Il 2012 è stato un anno storico per la Disney, che ha vinto sia la battaglia del boxoffice (1.5 miliardi di dollari solo contando le sale con The Avengers) che quella “imprenditoriale” portandosi a casa un brand killer come Guerre Stellari, andatosi ad aggiungere ad un bouquet che conta anche Pixar e, appunto, Marvel. Proprio dalla popolosa family di Stan Lee arriva ad inaugurare “l’estate americana” (quella italiana, come noto, cinematograficamente non esiste) il terzo ed (ultimo?) capitolo della saga che ha permesso la nascita della Marvel moderna e rilanciato la stella appannata di Robert Downey Jr, passato, grazie al ruolo di Tony Stark, dalla polvere agli altari.

Normalmente i terzi episodi chiudono i cerchi narrativi aperti nei primi due capitoli, ma stavolta il campo da gioco è diverso, più ampio e sfaccettato. Come le mezze stagioni, insomma, nemmeno le trilogie sono più quelle di una volta. Iron Man è stavolta, perdonate la battuta, poco Iron e molto Man: non solo perchè l’eroe è presentato come vulnerabile, fragile, in costante difficoltà per tutta la durata del film e spesso gira “smascherato”, ma anche perchè, seguendo le orme tracciate da The Dark Knight, lo script sposta il baricentro della storia su emozioni e rapporti con gli altri personaggi, più che sull’azione tout court (che ovviamente non manca, nè è priva di sequenze altamente appaganti sotto il profilo visivo). Ovviamente però, il registro è completamente diverso dalle pessimistiche visioni Nolan-iane e qui tutto è più pop, sardonico e grottesco.

Di suo ci mette parecchio Shane Black che, se da regista si è visto ritornare indietro con gli interessi il favore che fece a Robert Downey Jr. (lo volle come protagonista in Kiss Kiss Bang Bang, ben prima che l’attore rinascesse a nuova vita con i film Marvel e Sherlock Holmes), può vantare un notevole passato da sceneggiatore di buddy movie (Arma Letale, scritto in poche settimane a 26 anni, The Last Boyscout) che pesano come macigni nell’economia e nella grammatica del film, che procede veloce e brillante per quasi tutti i suoi 130 minuti di durata. Per la prima volta nella storia Marvel, un film di supereroi subisce contaminazioni da altri generi: thriller, spionaggio, commedia, action anni ’80. Nonostante la minaccia incombente, il tono è sempre autoironico, scanzonato, quando non apertamente folle, sopra le righe e demenziale. Eppure, tra una risata e l’altra, c’è sempre spazio per il mantenimento della continuity e per qualche gustosa stoccata all’establishment hollywoodiano e politico.

Ovviamente Iron Man non sarebbe tale senza Robert Downey Jr., anche stavolta perfettamente a suo agio nella parte di Tony Stark, ancora più “sole” attorno al quale ruotano come satelliti gli altri personaggi: se la Paltrow ha un maggiore spazio e risulta fondamentale nell’economia del film, piacciono molto Pierce e Kingsley, mentre Cheadle resta, come nel resto della saga, confinato ai margini della sceneggiatura, fatto salvo un gustoso momento “alla Miami Vice” nello scoppiettante finale.

Missione compiuta, quindi. Ed ora, che ne sarà del personaggio interpretato da Robert Downey Jr.? Ovviamente il carismatico attore dovrà per contratto firmare il cartellino almeno un altro paio di volte (i sequel di The Avengers, nei quali tornerà, presumibilmente, ad essere protagonista), ma la sensazione è che prima di rivedere al cinema l’eroe corazzato trascorreranno alcuni anni. Sufficienti a ripartire da zero con un nuovo volto ed una nuova storia? Ai posteri…



Players è un progetto gratuito.

Se ti piace quello che facciamo, puoi supportarci (o offrirci una birra) comprando musica, giochi, libri e film tramite i link Amazon che trovi negli articoli, senza nessun costo aggiuntivo.

Grazie!
, , , , , , ,
Andrea Chirichelli

Classe '73. Giornalista da tre anni, ha offerto il suo talento a riviste quali Wired, Metro, Capital, Traveller, Jack, Colonne Sonore, Game Republic e a decine di siti che ovviamente lo hanno evitato con anguillesca agilità. Ha in forte antipatia i fancazzisti, i politici, i medici, i giornalisti e soprattutto quelli che gli chiedono foto.

Similar Posts
Latest Posts from Players

4 Comments

  1. e io non posso andare al cinema T____T … che pizza…
    ottima rece.. come sempre Chirichelli si riconosce dopo poche righe XD

    1. Ottima recensione, concordo. Come mai non puoi andare al cinema?

      1. casa sorella fuori paese con bambino che piange XD
        fortuna che ho un amico hacker

Comments are closed.