili Distanze
“…Se c’è un termine che calza a pennello al suono di Vince (one man band più extra) è “liquido”. Un miscuglio di post-rock condito con un’insalata di funghi allucinogeni, paesaggi musicali al rallentatore…”

No Surrender, Medicine Babies
“…Il risultato è un affresco sonoro che, sotto l’ala protettiva dei padri putativi della black music, tenta di coniugare electro-funk e alt-hiphop, con un’attitudine smaccatamente indie-rock…”

Pulling Teeth, Funerary
“…La prima metà del disco è il manifesto di quanto di meglio si possa chiedere al giorno d’oggi nell’ambito hardcore più intransigente…Ma è con la title-track, posta a metà del disco, che arriva la svolta inaspettata…”

La cover della playlist è opera di Darkalia.



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Matteo Del Bo

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