Il 3 dicembre 1994 usciva Playstation, la console che avrebbe cambiato il videogioco per sempre, o almeno fino al biennio 2004-2005, quando Nintendo e Microsoft posero fine all’impero Sony. Ma la ruota, si sa, gira, e la grande S nel 2014 è di nuovo in vetta. Quelli che seguono sono i ricordi semiseri di un ex-sonaro ormai convertitosi alla versatilità di Steam, ma che l’anno prossimo risponderà comunque alla chiamata di Bloodborne, nella flebile speranza che sia solo l’inizio di una nuova era.

Il tragicomico antefatto è ben noto, ma ricordarlo è sempre motivo di godimento. Nel 1991 Nintendo schiva un fallimento simile a quello del Mega-Cd, rinunciando a un accordo con Sony per la produzione del SNES CD-ROM, ma si ritrova ben presto una situazione ancora peggiore con l’ex-partner pronta a fargli concorrenza  e un accordo con Philips che produsse alcuni dei titoli più ridicoli della storia dei videogiochi (Hotel Mario e tre Zelda per CD-I).

Ma il successo della nuova piattaforma era tutt’altro che scontato, e l’annuncio di Playstation viene salutato con sufficienza da una parte consistente della stampa e del pubblico. D’altronde che possibilità poteva avere Sony di fronte all’esperienza di due colossi come Sega e Nintendo e di un mercato diventato ancora più saturo per la recente uscita di 3DO e Jaguar ?

E invece, nonostante un primo anno molto simile a Saturn in quanto risultati di vendita e titoli disponibili (coin-op vari e titoletti giapponesi di cui oggi non si ricorda più nessuno, a parte forse Tonshiden per aver umiliato tecnicamente una deludente conversione di Virtua Fighter), nel 1995 le cose iniziano progressivamente a cambiare.

Playstation viene infatti rilasciata in occidente e Sony inizia a sfruttare i propri superiori canali di distribuzione (altro che roba da bimbetti obesi come GIG e Giochi Preziosi) e un marchio che all’epoca aveva ben altro pregio. Intanto fanno capolino Destruction Derby, Tekken e soprattutto Wipeout, la cui competenza nel design e la colonna sonora trendy rappresentavano essenzialmente il prototipo di quello che sarebbe stato il nuovo videogioco.

wipeout XL

Il 1996 è l’anno della svolta. Sony mette la quarta, lasciandosi dietro SEGA, dilaniata da divisioni interne, e sfidando ufficialmente lo strapotere di Nintendo, la quale nonostante la buona partenza di N64 cominciava a soffrire a causa dell’alto costo del supporto e i problemi legati al 64DD. Il 1996 è uno dei crocevia più importanti della storia del videogioco. Pensate solamente a cosa è stato rilasciato quell’anno:

  • Duke nukem 3d
  • Quake
  • Daggerfall
  • Super Mario 64
  • Virtua Fighter 3
  • Nights
  • Pokemon

Ma soprattutto per Playstation:

  • Resident Evil
  • Tomb Raider (ironicamente concepito per saturn)
  • Tekken 2
  • Wipeout 2097
  • Crash Bandicoot
  • Rage Racer
  • Motortoon Gran Prix 2
  • Broken Sword
  • Soul Blade
  • Pro Evolution
  • Johnny Bazoo…ehr, no questo no

Quasi tutte esclusive in ambito console (se si eccettuano tomb raider,wipeout XL e Resident Evil, quest’ultimi però rilasciati a un anno di distanza). Esperienze nuove e viscerali fin dall’iconica introduzione in cg, “adulte” o almeno da ragazzino alla moda (e non bimbetto sfigato Nintendo), nel caso di Crash Bandicoot e Motortoon Gran Prix 2.

Tonalità cupe (basta solo paragonare il solare Ridge Racer all’austero Rage Racer), colonne sonore epiche, le puppe di Lara e la violenza di Resident Evil che finiscono in prima pagina anche nei medium tradizionali. Il videogioco è definitivamente cambiato. Le killer-app first party (Psygnosis) e le mascotte (Naughty Dog) esistono ancora ma non sono più essenziali, ci sono i caricamenti rispetto ai rottami a cartuccia ma noi ce ne sbattiamo le palle, gli altri si aggirano senza meta nella nebbiolina del N64. Siamo su Playstation, porca pupazza, noi leggiamo Cogito Ergo Sony e mandiamo le e-mail a MBF Today che fa figo mentre c’e chi si trastulla ancora con le recensioni del Raffo.

E’ il 1997. Nintendo non fa più paura, ha rotto troppo le scatole alle third-party. Zelda è stra-bello, ma quando arriva? Noi intanto ci siamo presi Squaresoft, il gioiello dei gioelli, la protagonista assoluta di quell’epoca irripetibile, la quale solo in quell’anno rilasciò sul mercato…

FinalfantasyVII BushidoBlade Tobal2 Einhader SagaFrontier FinalfantasyTactis

bushido blade

Tutti nello stesso anno? ma scherziamo? Gioco di ruolo cinematico, picchiaduro realistico, picchiaduro con modalità avventura, sparatutto con pene smontabile e orientabile… si erano davvero altri tempi, sia sempre maledetto quel tamarro di Nomura.

Ma è anche l’anno di piccole gemme, di quei titoli che non sconvolgono le folle ma che rimangono dentro il cuore di quegli appassionati a cui piacciono i bei ricordi.

  •  Klonoa
  • Alundra
  • Armored core
  • Oddworld
  • Tomba!
  • Breath of Fire 3
  • Aquanaut’s holiday
  • Moon Remix RPG

Senza dimenticare (qualcuno potrebbe accusarci di essere faziosi) schifezze del calibro di Porsche Challenge. Nessuno è perfetto, e poi loro hanno Doraemon e Bug!. Ah-ha-ha.

