Quando si parla di libri su Players la palla passa inevitabilmente a Elisa Giudici, la nostra avida lettrice che per l’occasione si è impegnata a mettere da parte la sua passione per la narrativa di genere abbracciando la narrativa nel suo insieme, senza pregiudizi verso quei libri che si ostinano a non includere alieni, pianeti esotici o razze dalle strane orecchie.
SPOILER: non temete, la cara vecchia sci-fi è riuscita a strappare un paio di doverose citazioni.


A little life

A Little Life di Hanya Yanagihara

Non ha vinto il Booker Prize né il National Book Award, ma è senza ombra di dubbio uno dei romanzi dell’anno (forse IL romanzo di un’annata orfana di grandi stelle in grado eclissare gli altri). Una piccola vita ma una mole enorme di pagine, oltre 700, per raccontare la tormentatissima, disturbata esistenza di quattro giovani all’indomani del college. Il mondo ai loro piedi, il futuro davanti, ma è un passato spesso punteggiato di violenze a condizionarne irreparabilmente il presente. Il romanzo dai toni LGBT più dibattuto dell’anno: per alcuni ampiamente sopravvalutato, per altri doloroso ma necessario, ha eguagliato per presenza nelle vetrine delle librerie statunitensi e inglesi il pompatissimo Purity di Franzen. Non è certo una lettura per tutti ma è tra le più quotate del 2015. Se l’impresa in lingua vi spaventa, non rimane che attendere la traduzione di Sellerio.


Storia della bambina perduta

Storia della bambina perduta di Elena Ferrante

Altro libro pubblicato in Italia nel 2014 ma che ha raggiunto acclamazione planetaria solo l’anno successivo, grazie alle numerose traduzioni. Con il volume conclusivo della quadrilogia dedicata all’amicizia di Lenù e Lila, Elsa Ferrante ha raggiunto lo status di superstar letteraria in tutto il mondo, con buona pace degli spocchiosi intellettuali italiani che ancora non si capacitano di come un’autrice che considerano non all’altezza della loro attenzione lo è diventata per i colleghi di tutto il mondo. Se ultimamente siete stati all’estero avrete sicuramente notato la sua massiccia presenza il librerie, riviste, book club e vetrine chic.
E poco importa se permane il mistero sull’identità della scrittrice (che in tanti si affannano maliziosamente a denunciare maschio, perché non possono concepire che con un tale successo sia pure una femmina!) e se i giornalisti stranieri hanno (a nostro parere giustamente) criticato la pochezza della veste grafica con tanto di replica ufficiale della casa editrice italiana E/O. Per una volta la più acclamata la leggono in traduzione loro. Il mondo letterario italiano non le ha ancora riconosciuto questa incredibile vittoria: non commettete lo stesso errore.


Stazione Undici

Stazione Undici di Emily St. John Mandel

Siamo orgogliosi di aver spezzato il silenzio generale in cui questo meraviglioso romanzo è sbarcato nelle librerie italiane, dopo essere riuscito ad ottenere il plauso di grandi autori di genere come George R.R. Martin (che ha tentato apertamente di lanciargli la volata ai premi più importanti del settore), ma anche quello della critica letteraria più snob. Niente di cui stupirsi: se i confini distopici della vicenda sono rarefatti, è la scrittura – potente, lirica, pregna di vita quotidiana e riflessioni esistenziali – a renderlo una lettura che lascia una traccia nel lettore. Una perla di rara purezza dimenticata persino dal suo editore italiano.


 

H is for hawk

H is for Hawk di Helen Macdonald

Il memoir più premiato dell’anno è la storia personale dell’autrice, straziata dal dolore per l’improvvisa perdita del padre, che decide di addestrare un rapace per sopportare il periodo di lutto. Un racconto potente e inaspettatamente letterario, in cui al dolore si intrecciano una biografia ombra del celebre scrittore T. H. White e uno scenario naturale all’altezza delle tematiche narrate. Se ve lo siete lasciato sfuggire, potrà diventare uno dei vostri cult del 2016: la traduzione Einaudi sta per arrivare.


 

L'uomo di MarteL’uomo di Marte di Andy Weir

Uno dei più travolgenti fenomeni commerciali da libreria, un unicum capace di far leggere la fantascienza anche all’uomo della strada e al lettore sul mezzo pubblico, è in realtà sbarcato da noi nel 2014, ma solo con l’hype generata dall’uscita del film di Ridley Scott ha conosciuto nella penisola il successo del resto del mondo. Un romanzo dalle solide basi scientifiche scritto senza troppe velleità letterarie ma col chiaro intento di divertire e appassionare. Come tutti i colpi di genio sembra quasi banali, ma decodificare la formula per distillare un romanzo hard scifi alla portata di ogni lettore ha richiesto a Weir anni di lavoro.



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