Non si scappa. San Valentino è una di quelle feste che quando arrivano si fanno sentire e non c’è modo di far finta di nulla: è tutta un’esplosione di cuori, non esiste programma televisivo, pubblicità, negozio, locale, libreria, che vi permetterà di non accorgervi della ricorrenza. Quindi, se siete tra quelli che festeggiano, ecco una lista di ottimi film per suggellare la giornata. Se non siete tra quelli che festeggiano, ecco una lista di ottimi film che val comunque la pena di (ri)vedere.

Mara Ricci

Jerry Maguire (1996)

“Mi avevi convinta al ciao”. Jerry Maguire è un film inesauribile, di quelli le cui battute non perdono smalto neanche all’ennesima visione: merito di cast, sceneggiatura, regia e scelte musicali. Una commedia brillante che evita toni zuccherosi e prende l’inaspettata via di usare il matrimonio tra i due protagonisti non come l’inevitabile approdo finale del film, ma quasi come punto di partenza perché il “e vissero felici e contenti” non è una conseguenza scontata delle nozze, ma del capirsi.

Jerry (Tom Cruise) è un procuratore sportivo di successo. Un giorno, complice una cena andata di traverso, Jerry realizza con quanto spietato cinismo vengono gestiti i suoi clienti e quelli dell’agenzia per cui lavora, scrive così una relazione programmatica in cui, riassumendo, auspica meno clienti (= soldi), più attenzione individuale. Da lì al licenziamento è un attimo. A quel punto Jerry si ritrova a dover riniziare tutto d’accapo con il solo aiuto di Dorothy (Renéè Zellweger), un’assistente conquistata dal suo candore e dalla sua avvenenza. I due iniziano a frequentarsi ma Jerry affretta i tempi incapace di stare da solo, conquistato più dal figlio di Dorothy che da lei, e le sue continue trasferte non aiutano la coppia a trovare un equilibrio.

Una delle migliori interpretazioni di Tom Cruise, una manciata di scene ormai storia del cinema..

Only Lovers Left Alive (2013)

Chi l’avrebbe mai detto che Jim Jarmush avrebbe un giorno realizzato un film perfetto per San Valentino, eppure eccolo qua.

Cosa significa amare per sempre quando quel “per sempre” è un dato di fatto e non romantica retorica? Adam (Tom Hiddleston) e Eve (Tilda Swinton) sono due vampiri stilosissimi, affascinanti, con gusti squisiti in materia di poesia, arte, scienza e letteratura, ma mentre Eve è ancora entusiasta della vita, Adam è più cupo e ombroso, amareggiato dall’inconsistenza della società moderna. Il film è una festa per gli occhi – regia, costumi, fotografie, i due interpreti – una lettera d’amore all’amore. Bonus: l’ipnotica colonna sonora.

La La Land (2016)

Los Angeles è la città-della fabbrica dei sogni in cui il successo e la realizzazione sembrano alla portata di tutti, ma questa è solo la più grande delle illusioni di un luogo che seduce con il suo scintillio notturno salvo presentare il conto di giorno. Mia (Emma Stone), aspirante attrice, lavora in un caffè, Sebastian (Ryan Gosling) è un jazzista che guadagna suonando in complessini anni ’80. All’inizio le solite schermaglie tra due tipi carismatici, poi il grande amore: i loro sogni, però, per essere realizzati richiedono l’abnegazione totale. Musiche trascinanti tra cui la bellissima City of Angels, una coppia bella e affiatata e uno dei migliori finali degli ultimi dieci anni. Ne abbiamo parlato qui.

Love, Simon (2018)

Simon è un diciassettenne che vive in una bellissima casa insieme a due genitori innamorati, realizzati e attenti e una sorella affettuosa, i suoi amici sono in gamba, e nel suo liceo la quota bullismo è limitata a due imbecilli a cui nessuno presta davvero attenzione. Un ambiente protetto in cui la difficoltà di Simon di uscire allo scoperto come gay suscita da subito poca empatia, quindi la scelta di far ruotare il tutto intorno a una situazione di fiducia violata – lui che cede al ricatto manipolando gli amici – è una scelta intelligente che aiuta a capire meglio quanto sia difficile, in ogni caso, fare coming out soprattutto perché ingiusto: semplicemente, non dovrebbe esistere nessun motivo per il coming out. NB applausi a scena aperta per la professoressa di drama.

Un film realizzato appositamente per far stare bene e toccare l’argomento del coming out con delicatezza, ma senza provocare grandi scossoni emotivi, ma qui leggerezza non è sinonimo di inconsistenza e Love, Simon regala due ore tenere e divertenti.

