The Fate of the Furious: Epopea Tamarra

Dom e Letty sono in luna di miele a Cuba, Brian e Mia scomparsi (per evidenti motivi) e tutto pare andare liscio alla Toretto Family, finchè non appare sulla scena Cipher, una super-hacker senza scrupoli che vuole dominare il mondo. Per raggiungere questo obiettivo ricatta Dom che, per una volta, si trova dalla parte dei cattivi. Ma anche i buoni stavolta possono contare su alcune new entry di rilievo…

Esaminandola a ritroso, pardon, in retromarcia, la storia della saga di Fast & Furious è quasi più interessante dei singoli film. Dopo una buona partenza (oramai davvero remota, ricordiamoci che nella sequenza iniziale del primo film Toretto & company rubavano videoregistratori…) e alcuni episodi di scarso spessore, tutti basati sul binomio action + auto, è arrivata la svolta di Fast Five, che ha trasformato il franchise in una sorta di Bond dopato e ultra-tamarro, facendo aumentare la sua insensatezza con una crescita logaritmica: le sequenze sono diventate sempre più assurde e “coreografiche”, i personaggi sempre più fuori di testa, il cast sempre più numeroso ed in mezzo ci si sono messi un episodio luttuoso (che, cinicamente, ha reso la serie ancora più popolare) e l’immancabile endorsement del pubblico cinese, che oggi pesa parecchio nel mercato cinematografico mondiale. So what? Ecco arrivare nelle sale un ottavo episodio che è faster, stronger, bigger & better e segue pedissequamente la formula vincente delle ultime incarnazioni.

The Fate of the Furious ha un coefficiente di tamarraggine quasi insostenibile, ma anche nelle sequenze più risibili e assurde, riesce comunque a mantenere un certo grado di credibilità (si pensi alla per certi versi geniale sequenza, che forse non piacerà a Elon Musk, con gli autopilot delle auto che vengono hackerati e permettono alla villain di formare un esercito di macchine (vere) radiocomandate). Il bello di The Fate of the Furious è che, dopo tutti questi anni, continua a non prendersi mai sul serio e, dopo aver speso qualche minuto nei soliti pipponi pro-famiglia (iper allargata in questo caso) è capace di sfornare idee e situazioni a intelligenza zero ma molto, molto divertenti.

La chicca dell’ottavo episodio è senza dubbio la bromance tra The Rock e Jason Statham, con quest’ultimo reclutato tra i buoni: i duetti tra i due sono meravigliosi e anche se stavolta non c’è lo scontro fisico, tutto il finale che vede protagonista quest’ultimo è disgustosamente divertente e godibilmente paradossale. In ottica casting il terzetto Diesel/Johnson/Statham vale da solo il prezzo del biglietto e rende sopportabili anche le in-sopportabili battute del duo Tyrese Gibson/Ludacris, anche questa volta davvero insostenibile. E Charlize? L’attrice pare divertirsi un mondo nei panni della terrorista 4.0 e tutto sommato è la “cattiva” più credibile dell’intera saga (e molto più coerente di molti villain bondiani, giusto per provare a costruire un ponte tra due saghe altrimenti antitetiche).

Tra frizzi, botti e scemenze assortite, figlie di una sceneggiatura degna di un dodicenne cresciuto a pane, Nutella e hot wheels (sì lo sappiamo che l’autore Chris Morgan ne ha di più, ma proprio non li dimostra), The Fate of the Furious conferma il suo essere un ottimo prodotto di intrattenimento. Non vergognatevi di farvelo piacere, perchè per certi versi è quanto di meglio, in termini di divertimento pop-cornico e ignorante, possa offrire oggi Hollywood. In caso contrario, coraggio, ne restano ancora due e poi la saga (forse) sarà davvero conclusa…



Players è un progetto gratuito.

Se ti piace quello che facciamo, puoi supportarci (o offrirci una birra) comprando musica, giochi, libri e film tramite i link Amazon che trovi negli articoli, senza nessun costo aggiuntivo.

Grazie!
More from Andrea Chirichelli

Nintendo Switch: la console, i giochi e tutto il resto

E’ finita da poco la presentazione ufficiale di Switch, la nuova console...
Read More