Il 1998. L’apice, il punto di non-ritorno, l’anno classico del videogioco Sony. Quello delle recensioni chilometriche di Metal Gear Solid e Gran Turismo su Super Console. Quello delle seimila riviste dedicate a Playstation che spariranno nel giro di un paio di anni. Quello in cui esce (ma pochi se ne accorgono) il Dreamcast che non riuscirà neanche a competere dal punto di vista commerciale con un vecchio 32-bit.

Un editoriale di SPC lamenta il fatto che gli altri hanno Half-Life e Ocarina of Time. Ma che sonari siete? Dai però, ci giochiamo lo stesso a questi due titoli, però una volta finiti ritorniamo subito sulla nostra adorata console.

Cosa esce quell’anno? Ma davvero non ve lo ricordate più?

  • Resident Evil 2
  • Metal gear solid
  • Gran Turismo (ok dai, dicembre 1997)
  • Xenogears
  • Iss Pro 98
  • Ridge racer type 4
  • Mizzurna Fall (rivoluzionaria avventura open-world incredibilmente mai rilasciata in occidente)

mizzurna falls

Mascella spezzata. Forever. Sony fa dimenticare tutto e tutti, polverizza ogni record. Dopo Atari e Nintendo, Sony diventa sinonimo di videogioco. Pure in Italia vende, incredibile.

Gran turismo spazza via in un colpo solo tutti i giochi di guida usciti per console, mettendo insieme abilità tecnica e passione come solo i giapponesi sanno fare. Xenogears si rivela essere l’Evangelion del videogioco, riuscendo a far convivere robottoni e Carl Jung, seppure in una scala temporale paragonabile alla saga di Guerre Stellari.  Metal Gear Solid è il primo videogioco 3d in cui il termine cinematografico non significa cutscene o sfondi in CG. Ridge Racer Type 4 è l’arcade racer dove tagliare il traguardo significa anche poter continuare una storia. E cosi via…

Il 1999 è l’anno del declino, almeno per quanto riguarda il numero di videogiochi significativi rilasciati. Playstation 2000 incombe. Ma c’e ancora spazio per il blockbuster FF VIII e produzioni del calibro di Ace Combat 3 (vergognosamente tagliato nell’edizione occidentale), Silent Hill, Soul Reaver, Chrono Cross, Saga Frontier 2, Front Mission 3.

Sono passati vent’anni da quel fatidico 3 dicembre 1994.  Il mondo in cui siamo cresciuti non esiste più. Ma se siamo ancora qui a leggere queste righe e ad aspettare Bloodborne, vuol dire che qualcosa sarà pure rimasta uguale. O almeno speriamo.



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Alberto Li Vigni

Appassionato di videogiochi da oltre 20 anni, ha scritto nel settore per alternative-reality e multiplayer. E' attualmente uno degli editors di unseen64, un sito dedicato alla conservazione di beta e di titoli mai rilasciati.

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7 Comments

  1. E’ un nodo alla gola.. stringe come la prima cravatta messa alla comunione.. Leggere quello che hai scritto mi ha ricordato che una volta, molto tempo fa, sono stato ragazzo anche io. Uno di quei ragazzi che passava le notti con il naso ad un metro dal suo piccolo televisore a colori; i capelli, imbizzarriti dall’elettricità statica, avvolgevano le cuffie che proteggevano dalle madonne che la madre lanciava ad intervalli regolari. Uno di quei ragazzi che, nonostante tutto, amava quella grande S sullo schermo, anche quando rimanendo per “troppo tempo” ti avvisava che dovevi resettare la consolle. Sono momenti che mi hanno accompagnato per molti anni; momenti che difficilmente potrò riassaporare nel medesimo modo, anche se eternamente pago di averlo potuto fare al momento giusto. Ciò che ho letto, tra le righe, per me è come un tuffo a piedi uniti nel buio, dove ogni istante trascorso non è un momento sottratto alla caduta ma è un istante in più alla gioia di cadere.

    Grazie

  2. Al netto che mi infastidiscono i fan boy di tutti i titpi perchè sono per il “mi interessa il contenuto e non il contenitore” devo dire che io i sonari li detesto pesantemente piu di altri, perchè li trovo degli ignorantoni incredbili esagitati e modaioli piu dei loro compagni di merenda boxari e nintendari..ma questo articolo mi è piaciuto tantissimo, per come è scritto e per come ricorda a me che nel 94 ero ragazzino cosa è significata quella generazione di console e pc.

  3. “il Dreamcast che non riuscirà neanche a competere con un vecchio 32-bit.” ehhhhhhhh??????? O_O questo pezzo dellarticolo me l’ero perso…no allora non ci sto, andava tutto bene se non postavi quasta immensa caz****a…sonari, vi fate riconoscere anche quando avete superato la soglia dei trentanni…ma vai va ….

  4. In realtà la cosa che mi rammenta meglio questo articolo è il crollo verticale avuto da Square, passata da softco illuminata capace di dettar legge con prodotti innovativi in ogni genere ludico, a squallida imitatrice di sè stessa. Per certi versi, il suo climax discendente ricorda quello di Lucasarts, passata dalle avventure a spesso pessimi titoli starwarsici in sequenza.

    1. secondo me dopo il film , anche bello, che fece uscire nel 2001 la square dovette vendere e sistemare tutti i buffi che aveva mandando via i migliori artisti e programmatori che aveva…da li la sua discesa.

  5. ehr, ovviamente che non riuscirà a competere come vendite ^^

  6. Che nostalgia, che emozione!
    Ottimo pezzo, complimenti Alberto.

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