Il film è tratto dal libro Simon vs. the Homo Sapiens Agenda di Becky Albertalli.

Orgoglio e Pregiudizio (2005)

Il miglior adattamento di un romanzo perfetto. Chi non ha letto Orgoglio e Pregiudizio, e forse conosce l’opera di Miss Austen solo per sentito dire, può cadere nel facile fraintendimento di pensare a Mr Darcy come a una sorta di principe azzurro, in realtà il Mr Darcy che tutte vorremmo al nostro fianco è quello che viene fuori dopo l’incontro con Liz Bennett, una giovane donna arguta e dal carattere indipendente che lo spingerà verso i territori per lui inesplorati dell’autocritica. Allo stesso modo, l’incontro/scontro con Darcy, e tutto quello che ne seguirà, insegnerà a Elizabeth ad accompagnare il suo acume a una maggiore capacità di riflessione.

La regia di Joe Wright rende un ottimo servizio al materiale di partenza, vi innamorerete di ogni singola scena.

Carol (2015)

Tratto da The Price of Salt di Patricia Highsmith, Carol è un film costruito in modo delicato e sensuale intorno a una storia d’amore fatta di sguardi, sussurri, linguaggio del corpo e una sottile ma pervasiva carica di erotismo.

Carol (Cate Blanchet) è una ricca e sofisticata donna dell’alta borghesia, Therese è una ragazza di diciannove anni che lavora nel reparto giocattoli di un grande magazzino, appassionata di fotografia. Le due si incontrano durante il periodo natalizio, la curiosità reciproca è da subito evidente e, complice un paio di guanti che Carol dimentica in negozio, le due donne iniziano a frequentarsi ed è grazie a questa nuova amicizia che Therese prende definitivamente coscienza del fatto di non essere interessata agli uomini. Il marito di Carol, da cui la donna vuole divorziare, non accetta però di essere lasciato e cerca di sabotare la vita di sua moglie in ogni modo. Ne abbiamo parlato qui.

Chiamami con il tuo nome (2017)

È l’estate del 1983, siamo in una Cremona da cartolina che a questo punto gli spettatori stranieri immagineranno anche poliglotta. Elio (Timothée Chalamet) è un diciassettenne vivace e spigliato che si appresta a vivere la sua estate tra bagni al lago, fidanzatine, letture con i due dottissimi genitori. Oliver (Armie Hammer) è uno studente americano alla prese con la sua tesi di dottorato, ospite del padre di Elio. Tra i due c’è attrazione, curiosità, e la voglia di vivere una storia appassionante che risulta però venata dall’amarezza della clandestinità. Il film che ha meritatamente consacrato Luca Guadagnino e fatto decollare definitivamente le carriere dei protagonisti. Ne abbiamo parlato qui.

Insonnia D’amore (1993)

Meg Ryan è la madrina delle commedie sentimentali, potreste festeggiare tutti i San Valentino della vostra vita contando praticamente solo su di lei. Lo strepitoso superclassico Harry Ti Presento Sally in coppia con Billy Crystal, l’adorabile French Kiss insieme a Kevin Kline, il melanconico City of Angels in coppia con Nicolas Cage, Kate e Leopold con Hugh Jackman, Innamorati Cronici insieme a Matthew Broderick, il remake C’è Posta per te che la vede riunita insieme a Tom Hanks, più un paio di altre produzioni trascurabili ma sempre in tema. Per questo articolo ho scelto però Insonnia D’amore di Nora Ephron.

Sam (Tom Hanks) è un vedovo inconsolabile che dopo essere intervenuto in una trasmissione radiofonica per esprimere la sua idea sull’amore, proprio grazie a questo intervento, fa innamorare centinaia di donne desiderose di conoscerlo: tra queste c’è Annie (Meg Ryan). Annie è fidanzata con un uomo a cui vuol bene ma nella loro coppia non c’è magia, quella che sente potrebbe esserci con Sam. Il film romantico per eccellenza con una coppia che definirei super affiatata se non fosse per  il fatto che Hanks e Ryan condividono insieme solo una scena.

Much Ado ABout Nothing  (2012)

Joss Whedon era solito invitare i suoi amici attori e attrici preferiti la domenica pomeriggio a casa sua per recitare Shakespeare, da qui il sogno di realizzare una versione di Much Ado con Amy Acker nei panni di Beatrice e Alexis Denissof in quelli di Benedick. Terminate le riprese di Avengers, l’allora moglie di Whedon Kai Cole, poi produttrice del film, suggerisce di impiegare il mese di vacanza per realizzare il suo progetto: non ci sarebbe stato un altro momento opportuno. E così è stato. Le riprese si sono poi svolte nell’arco di un mese quasi esclusivamente nell’abitazione dei coniugi Whedon a Los Angels.

Whedon porta alla luce la componente sensuale insita nel lavoro del Bardo, mette l’accento sulla già forte personalità di Beatrice e realizza una commedia deliziosa e frizzante filmata in un bianco e nero raffinato e vezzoso.

Andrea Chirichelli

Sing Street (2016)

Fondare una banda pop nel Regno Unito degli anni ’80 per conquistare una giovane e apparentemente inaccessibile ragazza? È la sorte che tocca al protagonista del film, che firma un bellissimo film di e per adolescenti, che affonda le proprie radici in un contesto musicale tanto immediato quanto immediatamente riconoscibile. Per chi ama la musica degli anni ’80 è una visione necessaria, ma anche per tutti coloro che anche in tempi cinici come quelli che stiamo vivendo crede ancora nelle follie per amore.

Enough Said (2013)

Chi l’ha detto che le commedie sentimentali devono avere per protagonisti solo interpreti giovani e bellissimi? In Non dico altro (titolo italiano dell’opera) svettano Julia Louis-Dreyfus e James Gandolfini (qui alla sua ultima interpretazione, purtroppo), che incarnano due persone di mezza età un po’ ciniche e sfiduciate dal mondo, dagli altri e dall’amore, che però “si trovano”. Molta disillusione e malinconia, certo, ma anche una flebile speranza per il futuro. Insomma, da giovani è tutto fuoco e fiamme, poi alla fine ci si ritrova ad essere come loro due…

Her (2013)

In una Los Angeles futura ma non troppo, un impiegato, Theodore Twombly, introverso e dalla personalità complessa, che per vivere scrive lettere “a mano” per conto terzi, si innamora, ricambiato, di un OS, un sistema operativo molto sofisticato, dalla voce (e dal carattere) femminile, che si auto-battezza Samantha. Il tema dell’interazione tra esseri umani maschili e intelligenze artificiali di sesso opposto è stato affrontato con una certa frequenza dal cinema, nel corso degli anni. Mai però, in modo così intelligente, raffinato e convincente. Con Her Jonze si trasforma in un Woody Allen, versione 3.0: qui il fardello della psicoanalisi è sostituito dai ragionamenti di un computer senziente, ma le interazioni tra i due protagonisti non possono non far ricordare Io E Annie e altri classici del regista newyorkese. Decisamente un film per tempi più civilizzati…

Silver Linings Playbook (2012)

In perenne equilibrio tra dramma e commedia, Il Lato Positivo (questo il titolo italiano del film, per una volta azzeccato) , è col tempo diventato un piccolo classico, grazie ai dialoghi sinceri e spumeggianti, ad alcune sequenze particolarmente iconiche (quella in cui la Lawrence getta fuori dalla finestra Addio alle armi perché non c’è l’happy end) e alla fantastica interpretazione del duo Bradley Cooper & Jennifer Lawrence, già celebri al tempo, ma dopo questo film definitivamente consacrati alla fama e al successo. Nonostante una seconda parte un po’ (troppo) consolatoria e banale, resta un film perfetto per ricordarci la bellezza delle…imperfezioni.

Easy A (2010)

Sembra (John) Hughes ma non è. Uno dei primi film con Emma Stone, che già dimostrava (oddio, sono passati “solo” 9 anni) un talento comico fuori dal comune. La versione moderna e leggera della Lettera Scarlatta funziona a più livelli, diverte e intrattiene, riuscendo a evitare quasi tutti i clichè tipici delle commedie ambientate nei college americani con love story contrastata annessa. Stanley Tucci e Patricia Clarkson sono i genitori che tutti vorrebbero, mentre sembra incredibile che la carriera della brava Aly Michalka, non sia decollata come quella della nostra amata Emma…

(500) Days of Summer (2009)

Graziato da una colonna sonora strepitosa e caratterizzato da una delle migliori sequenze degli anni ’00 (la doppia versione di lui che va alla festa, nella versione reale e in quella “immaginaria”) è una commedia simpatica e riuscita che ribalta molti degli stereotipi narrativi del genere (quello romantico e desideroso di “accasarsi” è lui, mentre lei è una donna moderna, indipendente e per certi versi giustamente cinica e disincantata). Bella l’alchimia tra Zooey Deschanel e Joseph Gordon-Levitt (che forse avrebbero meritato una carriera ancora più luminosa).

 



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Mara Ricci

Serie tv, Joss Whedon, Jane Austen, Sherlock Holmes, Carl Sagan, BBC: unite i puntini e avrete la mia bio. Autore e redattore per Serialmente, per tenermi in esercizio ho dedicato un blog a The Good Wife.

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